<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728</id><updated>2012-01-28T17:14:30.986-08:00</updated><title type='text'>lingualunga</title><subtitle type='html'>SE UN SILENZIO VALE PIU' DI MILLE PAROLE... IO SCELGO MILLE PAROLE COMUNQUE.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>69</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8943592351196914257</id><published>2008-06-12T01:57:00.000-07:00</published><updated>2008-06-12T02:03:47.768-07:00</updated><title type='text'>Età al limone</title><content type='html'>Ieri camminava con me. I nostri gomiti si sfioravano spesso. Guardarlo sorridere, cedere all’imbarazzo di quel momento mi divertiva. Era fresco, come un limone tagliato sotto la pioggia di questi giorni.&lt;br /&gt;Gli ho chiesto che profumo portasse. Sembrava contento che lo avessi notato. Non incontravo nessuno come lui da non ricordo quanto tempo ormai. Trovavo tenero il fatto che la sua maglietta fosse stata scelta con cura, perché magari la preferita, magari quella che gli stava meglio.&lt;br /&gt;Dietro il Pavaglione mi si è messo davanti, e io gli sono finito addosso. Sono diventato un trentenne disattendo al corteggiamento? Sentivo il suo desiderio, e mi faceva quasi paura.&lt;br /&gt;Mi ha baciato, lieve, leggero, e ha aspettato che dicessi qualcosa. In quel momento tu non eri lì, e io non ero del tutto io. L’ho tirato a me, e gli ho restituito quel bacio, moltiplicandolo di respiri, di naso su naso, di mani sul collo, di sorrisi tra labbra e labbra. E tu non eri lì, e tu non eri lì, e io lì non ti ci volevo.&lt;br /&gt;L’odore della sua saliva sui miei baffi era straniero; mi è entrato nel naso e mi ricordava a ogni passo che tutto è diverso ora. I miei nuovi mercoledì senza te possono essere così, e tu non lo sai, e tu non lo sai, e io voglio che tu non lo sappia.&lt;br /&gt;Ogni cosa di me ieri ha respirato profondo, senza paura di trovare te in fondo alla pancia.&lt;br /&gt;Non ho bisogno di sapere che succederà, e la cosa ti sorprenderebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Matteo aveva ragione: diventavo le parole della canzone di Moltheni “l’età migliore”.&lt;br /&gt;…”Lingua ferma meraviglia labbra timide, come un’unghia graffia cicatrizzi la mia età, tu sei la malattia di quella gioia che non è più la mia, prendi me offro garanzie prive di calcoli, ma tu colorami di verde giallo e blu, arcobaleno io, profumo in aria tu….”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8943592351196914257?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/8943592351196914257/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=8943592351196914257' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8943592351196914257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8943592351196914257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2008/06/et-al-limone.html' title='Età al limone'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4274611455261476746</id><published>2008-05-20T10:51:00.000-07:00</published><updated>2008-05-20T10:53:31.104-07:00</updated><title type='text'>Finché</title><content type='html'>È una lezione dura. È una sottile linea d’ombra che spesso si ignora. Ci siamo abituati a quel piccolo sprazzo di felicità, bugiarda per l'eternità, e niente, oltre quella, ci pare abbia senso. Eppure.&lt;br /&gt;In questi due mesi di straccio fra i denti ho spesso domandato il nome delle cose all’amore, come se tutto sapesse, come se ogni cosa capisse.&lt;br /&gt;Amare è complicato, e la possibilità che una cosa immensa ci nasca dentro è infinitamente rara.&lt;br /&gt;Con la parola amore voglio significare la forma pura; un profumo che in natura non esiste, ma solo nell’immaginazione degli uomini più impavidi.&lt;br /&gt;In questi due mesi ho capito che non esiste un amore inutile, sprecato. Di cui rimproverarci.&lt;br /&gt;Mi sento quindi fortunato ad avere una foresta dentro, che fiorisce nonostante la bufera. Ben protetta dalle mani, come tenessi accesa una candela su una scogliera d’inverno.&lt;br /&gt;Amo colui che ora è lontano e in silenzio, che conosce questo amore come il palmo della sua mano. Questo amore che è mio.&lt;br /&gt;Che è grande e non ha paura, né pudore. Questo amore che ha ancora fiato nonostante le corse, questo amore che preme sul mio costato nelle notti troppo lunghe. Si fa sentire questo amore, qui dentro.&lt;br /&gt;Amo colui che ho lasciato andare, sistemando la mia rotta verso qualunque deriva del mondo. Non ha importanza.&lt;br /&gt;I miei occhi, le mie orecchie, tutto di me ricorderà che io so amare così, coraggiosamente.&lt;br /&gt;Questo amore sono io, in tutto. E lo difendo. Tenendolo al caldo.&lt;br /&gt;…. Finchè sarà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4274611455261476746?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/4274611455261476746/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=4274611455261476746' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4274611455261476746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4274611455261476746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2008/05/finch.html' title='Finché'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-2672516743437978897</id><published>2008-04-07T03:38:00.000-07:00</published><updated>2008-04-07T03:50:53.057-07:00</updated><title type='text'>Eroi</title><content type='html'>Oggi nevica polline. Letteralmente. Io sto a occhi stretti, perché naturalmente qualche anno fa mi è piombata una splendida e immancabile allergia. Come se non ne avessi abbastanza. Beh comunque; in giorni così mi ricordo di quando facevo il liceo, ed era bellissimo fare sega a scuola e andare al mare. I primi caldi, quando le giacche le si lasciava sotto la sella del motorino. Erano in giorni così che ci si poteva innamorare. A me è successo. Almeno un centinaio di volte. Pochissimi lo hanno saputo, e altrettanto pochi si sono fatti trascinare dietro le fresche frasche.&lt;br /&gt;Oggi ho voglia di pensare a quanto era facile scivolare dentro un sentimento, immaturo e libero da ogni cosa. Potevo promettere l’anima. E non c’era il peso di parole buttate al vento, dietro le spalle. Eravamo tutti curiosi di sapere cosa fosse l’amore, magari anche l’incerta idea del possesso ci faceva brillare gli occhi. Ma era tutto lì, speso in un attimo.&lt;br /&gt;Mi manca la leggerezza del cuore; quella leggerezza che non è mediata da nessuna paura.&lt;br /&gt;Quell’ebbrezza di poter pensare che fosse per sempre; un amore ingenuo che guaiva di inesperienza.&lt;br /&gt;Ci penso proprio oggi e non è un caso.&lt;br /&gt;Penso a quante coppie mature e rodate io conosca. E ci metto un secondo. Quante altre invece ho visto nascere e sciupare? Un’infinità. Mi dico che è normale, che veniamo posseduti da un brivido che ci tiene stretti, e che dura sempre troppo poco. Penso a quanti vorrebbero trasformare un loro eventuale rapporto in una cosa che assomigli a una famiglia, e che sia di fatto come una famiglia. Eppure io continuo a vedere moltissimi giovani, amici, e amici di amici, che faticano a lasciarsi andare all’amore. Quel gioco che si faceva a quindici anni, quando si arriva ad avere trent’anni è una sfida, una lotta con sé stessi e con l’altro. Accedere e rendersi accessibili diventa quasi un lavoro.&lt;br /&gt;Per una volta non penso a me, ma a quello che vedo attorno. Succede sempre meno spesso di conoscere una coppia; e quando accade mi scopro meravigliato di sapere che magari il loro rapporto dura da diversi anni. C’è sempre l’esigenza di complimentarsi, di incoraggiare il loro amore, come fossero tornati dalla guerra e avessero trovato un modo per resistere al bruciore delle ferite; li vedo inconsciamente come eroi. Non dovrebbe essere normale? Hanno un lavoro e degli amici, si sono conosciuti in discoteca, si sono baciati sotto la consolle, e da allora non si sono mai lasciati. Hanno avuto i loro litigi, le loro ombre ma chi no…. E stanno insieme e magari vanno anche a vivere insieme dopo qualche tempo, perché “spendere due affitti è stupido e perché ci vogliamo bene”. Io mi ritrovo a meravigliarmi. E mi vergogno!&lt;br /&gt;Stamattina ho saputo che l’ennesima coppia si è persa; hanno allentato la stretta e si sono allontanati. A quindici anni si soffrirebbe in maniera diversa, unica penso! Forse si piangerebbe mentre la compagna di banco ti accarezza i capelli durante la ricreazione chiusi in bagno (ops, eccomi!). Invece a trenta ci si trincera dentro il gelido riserbo che quella storia è nostra. Che è difficile spiegare. Non ce ne accorgiamo, ma momenti così ci restano dentro in qualche modo, sempre di più. E ci cambiano. Per motivi che hanno sempre meno senso, e sempre meno parole.&lt;br /&gt;Vorrei imparare a meravigliarmi di questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-2672516743437978897?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/2672516743437978897/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=2672516743437978897' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/2672516743437978897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/2672516743437978897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2008/04/eroi.html' title='Eroi'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6943978226582310860</id><published>2008-03-17T03:26:00.001-07:00</published><updated>2008-03-17T03:26:49.768-07:00</updated><title type='text'>La Gegia</title><content type='html'>Sapete che non mi eri reso conto quanto fosse passato dal mio ultimo post? Allora è proprio vera quella cosa che si dice: quando si invecchia non si tiene più conto del tempo che passa!&lt;br /&gt;In effetti, ripensandoci, di acqua ne è scorsa sotto i ponti; e fra le mille cose trascurabili che per scelta e profondo senso di vergogna non menzionerò, annuncio subito che la Gegia si è laureata.&lt;br /&gt;La Gegia (mmmh forse dovrei chiamarlo Gigi), l’ho conosciuto il primissimo anno qua a Bo. Era, come dire, alquanto grottesco. Mingherlino, e ostinatamente convinto che vestirsi di acrilico fosse cool. Se sfregava le cosce con una certa insistenza faceva le scintille. Obbiettivamente era un bel colpo di teatro, quando entravamo in un locale e io mi facevo spazio tra la folla, circondato da raggi di fuoco incrociati, che manco le Destiny’s Child avrebbero osato. Erano anni quelli!&lt;br /&gt;A Gigi basta guardarmi in faccia per scoppiare in una fragorosa risata. Mi sono mai offeso? Naaa, capisco perché succeda invece. Abbiamo un senso dell’umorismo ben calibrato. Io sono il comico, e lui le risate registrate. Non posso evitarlo.&lt;br /&gt;Anche Gigi tende ad innamorarsi dei ragazzi sbagliati: e questo perché anche lui è sano di mente, e sa che questo è l’unico modo per divertirsi, alla fine della fiera.&lt;br /&gt;Negli anni il suo look è decisamente migliorato, tanto da farlo diventare invidiatissimo stylist.&lt;br /&gt;Se hai un’occasione importante, vai da Gigi e siediti sul suo grande letto. Lui ti guarderà con gli occhi stretti, e ti dirà: ok, vediamo se cogli (traduco: vediamo se riesci a decifrare l’ambiziosa proposta che ti faccio). Si intrufolerà nel suo armadio sottratto a Mary Poppins, e tornerà alla luce con capetti unici e irripetibili. Così la processione delle amiche in crisi di guardaroba si scorge dall’angolo di via Zamboni quasi.&lt;br /&gt;All’ultima festa era vestito da Miss Italia, con tanto di fascia acqua Rocchetta. Memorabili i suoi party a tema. Direi che su tutti vince: “Il matrimonio napoletano”. Ma anche “Madonna tutte le versioni” è passato alla storia. (Sì, ho reperti foto… e no, non posso proprio postarle.)&lt;br /&gt;Nella sua tesi di laurea mi ringrazia per averlo aiutato a scomporre difficili discorsi e averlo guidato ad analizzarli pezzo per pezzo. Questo fa di me una psicotica, detta così. Ma io so cosa volesse intendere il buono e bravo Gigi. E mi commuovo per questo.&lt;br /&gt;La cosa che invidio di più al mio amico è il fatto di saper mantenere un rapporto splendido coi suoi ex. Io dribblo le diffide invece. Lui no, lui invita tutti a cena, ex e nuovi morosi, in un accorato simposio di sensi amorosi, passati e trapassati.&lt;br /&gt;I miei ex si nascondono dietro i pali della luce se mi incontrano per caso (tutti furbissimi quindi). A ognuno il suo mi verrebbe da dire.&lt;br /&gt;Gegia passa senza avvisare. Come la stella cometa. Lei arriverà, e tu lo sai. Poco importa se sei impelagato in qualche nuova posizione tantrica, o se sei nel sonno più profondo tu abbia mai conosciuto. Lui suona con una certa foga il tuo citofono, e quando tu dici: sììììì, lui ribatte: caffè?&lt;br /&gt;Non si stupisca del perché poi, una volta salito in casa, sia lui a dover svitare la caffettiera.&lt;br /&gt;Gigi tiene un segreto, al punto tale che si dimentica tutto. Ogni volta che lo incontri gli devi ricordare gli antefatti degli antefatti, come fosse una dolce nonnina rimbambita.&lt;br /&gt;Sapevo io, come tutti del resto, che una volta laureato, la sua intenzione fosse quella di migrare altrove. Bologna ti abitua a questo, ed è sempre doloroso come fosse inaspettato. Gigi andrà a Madrid, e io gli auguro il miglior futuro del mondo. Lui non lo dice, ma sappiamo tutti che si vede già vestita in abito bianco, col velo fin sotto le ascelle.&lt;br /&gt;E tornane Gì ogni tanto, che già ce ne la fumiamo davanti a un caffè a casa mia, che farai tu. E a me dammene il piattino che non siamo zingari.&lt;br /&gt;Buena suerte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6943978226582310860?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/6943978226582310860/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=6943978226582310860' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6943978226582310860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6943978226582310860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2008/03/la-gegia.html' title='La Gegia'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-3104310334232612777</id><published>2008-02-15T09:49:00.000-08:00</published><updated>2008-02-15T09:51:32.681-08:00</updated><title type='text'>rosa rosae rosae rosam....</title><content type='html'>Oddio. Mi sono svegliato e non volevo crederci. Ma com’è possibile che la rosa di san Valentino sia già morta? NO, abbiate pazienza, qualcuno a questo punto mi deve delle risposte! Quanta vita avrà? Trentasei ore? Bene, fottura rosa, forse non sai che io sono circa vent’anni che aspetto che tu ci sia, nella mia casa, nella mia vita. Lazzaro alzati e fiorisci. Sì, fiorisci e germoglia per i prossimi sei mesi. Ti concedo eventualmente un minimo avvizzimento in prossimità della calura estiva, ma bona!&lt;br /&gt;Eh? Che dite? Ah già, sì alla fine la rosa me l’ha regalata. Me l’ha allungata distrattamente mentre io squittivo. Il verso era più quello che Daril Hanna fa, nella sua encomiabile interpretazione, in “Splash, una sirena a Manhattan”. Insomma, stringando, io gioivo. Lei, la rosa, era di un bel rosso rubino, molto passion, molto tadaaaan, d’effetto.&lt;br /&gt;Io non ho neppure un vaso in casa. Diciamo che la mia abitudine nel ricevere fiori ha un tasso di frequenza simile alla temperatura di Alghero… ovvero non rilevabile!&lt;br /&gt;Così mi sono arrangiato. E, come scrive il manuale della non più giovanissima prociona, ho infilato lo stelo dentro una bottiglia di vetro. Era così decadente, così “di fortuna”. Molto squatter. Era perfetta. Mi sono addormentato guardandola, e promettendomi che non avrei giudicato il mio fidanzato mai più, o almeno non prima di avere davvero una ragione.&lt;br /&gt;Quella rosa è il simbolo che gli imprevisti succedono, se si smette di sperare.&lt;br /&gt;Non poteva avere altro destino, se non la morte! Ora me ne rendo conto. È talmente semplice, prevedibile, che non so perché mi stia stupendo.&lt;br /&gt;Ma un fatto è davvero accaduto: lui è uscito dal lavoro, stanco e strascicante. E ha avuto l’adorabile idea di fermarsi da un fioraio sulla strada, per me. Per farmi contento. Contro ogni sua idea di stucchevole abbrutimento. Per un attimo ha dovuto fingere di essere umano, romantico, comune.&lt;br /&gt;Non deve essere stata una passeggiata di salute. Immaginatevi la fioraia. Avrà pensato: ecco l’ultimo della giornata, uno dei ritardatari. Comprerà una rosa per la sua fidanzata (e qua mi si inorgoglisce il petto), che avrà preparato una cena per lui, di ritorno dal lavoro (oddio, sì, sono io.. quella stronza col grembiule e le dosi di sale sbagliate… signora fioraia sta parlando di me, più o meno). Lui avrà bestemmiato per il rincaro delle rose, giustapposto il 14 febbraio, e sarà ripartito sui viali dimenticandosi le quattro frecce accese, quattro. Cupido ce fai una pippa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, muori rosa bastarda, che tanto con tutte le sigarette che mi fumo nei ritagli del tempo non avresti mica avuto una vita sana. Il miracolo è già avvenuto. E comunque non ditelo a nessuno, però a me i fiori manco piacciono. Ma qua si sta parlando di impegno, di amore,... e soprattutto di quanto io sia diventato bravo a fare gli occhi dolci, a ricevere senza dover più manco fiatare! beh!&lt;br /&gt;Sant'uomo... qualcuno se lo ricorderà per questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-3104310334232612777?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/3104310334232612777/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=3104310334232612777' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/3104310334232612777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/3104310334232612777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2008/02/rosa-rosae-rosae-rosam.html' title='rosa rosae rosae rosam....'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4945944869154869471</id><published>2008-02-11T03:13:00.000-08:00</published><updated>2008-02-11T03:16:34.087-08:00</updated><title type='text'>Rossore e cioccolato</title><content type='html'>Ma non è che per caso è arrivata la primavera e io non me ne sono accorto? No, lo so che fa ancora un discreto freddino, ma io mi sento rincojonito come quando arriva caldo. Intanto dormo una quantità di ore spropositate, e alla mia sveglia la mia faccia è il doppio del solito. Nell’aprire le imposte sento lo stupore del mio pubblico, e io tranquillizzo tutti: noooo, state buoni, è solo botox.&lt;br /&gt;Però alla sera tutto si sgonfia e rimane la solita guanciotta un po’ avvilita e sfinita nell’aver trattenuto il fiato per le precedenti dieci ore. Com’è?&lt;br /&gt;Poi vabbè, il mio fidanzato ha problemi gastro intestinali da dieci giorni (come so essere garbato!).&lt;br /&gt;Questa cosa sta minando il nostro rapporto sin dalle fondamenta. Ora, siamo seri. Sì io lo amo, ma non devo amare tutto di lui, giusto? Quando il mio fidanzato si ammala, è una tragedia. Intanto si lamenta come se gli avessero asportato un rene e lo avessero lasciato lì, aperto, sotto sale magari!&lt;br /&gt;E che sarà mai, dico io!&lt;br /&gt;Se gli proponi di farsi vedere da un medico, storce il naso e dice che non è poi così grave. Ipocrita.&lt;br /&gt;A dire il vero ha sempre avuto una decisa tendenza a parlare in modo dettagliato dei suoi prodotto biologici. Quindi da dieci giorni potete immaginarvi quale sia l’argomento clou.&lt;br /&gt;Sarà anche per questo che temo il giorno in cui lui e la Mater si incontreranno. Non dico mica che sia imminente, ma magari succederà prima o poi.&lt;br /&gt;Nella mia famiglia c’è sempre stato molto pudore per la cacca. Solo per quella direi, perché di ogni altra cosa sgradevole no. Affatto. Ma la cacca è proprio un tabù.&lt;br /&gt;Beh, io sono sfibrato. Lui si prepara il riso in bianco, e io magari quella sera ho voglia di una pasta all’arrabbiata. Per dire! Ma secondo voi mi devo sentire in colpa? Ieri ha insistito perché nel bel mezzo della cena portassi via una bottiglia di olio che non dava fastidio a nessuno. Dai, mi diceva, mettila in cucina. Per non discutere mi sono alzato come un automa e sono andato di là, per accontentarlo. Al mio ritorno lui aveva due forchette, e dico due, infilate nel mio piatto, e punzecchiava le penne con una rapidità di movimento da sfidare la percezione visiva. Quando si è accorto che io ero lì, tadaaan, ha abbassato gli occhi e mi ha detto che era solo curioso di assaggiare la mia pasta!&lt;br /&gt;È ufficiale: il mio fidanzato ha dodici anni! Nessuno lo sa ma è così. Ha la barba perché è precoce. E gli hanno dato una laurea quando avrebbe dovuto frequentare la seconda elementare. Sono sicuro sia così!&lt;br /&gt;Per il resto presto sarà san Valentino. Io non ci ho mai tenuto più di tanto. Ma chissà perché quest’anno gli ho proposto di fare qualcosa insieme! Lui mi ha guardato, con le labbra che tremavano dal riso. Ha sollevato gli occhi al cielo come se stesse pensando un modo carino per dirmi che forse non era il caso… io aspettavo intanto con entusiasmo medio, scemante…. Lui ha detto solo: levatelo dalla testa!&lt;br /&gt;Ho pensato: non saltargli al collo, che se poi accidentalmente succede qualcosa non hai neppure una vasca dove versargli dell’acido addosso…. Sarebbe difficile sfuggire alla legge.&lt;br /&gt;Motivo? Beh dai, che ci frega… non abbiamo bisogno di omologarci. Eccheduecoglioni! Mi sono rotto dei contestatori sociali, di quelli che fanno gli alternativi, di quelli che credono nella loro personalità dirompente più di qualunque innocua tradizione. Volevo solo dei cioccolatini e chessò, un ora d’amore?&lt;br /&gt;Giovedì mangerò cioccolato da solo, e mi farò venire un attacco diarroico. E mi lamenterò molto, dicendogli che ho bisogno di lui per tutto il weekend; che mi tenga la manina mentre starò curvo sul cesso…… scommettiamo che il prossimo anno mi porta alle Maldive?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4945944869154869471?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/4945944869154869471/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=4945944869154869471' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4945944869154869471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4945944869154869471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2008/02/rossore-e-cioccolato.html' title='Rossore e cioccolato'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6858757197171904609</id><published>2008-01-28T02:31:00.000-08:00</published><updated>2008-01-28T02:36:05.912-08:00</updated><title type='text'>Daiamon's epiphany</title><content type='html'>“Per cui se succede che qualche argomento rimane silente o qualche risposta sia un poco sfuggente, sappi che a volte nella mia testa cade una grandine molto violenta. Forse passeggera, ma poi ritornerà. Tu non aspettarmi, preparati pure un sandwich.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa frase di Cristina Donà mi è parsa perfetta. Un incipit sconclusionato, per ripiegare questo lungo silenzio ingiustificato. Perché sì, oggi va molto di moda dire che si è stati in rehab. Ma no, they didn’t try to (cito la Winehouse, notate la sottigliezza please). Oggi tira di brutto alludere a qualche intervento chirurgico più degenza debilitante, ma aridaje no. So “bbella” de mio.&lt;br /&gt;Solo che… la dico proprio tutta: mi andava di starmene un po’ in silenzio. Non che ci fosse davvero qualcosa da risolvere, ma il mio piccolo mondo aveva qualche screpolatura, che non sapevo raccontare. Così ho fatto in modo che l’universo, il mio almeno, tirasse fiato.&lt;br /&gt;Ho questa maledetta idea di perfezione di ogni cosa, che finchè ero sbarbo era anche una cosa carina. Oggi assomiglia più a una patologia scomoda. Lo so! E vabbè. E il silenzio mi aiuta; mi da il tempo di accettare quel che di me vorrei che cambiasse. La mia eterna rivoluzione.&lt;br /&gt;Ora di certo non mi spaccerò come persona nuova. Figurarsi! Sono il solito casino. Però ho meno peso sulle spalle. Quindi: buon per me. Vai a capire come ci sono riuscito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio cuore è sempre lì. Ha un po’ più spazio ora, per crescere. E l’amore insegna, è proprio vero! Per quanto ingrato sia il muro col quale in continuazione mi tocca incappare, di capoccia, alla fine della giornata Luca mi sembra la cosa più immediata, normale, pulita e spontanea che mi stia davanti agli occhi. Credo dipenda da tutta la fatica spesa fin qua. No, non è stata esattamente una passeggiata di salute. Vedete, è cosa chiara a chi mi conosce che l’amore che vivo è indomito, in quanto ha superato pronostici altamente disfattisti. Il segreto non l’ho capito neppure io, che difficilmente lascio qualcosa dietro le spalle senza rifletterci un po’ sopra. Forse l’unica spiegazione è che le cose accadono; forse la Bertè ha ragione nel dire che l’amore… ti sceglie. E fanculo gli innumerevoli esperimenti di ognuno.  E so che in molti fuori da questo foglio, da questa pagina, mentre io scrivo, pensano di non essere stati capaci abbastanza.  Ma non è una sfida.&lt;br /&gt;Sapete che c’è un luogo in ognuno di noi, che ci riguarda? Si chiama Daiamon. Una riva che sta oltre l’anima. Una tasca profonda della nostra pancia. Ci sono tutte quelle cose che non possiamo toccare, ma che conosciamo bene. Le nostre paure, i nostri bisogni, le nostre disfatte. La nostra mano arriva solo al bordo di questa piega di noi. Inutile cercare di allungarci le braccia.&lt;br /&gt;Il punto è che ci si può fare a pugni una vita col Daiamon, ma sarà tutto tempo perso.&lt;br /&gt;Quando qualcuno di noi fugge, non deve essere sorpreso. Dentro la tasca ci sono tutte le risposte che spiegano i nostri perché. Ma, piuttosto che in conflitto, io suggerirei una resa. Un’ammissione sincera di quello che ci imbavaglia le volontà. Perché tutti abbiamo le mani legate, superati i confini del nostro tracciato. E l’amore, per esempio, non ha destinazione alcuna.&lt;br /&gt;E ti immagino con il cuscino appena premuto sul viso. Magari riesci ad addormentarti prima di ieri notte. Magari il tuo respiro caldo ammorbidirà la fronte, stretta nella piega del tuo dubbio.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe che scoprissi da solo, e presto, quanta vita ti arriva addosso di corsa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, alla fine, ho deciso di cambiare casa. Ho pesato le idee, e ho scoperto che sono più grandi di quanto credessi. Le mie quattro mura mi sembrano così strette adesso. Mi hanno pagato per un lavoro di scrittura. Non un granché, ma quando la mia passione diventa soldo la mia mania di grandezza diventa obesa, più del solito intendo. Con questi soldi mi piacerebbe comprare un violoncello. Ho sempre sognato di imparare a suonarlo. Un onda grave, di suono armonizzato, dentro mura più ampie. Che bel domani che sarebbe. E perché non dovrebbe esserlo? Mi ci vedo, seduto e contrito come un musicista intenso, mentre Lu scola la pasta e decide in segreto come sbarazzarsi dell’archetto.&lt;br /&gt;Ecco un’altra cosa che farebbe della mia vita… la mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto sommato, quindi, me la cavo.&lt;br /&gt;Vi abbraccio; mi siete carissimi quando vi preoccupate per me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6858757197171904609?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/6858757197171904609/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=6858757197171904609' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6858757197171904609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6858757197171904609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2008/01/daiamons-epiphany.html' title='Daiamon&apos;s epiphany'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8818412781129930193</id><published>2007-11-28T03:39:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T00:41:08.724-08:00</updated><title type='text'>Quell'anima inquieta</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/R01Tzl_9xkI/AAAAAAAAAB0/-uzK0A3ZJIg/s1600-h/DSCF0216.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137854895738439234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/R01Tzl_9xkI/AAAAAAAAAB0/-uzK0A3ZJIg/s320/DSCF0216.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mad, oggi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ci siamo mai persi, in questo frattempo. Quando ha letto il mio ultimo post mi ha confessato che per lei è stato come un salto nel tempo. Siamo forse molto distanti da quelle versioni di noi due bambini, ma neanche poi tanto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le ho chiesto come avrebbe voluto che definissi i suoi ultimi tentativi di evasione verso quel mare, e mi ha chiesto di dire che negli ultimi dieci anni ha teso spesso l'elastico verso quell'infinito, che l'orizzonte ci ha suggerito sempre. Ha viaggiato, vissuto in posti lontani, ed è sempre tornata a casa diversa, e più che mai se stessa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pur avendo, forse, raggiunto quell'immagine di se che desiderava diventare allora, in un suo altrove privato, ammette di non aver ancora sciolto vecchi fardelli adolescenziali. Forse ci ritroviamo in quella macchina, chiudendo gli occhi, nelle nostre emozioni. Per quanto improbabili le nostre direzioni siano state.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Facciamo ancora il gioco di scambiarci musica indie. Ma, figli del nostro tempo, oggi lo facciamo attraversi msn. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mad, ogni bene, e per sempre buon viaggio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8818412781129930193?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/8818412781129930193/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=8818412781129930193' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8818412781129930193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8818412781129930193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/11/quellanima-inquieta.html' title='Quell&apos;anima inquieta'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/R01Tzl_9xkI/AAAAAAAAAB0/-uzK0A3ZJIg/s72-c/DSCF0216.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-707894725122128786</id><published>2007-11-17T08:10:00.000-08:00</published><updated>2007-11-17T08:11:26.919-08:00</updated><title type='text'>Barattoli e suole</title><content type='html'>Dieci anni andavo a vedere il tramonto. Guidavo la macchina di mia madre, dentro la quale mi era stato categoricamente proibito di fumare. Io facevo finta di dimenticarmelo, così passavo a prendere la mia amica Maddalena, la mia compagna di banco, e la portavo al mare. Appena lei entrava in macchina accendeva due sigarette, di seguito; una per lei e l’altra per me. Sapeva, senza che glielo dovessi ricordare, che doveva abbassare il finestrino. Aveva sempre un po’ di musica sconosciuta, che non si sentiva per radio o per tv. Diceva che gliela spacciava il cugino. Un cugino che io devo aver visto un paio di volte, ma di cui non ricordo nemmeno il nome. Era musica indie, si diceva. Così ascoltavamo la cassetta infilata nell’autoradio. Quando una musica non ci piaceva tanto abbassavamo il volume, e coprivamo l’aria di chiacchiere. Era l’ultimo anno del liceo, e figurarsi se non avevamo qualcosa di cui parlare. Le opinioni che esprimevamo erano il primo segno che potevamo definirci persone adulte, con delle idee. Eravamo forse un filo troppo cinici. Ma le opinioni migliori erano proprio quelle sarcastiche, ingrate, di sicuro successo.&lt;br /&gt;Ma quando una musica ci piaceva, beh allora stavamo in religioso silenzio. Ci occupavamo solo di soffiare il fumo delle sigarette, già troppe, fuori dal finestrino.&lt;br /&gt; Sono cresciuto in un posto dove, se sei fortunato e guidi svelto dopo i compiti, puoi vedere il sole che si tuffa sul mare. Io e Mad guardavamo il mare. Sicuri che dietro quel sole ci fosse un contorno di terra, prima o poi. Se cresci dove sono cresciuto io l’orizzonte lo vedi davvero, e il cielo ti chiude da parte a parte, come una campana, come un bicchiere che ti si rovescia sopra. Ricordo che lei sperava di fuggire, di andarsene da casa, perché dei genitori non ne poteva più. Mad aveva i capelli arruffati, e portava gioielli etnici eccentrici. Era la mia bellissima anima inquieta, seduta accanto. Io ero quel che ero, anche se non lo sapevo. Avevo perso quello che avrei definito in seguito: il mio più grande amore. Il mio amore che aveva preso un aereo ed era scappato da tutto. Un uomo che negli anni avrei inseguito, ripreso e poi perso. Un uomo che si è perfino sposato con un altro uomo.&lt;br /&gt;L’uomo del cuore, che oggi amo come un fratello. Ma allora, seduto al volante della macchina di mia madre, con di fianco Mad, ignoravo ogni cosa. Era l’orizzonte a rapire il mio sguardo. Speravo solo di avere abbastanza vento nelle suole per poter inseguire quel che potevo solo immaginare.&lt;br /&gt;Non passò molto che lasciai l’isola, arrivando da qualche altra parte. Mi lasciai Maddalena alle spalle, che mi salutò sperano che almeno io riuscissi ad avverare almeno la metà delle nostre promesse, del nostro coraggio chiuso in barattoli di vetro. Quei barattoli spesso mi sono serviti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho ascoltato una canzone di Ani di Franco. Una di quelle canzoni che fecero tacere me e Mad per un bel po’. Una canzone da tramonto sul mare. Una canzone che non ricordavo.&lt;br /&gt;Penso solo che i miei orizzonti sono sempre lontani abbastanza per promettermi coraggio. E questo mi basta per sapere che quegli anni sono stati una delle migliori lezioni possibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-707894725122128786?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/707894725122128786/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=707894725122128786' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/707894725122128786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/707894725122128786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/11/barattoli-e-suole.html' title='Barattoli e suole'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-673400605511090232</id><published>2007-11-06T03:59:00.000-08:00</published><updated>2007-11-06T04:02:53.390-08:00</updated><title type='text'>NOV zerocinque</title><content type='html'>Il portone me lo chiudo alle spalle. La strada oltre il portico è umida. La notte fonda si è versata sulla mia città come pioggia. La festa e i suoi rumori fumano dalle finestre in alto. Lancio i miei occhi verso le luci, e mentre qualcuno ride, versando forse del vino in qualche bicchiere, io decido che è ora di andare davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Non mi dici neanche una parola? – era quello il sorriso che mi aveva legato le mani alla lingua. Stava in piedi, resistendo agli imbarazzi; spalmava le righe della sua maglietta attorno al mio silenzio, talmente solenne da vergognarmene. Era esattamente quello. Righe della tv quando torni a casa, quando nessuna trasmissione ti tiene sveglio fino all’alba.&lt;br /&gt;- Come mai sei qua?&lt;br /&gt;- Ma non avevi smesso di fumare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scivolato dentro quel piccolo appartamento, assieme agli altri, non riconobbi nessuna faccia. Sembrava un quadrato tagliato dal mio solito mondo, l’approdo casuale dell’avventura di un viaggio.  I bicchieri rovesciavano la luce sul pavimento di linoleum, rigato da chissà quanti anni di scarpe da ginnastica. Alcune ragazze quasi nude e infreddolite, si stringevano sul divano, coccolando le loro minuscole borsette griffate. Il resto della bolgia immergeva le ore del sabato fino al fondo delle bottiglie sul tavolo dei liquori. Le anime della festa erano come previsto i padroni di casa. Immaginavo un compleanno, un ultimo esame da festeggiare. Strinsi mani, e finsi di ricordarmi di qualcuno. Le sedie Ikea coperte di cappotti leggeri. Non sembrava neppure autunno.&lt;br /&gt;Suonava un disco dei Perl jem.&lt;br /&gt;Le altre anime, quelle sconosciute, appoggiavano la schiena al muro, colorato di un rosso eccentrico. Ero entrato dentro il cuore di un segreto, morbido come bolle d’uva spremuta nei pugni. E lo vidi quasi subito, rollare del tabacco steso sulle solite cartine stropicciate. Come stropicciati i miei occhi sorpresi. Il bicchiere di vino non era nelle mie mani per caso, ma perché lo potessi appoggiare alle labbra, abbassando il volume dei nostri ciao. Mi pareva urlassimo sopra ogni altro rumore.&lt;br /&gt;Quattro mesi dalla fine. Dal risveglio di quel fondo marino che era lui, per me.&lt;br /&gt;E il film muto dalla pellicola masticata, che venne dopo, non mi aveva divertito. Ora, lì, sorrideva come il dente più bianco di quel muro da bocca rossa.&lt;br /&gt; Aspettò il giusto perché io quasi sperassi di salvarmi. Rimasi accanto ai miei amici tutto il tempo. Convincendomi perfino che fare amicizia con persone di cui non mi sarei ricordato il volto e il nome, lo avrebbe fatto arrendere. Ma la sua attenzione, attraverso la festa nel mezzo, pulsava assieme ai semafori gialli fuori dal cuore ormai ubriaco.   Sapevo che mi avrebbe chiuso all’angolo, prima che la festa finisse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ma stiamo parlando di che cosa, scusa?&lt;br /&gt;- Non lo so, ma ricordo che dicevi che con le sigarette avresti smesso.&lt;br /&gt;- Beh, ho provato ma è durata poco.&lt;br /&gt;Gli occhi di mosto di oliva, verde trasudava dalle sue ciglia. Ungeva le prese delle mie armi di difesa, tirate fuori all’ultimo dalle mie tasche, e imbracciate con la convinzione allevata del frattempo.&lt;br /&gt;- Come stai?&lt;br /&gt;- Bene, dai! Tu piuttosto? Lavori sempre per quel giornale?&lt;br /&gt;Ricordava quel che gli avevo detto di me. Una cartolina con l’indirizzo sbagliato. E quante lettere invece avevo scritto nella mia testa. Bianche le buste, mai spedite, mai chiuse perché fossero un dono.&lt;br /&gt;Feci cenno di sì, guardando oltre le sue spalle, contro una porta chiusa.&lt;br /&gt;- Ti va se entriamo qua dentro? Questi urlano troppo, non riesco a sentirti, vieni. Provo a bussare.&lt;br /&gt;Le mie dieci parole dieci le aveva sentite tutte. Non credevo che ne avrebbe avuto altre. Pensavo bastassero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aperta la porta, ci ritrovammo nel buio più pesto. Lo stesso buio delle nostre notti estive, senza coperte. Senza vestiti. Le nostre notti a casa mia, con le finestre aperte come gli occhi dei gatti. E le bocche cucite dai baci.&lt;br /&gt;Mi sentii stretto in gola.&lt;br /&gt;- Deve essere la stanza di uno di quelli che vive qui!&lt;br /&gt;- Non lo so, non vedo nulla.- ma sentivo ogni cosa. Sentivo benissimo il rumore delle sue dita, schiacciare il bicchiere di plastica. Il fiato dei suo sorriso divertito.&lt;br /&gt;- Ti ho pensato sai?&lt;br /&gt;- Non posso saperlo, no; e come io non ho smesso di fumare, tu non hai smesso di credere che la gente ti capisca.&lt;br /&gt;Rise, mentre qualcuno dalla festa mi chiamava.&lt;br /&gt;E prima che la mia mano arrivasse alla maniglia, lui  la rubò alla mia volontà, poggiandola sul suo petto. Chiusi gli occhi, stringendo il mio respiro perché non mi tradisse.&lt;br /&gt;- Stai qui- mi disse all’orecchio.&lt;br /&gt;La sua barba di due giorni, sulla mia pelle rossa delle guance. La sua lingua sulle mie labbra, che chiedeva permesso. L’aria della sua bocca volò dentro la mia gola, e scivolò assieme all’abitudine nei mie polmoni. Baciai l’uomo dei sogni da dimenticare, dopo quattro mesi di sonno delle nostre voci. Dentro la stanza di qualcuno che neanche sapessi chi fosse.&lt;br /&gt;“Disordine al rigore” grida la scritta anarchica sul muro del ponte della stazione.&lt;br /&gt;Pensai che fosse una cazzata estrema, che non dicesse nulla di sensato, quando la lessi una sera, guidando la mia bici verso casa.&lt;br /&gt;Lo lasciai al buio, in silenzio chiesi scusa, e uscii. La porta socchiusa mentre avvisavo gli altri che sarei andato via, subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre le strade mi parlano vado verso l’autobus notturno. Il cappotto allacciato fin sul collo e le adidas bagnate, come l’orlo dei jeans troppo lunghi per me.&lt;br /&gt;La signora dei fiori attraversa la strada con me. Mi guarda appena un attimo, prima che il semaforo di via Ugo Bassi ci lasci alle nostre strade. Ha l’impermeabile giallo, e il vestito di merletti bianchi. Non mi serve guardare dentro il suo cestino, per sapere che sta vendendo margherite.&lt;br /&gt;Il fiore del dubbio d’amore, che serve per tenere il segno dei libri di poesie.&lt;br /&gt;I forse mi lasciano come alla mia città è concessa la breve tregua dei temporali.&lt;br /&gt;Appena salgo sull’autobus, abbasso il finestrino. Sto in piedi e respiro. L’ossigeno di chi riemerge dai fondi marini troppo profondi, che se allunghi le braccia non arrivi al pelo dell’acqua. Che se ti perdessi, per distrazione, nessuno potrebbe sapere dove sei.&lt;br /&gt;Mentre le strade mi insegnano l’amore, io scivolo verso casa, tenendomi stretto a loro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-673400605511090232?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/673400605511090232/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=673400605511090232' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/673400605511090232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/673400605511090232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/11/nov-zerocinque.html' title='NOV zerocinque'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4360192567870503671</id><published>2007-10-31T05:55:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:08.947-08:00</updated><title type='text'>Quest'oblio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Ryh7gW0SGsI/AAAAAAAAABs/7fAagE2zNgM/s1600-h/cup_tea.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127483971572210370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Ryh7gW0SGsI/AAAAAAAAABs/7fAagE2zNgM/s320/cup_tea.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La pioggia è sparita, sciolta in aria che punge la pelle. Il mio tempo non conosce la noia. In un giorno che nasce strano e che sai che placato e prevedibile non sarà. Non resisterà fino alla fine, così come lo vedi. Nelle mie mani c’è l’ambizione di una storia da raccontare, quand’anche non bastassero mille e uno tentativi. In tutta la mia vita, o almeno in quella che ricordo, mi sono perso spesso. Mi sono negato a me stesso, e per sentimenti temporanei, accecanti. Oggi no, oggi è diverso. Non mi sono mai conosciuto così bene. Oggi mi godo il lusso di non saper più mentirmi, pur sapendomi ingannare benissimo.&lt;br /&gt;Ho un uomo accanto che vedo per come è, senza invenzioni, senza idealistiche proiezioni. Accetto i limiti delle mie capacità, e rendo approssimativo il controllo di me, nel dubbio di quel che succederà.&lt;br /&gt;Questo è il mio bellissimo oblio di liberà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Forse la sua caratteristica più rilevante era la sua capacità di camminare sereno in questa città di pietre grigie e mattoni gialli, dove il vento che soffiava poteva ridurre a spilli i cuori delle persone”&lt;br /&gt;M.Cunningham, da “Una casa alla fine del mondo”&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4360192567870503671?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/4360192567870503671/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=4360192567870503671' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4360192567870503671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4360192567870503671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/10/questoblio.html' title='Quest&apos;oblio'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Ryh7gW0SGsI/AAAAAAAAABs/7fAagE2zNgM/s72-c/cup_tea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-1615552520962987664</id><published>2007-10-25T05:36:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:09.159-08:00</updated><title type='text'>Orgoglio e percosse</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RyCPV20SGrI/AAAAAAAAABk/w9r80_Z9oow/s1600-h/bubu+012.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125253981602454194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RyCPV20SGrI/AAAAAAAAABk/w9r80_Z9oow/s320/bubu+012.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono un rompiballe; discuto per tutto o quasi, e pesto i piedi se non mi dai udienza. Voglio essere accontentato, curato, coccolato. Voglio tutto, e che il tutto sia per me. Vorrei che fossi sempre allegro, felice di vedermi e con una matita in tasca all’occorrenza. E quando mi incazzo sono sgodevole, tremendo, impossibile. Alzo la voce, e uso toni del tutto inappropriati.&lt;br /&gt;Tu stai lì con gli occhi sgranati, senza neppure capire cosa stia succedendo. Mantieni l’espressione di sorpresa finchè non realizzi. E vogliamo parlare di cosa succede a quel punto? Ti alzi in piedi, tieni le mani chiuse a pugno lungo i fianchi e abbai. Sì. Tu abbai. Non parli ma ti mangi le parole in un unico fiato. Tu che non sbagli mai, tu che dai l’idea di fare tutto per me. Fosse davvero così mi incazzerei? Ecco.&lt;br /&gt;Mentre tu latri e ti arrampichi sugli specchi (sì, fai anche questo), io mi vado a sedere, accendo una sigaretta e ti sputo il fumo addosso, per provocarti. Tu mi dedichi la migliore faccia sarcastica che ti viene. E pensi di liquidarmi con un “va bene hai ragione tu”. Ahahahaha. Più di un anno e non hai ancora capito. Non lo mollo l’osso, bello!&lt;br /&gt;Mi dici di non guardarti così, che sono sempre scontento (ma quando mai, io ti adoro) e che mi piace litigare (questo forse è un po’vero).&lt;br /&gt;Beh tu non ci sai fare… esageri sempre. E quando la butti sul ridere, o quando prendi le tuo cose e fai per uscire di casa? Lì dai davvero il tuo massimo. Con l’orecchio teso per vedere se ti sto rincorrendo fino all’uscio.&lt;br /&gt;Stamattina abbiamo fatto venire giù il teatro. Non hai mai abbaiato così, né io replicato con tale rapidità eloquente. Una mitraglietta e tu lì a saper schivare neppure il venti per cento dei proiettili. Finché ce l’hai fatta; hai eseguito il tuo repertorio perfettamente; imbracciato la giacca, scarpe ai piedi (a dirla tutta ti stavi infilando le mie… come sarebbe stato se ti avessi inseguito, non per convincerti a rimanere, ma per darti del ladro?)&lt;br /&gt;E sbam no? La porta si sbatte amore, è una cosa dalla quale non puoi esimerti! No, tu la appoggi, perché sei ben educato. Ti devo insegnare tutto, ti devo!&lt;br /&gt;Comunque ci è venuta così stavolta. La prossima volta sapremo fare meglio!&lt;br /&gt;Intanto decidiamo quando vederci per fare pace. Vedi? Su quello non abbiamo indecisioni; ci viene proprio bene, io ti dico che hai torto ma che ti perdono, tu mi dici che sono uno stronzo ma che ti piaccio anche così. Mai uno scusa ho sbagliato, mai sia, neppure per sbaglio.&lt;br /&gt;Mi ami? Sì? Davvero? Anche io, tanto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-1615552520962987664?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/1615552520962987664/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=1615552520962987664' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/1615552520962987664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/1615552520962987664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/10/orgoglio-e-percosse.html' title='Orgoglio e percosse'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RyCPV20SGrI/AAAAAAAAABk/w9r80_Z9oow/s72-c/bubu+012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-252668886421733420</id><published>2007-10-22T04:20:00.000-07:00</published><updated>2007-10-22T04:23:43.225-07:00</updated><title type='text'>Ai detrattori</title><content type='html'>Direi che è giunto il momento.&lt;br /&gt;Chi mi conosce sa che non potevo tardare più di tanto. Allora, cos’è per me il blog? Un tentativo, un luogo dove mi esprimo, un posto dove aggiornare amici vicini e lontani su che genere di sole sorga in quel di me. Mi sono sempre compiaciuto abbastanza all’idea che altri, facce nuove, destini ignoti, giungessero sotto questo sole, casualmente o meno, e che pensassero qualcosa. Nel bene e nel male! Spero sia chiaro altrimenti lo ripeto: nel bene e nel male.&lt;br /&gt;Il blog mi ha dato lavoro; uno di quei rarissimi casi in cui questo succede, è capitato a me. E non una volta sola, in fondo.&lt;br /&gt;Il blog mi ha dato occasione di conoscere persone, per fortuna belle persone, che considero spettatori della mia vita tanto quanto piaccia a me spiare la loro. Il significato è proprio questo. Leggere, con simpatia, nell’accezione etimologica più pura. Del come sia scritto, del quanto in profondità, e di tutte le grammatiche me ne sbatto il giusto.&lt;br /&gt;Come passaggi che si incrociano volutamente, o meno. Questo, della blog-culture mi conquista.&lt;br /&gt;E, diciamola tutta, mi piace pensare anche di avere detrattori. Perché chi divide riesce comunque in qualche proprio intento. Perché essere nel mirino fa pure un po’ fico.&lt;br /&gt;Per questa ragione non mi sono mai permesso di censurare libere espressioni di disappunto. Le ho lasciate lì, perché era giusto che fossero mostrate. In tutti i casi in cui questo è accaduto, i commenti negativi sono rimasti circoscritti, e bellamente ignorati dal resto dei miei lettori abituali.&lt;br /&gt;Ma. Ora a freddo considero. &lt;br /&gt;Chi critica dovrebbe almeno saper argomentare il proprio disappunto, il proprio gusto intellettuale evidentemente tradito dal sottoscritto. E sarebbe anche il caso ci mettesse la faccia. Chi mi critica ha un blog sul quale andare a spulciare? Mi divertirebbe. Perché chi mi critica sa davvero fare meglio di me? Ripeto: sapete fare meglio di me? Nessuno, di coloro che abitualmente mi legge, paga per farlo. (nessuno scontento è rimborsabile). Ma estremizzo: chi mi legge non è invitato al farlo. Solo gli amici più intimi, magari, e in qualche caso, ma non oltre.&lt;br /&gt;Quindi, come chiosa: chi è colui che guarda schifato fino a qua? Cosa fa nella vita? Posso considerare il vetriolo caustico come un insegnamento? O posso, come credo, attribuire lo sprezzo a qualche centimetro di cazzo mancato? A qualche turbamento della propria coscienza? A qualche nullità della propria vita da compensare?&lt;br /&gt;Posso, e voglio, essere oggetto di critica. Ma questa è munnezza signori miei. Equivale al disgusto platealmente esibito delle splendide al bar che ti additano e dicono: “Mio dio che scarpe chip”.&lt;br /&gt;Ecco, questa merda io no, grazie. Non è per me, né per nessuna delle cose o persone che abbraccio.&lt;br /&gt;Vorrei la faccia dei vari Patrick, loggiati appositamente per darmi addosso (nell’unico modo a loro concesso, ahiloro), vorrei la faccia di coloro che rimangono anonimi, che chissàperchè!&lt;br /&gt;Da cuor di leone come voi, impavidi nella lingua, mi aspetterei meno vigliaccheria.&lt;br /&gt;Per tutte queste ragioni io da oggi censuro, essì! Perché se parlo di eventi emotivamente spesi mi disturba dribblare i vostri blablabla. E aggiungo una cosa che è proprio da me: so di essere bravo, di scrivere bene, di saper fare il mio mestiere, che ci crediate, che pensiate o vogliate dire il contrario.&lt;br /&gt;E questo sia davvero chiaro, carissimi!&lt;br /&gt;Mi aspetto il vostro, e di meglio da parte vostra. “Passibili” (?) anche voi di qualche sbertucciata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-252668886421733420?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/252668886421733420/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=252668886421733420' title='12 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/252668886421733420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/252668886421733420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/10/ai-detrattori.html' title='Ai detrattori'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-2755930344502873274</id><published>2007-10-15T01:43:00.000-07:00</published><updated>2007-10-15T01:44:51.397-07:00</updated><title type='text'>Fairy girl</title><content type='html'>Nessuno ha bisogno, realmente bisogno di una bugia. Ma i momenti codardi sono troppi. Così una promessa spesa nel buio di una casa piccola, di cartone, in un altrove lontanissimo, diventa una bocca feroce che ci mangia, che ci tortura. Questa è la storia di un nuovo amico, che chiamerò Fa.&lt;br /&gt;Dodici mesi orsono, ha chiuso il bagaglio, piegato le camicie da stirare, e un volo oceanico di dodici ore senza scalo lo ha portato dall’altra parte del mondo. Avrà pensato, Fa, di ricominciare, di ridisegnare il tratto della propria vita, di colpo diventata un’avventura da vincere. Sono sicuro che avesse qualche punto di domanda piegato origami nelle tasche. Ha tenuto il segreto ben riposto. Ma quel paese, quei punti di vista allungati a mandorla, hanno allargato la sua prospettiva, sgranando un poco  i suoi sensi. Lasciare le rovine millenarie del nostro paese, e dormire in case di vetro; metà di un’ellittica per cambiare forse sin dal principio. &lt;br /&gt;Era estate, questa appena sfilacciata via. Sotto il sole che si leva ma che non so se sia poi caldo. Così Fa inciampa nell’amore, temuto. E il resto ha ben poca importanza. Nudo di fronte a un altro uomo nudo. Così semplice, Fa, non lo avrebbe mai creduto. E si è perso, come chi rinasce, come chi si libera da coperte troppo pesanti poggiate sugli occhi, propri e altrui. Quel sol levante lo ha lavato dai suoi stessi segreti. Da quel giorno non ha più infilato le mani nelle tasche.&lt;br /&gt;E quell’uomo, colui per cui tutto, Fa lo ha riconosciuto subito.&lt;br /&gt; Come quindicenni spettinati, ma a trent’anni, hanno corso il loro tempo, bruciando i fiati. Raccontarsi le donne del passato con un filo di paura nell’ammettere che la vita era quella. Solo quella. Sono andati a vivere insieme, in quel paese lontanissimo. Sgualcire lenzuola e forse, nell’ora più tarda della notte, promettersi quel piccolo pezzo di futuro, che non basterebbe comunque.&lt;br /&gt;Fa, in questo ottobre, è tornato fra le rovine dell’Italia. Voleva, credo, che gli amici di sempre lo vedessero così, perso nella sua felicità. Qualche giorno per poi correre indietro, restituito alla sua vita.&lt;br /&gt;Eppure.&lt;br /&gt;Sabato prima di cena il suo amore lo avvisa, con poche parole. Un lavoro altrove, in un’isola subtropicale. Una richiesta avanzata in un prima, dimenticato, che oggi fa rumore. Quell’uomo decide di partire e chiede scusa per questo.&lt;br /&gt;Per chi scrive esistono dei privilegi unici, impagabili. Assistere a quel momento mi spinge oggi a raccontare, a parlare di quell’attimo breve, perché qualcun altro capisca, sappia, conosca lo sconforto degli occhi di Fa. Quella bocca tesa, nel non sapere cosa dire.&lt;br /&gt;Ed è stato davvero facile vedere in Fa quel me diciassettenne, che chi mi conosce bene ricorda. Quel diciassettenne che non ha mosso un dito mentre un aereo planava altrove. E le parole non dette non sono e non devono essere un’eredità del tempo. Per nessuno. Fa deve dire qualcosa, o meglio: tutto. Non partire, non lasciarmi, mi sento perso, dammi il tempo, never is a promise and you can’t afford to lie.&lt;br /&gt;Perché ti amo ma vado non si dice, perché mi dispiace non basta, perché avrei voluto fosse diverso ma non posso fare altrimenti è una bugia. Gli altrimenti si trovano se si pensa che la vita è solo questa e poi non più. Sono troppi gli incroci mancati nel destino di ognuno. Quindi se per una volta ci si ferma e si ha fortuna, non si può perdere, né sprecare.&lt;br /&gt;E Fa questo, tutto questo, lo prova ancora prima di capirlo, ancora prima di esserne sicuro.&lt;br /&gt;E Fa questo lo dirà, a quell’uomo che temo parta comunque.&lt;br /&gt;E Fa oggi non sa ancora che ci sarà altro,  per cui perdersi, e per cui sdrucire gli occhi. Senza dimenticare questo ottobre vigliacco, e una promessa diventata una bocca ingorda. Ormai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-2755930344502873274?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/2755930344502873274/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=2755930344502873274' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/2755930344502873274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/2755930344502873274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/10/fairy-girl.html' title='Fairy girl'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8071627689363256386</id><published>2007-09-25T12:30:00.000-07:00</published><updated>2007-09-25T12:32:26.357-07:00</updated><title type='text'>Vele</title><content type='html'>Quanto silenzio, vero? Ha dato fastidio anche a me. Insomma, ora mi pento di dover infilare in un unico post troppe novità che perderanno il tempo sorpresa, perché pressate fino all’ultimo punto. Da cosa comincio? Dal fatto che un bel giorno mi è stato offerto di scrivere in una rivista on web? Già successo nella mia vita, ma stavolta tutto diverso. Mi si chiede di parlare di libri, e giudicarli, come fosse indispensabile la mia opinione. Finora solo gli amici hanno finto che la mia sedicente lungimiranza di giudizio avesse qualche peso. Ora c’è perfino qualcuno che mi paga. Il mondo è alla rovescia. Sono scivolato su un treno settembrino fino a Mantova, per scrivere del festivaletteratura, e devo dire che la camicia stropicciata da reporter la porto con una certa dignità. O almeno così mi è parso. Presto avrò la mia rubrica fissa, così almeno qualcuno crederà alla mia sempiterna convinzione che lo spirito di Carrie Bradshaw alberghi in me. E da che mò!&lt;br /&gt;Sto pensando ad altri mille progetti, fra cui l’organizzazione di un concorso di scrittura. E anche quello sarebbe un bel momento. Insomma, macina macina alla fine qualcosa si raccoglie. Intanto so bene io, e sa bene l’intero mondo che abbraccio, che dai libri, dal raccontare, dall’immaginazione, io non posso allontanarmi. Forse neppure perdessi mai la memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questa piace ai miei amici orsi. In un caldo pomeriggio di fine agosto ho avuto il piacere di inciampare in libreria su un mio autentico mentore inconsapevole. Il caro Luca Telese, popolare e beffardo giornalista parlamentare del nostro bel paese disastroso. Ora ci sta anche che lui si metta a leggere le mie cose, perché incuriosito da me… ma che ci si dia del tu no! Non avrei mai neppure osato inventarla come panzana questa… mai! Eppure. Quanto cari mi stanno gli eppure che, vele,  soffiano di successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il privato care telecamere di Verissimo, dirò che il mio fratellone si è sposato. E di questo ne riparlerò, come previsto. Sabato, in una giornata fulgida in barba alle minacce di Migliacci. Ho visto la gioia delle promesse, di un persempre così credibile da spingermi al pianto incontrollabile, e null’altro ci può essere di più bello che vedere da vicino il cuore di colui col quale sono cresciuto una vita per davvero.&lt;br /&gt;E io nel mio piccolo mi difendo. Un anno con Luca, festeggiato purtroppo troppo in fretta. Ma che ci importa amore. È il nostro senso di sghimbescio che ci piace tanto. Quelle parole che capiamo solo noi, e nessun’altro. E anche per tutte le cose che ancora non diciamo. Tutto.&lt;br /&gt;Insomma…. Scusate la sintesi, ma ho una pizza nel forno… questo e quanto e ben ritrovati. Non dimenticate che nel mio CV figuro ancora come “blogger”… anche se diserto. A presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8071627689363256386?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/8071627689363256386/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=8071627689363256386' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8071627689363256386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8071627689363256386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/09/vele.html' title='Vele'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-5029771153585606219</id><published>2007-07-03T08:48:00.000-07:00</published><updated>2007-07-03T08:52:13.883-07:00</updated><title type='text'>Paradisi scelti</title><content type='html'>Ho il profumo di carta stampata nelle mani. Nuoto ormai in un oceano di parole. Da dieci giorni lavoro in una libreria in centro, ed è un sollievo. Come dopo un giorno di stanchezza e fatica, finalmente aver levato le scarpe e guardato dentro il frigo, sapendo che il resto del tempo è solo per sé. Così mi sento, nell’alzarmi a un orario che continuo a giudicare letteralmente “imbarazzante”. Così mi sento nonostante il campionario di umanità che mi passa davanti mi lasci a volte talmente di sale da anestetizzare la mia linguaccia. Eppure lavoro, e respiro l’aria migliore del mondo. Un’aria lontana che so stare ad aspettarmi. Come un paradiso scelto, in qualche modo.&lt;br /&gt;Sarà forse un lavoro temporaneo, ma la vita è bizzarra, e quel che ci sorprende non è divertente prevederlo. Mai.&lt;br /&gt;Gran parte della mia giornata si consuma come una marlboro al vento. Quei pochi momenti che risolvo nella notte ormai pesta, sono tutti per lui. Quel lui che mi porta al mare, facendomi ballare di felicità. Quel lui che tiene la mano sul cambio, con la mia mano dentro la sua,  mentre Tori va e viene da Venus.&lt;br /&gt;Piaccio ai miei capi. Mi trovano simpatico e sostengono che abbia portato un’allegria strana tra gli scaffali. Neppure mi aggirassi conciata come una ragazza coccodè (cosa che avrei pensato di fare pur di essere chiamato). I momenti più belli sono quando un ragazzino con l’apparecchio ai denti mi viene a chiedere qualche consiglio per le letture estive. La prima cosa sulla quale mi trovo a riflettere è: cosa vorrà? Intrighi internazionali, dossier politici, avventure cosmiche, sfondi sociali, o storie di amore disordinato? Quando posso, se posso, ci metto dentro il mucchio anche qualcosa di mio. Intendo qualcosa che a me ha regalato evasioni speciali, mondi lontani, sogni umidi. Quando mi viene proprio bene, ma bene bene, suggerisco anche qualcosa di gayo. E non so spiegarvi il sorriso che spesso mi viene restituito. Ci siamo capiti in un attimo ragazzino; anche io ero come te! Thò, leggiti questo e pensa sia possibile essere amato e non credere che la fantasia non aiuti.&lt;br /&gt;Chissà che anche tu presto non abbia qualcuno che ti porti al mare, a mangiare cocomero e ad aspettare la sera in silenzio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-5029771153585606219?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/5029771153585606219/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=5029771153585606219' title='10 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/5029771153585606219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/5029771153585606219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/07/paradisi-scelti.html' title='Paradisi scelti'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-46374720816824876</id><published>2007-06-20T11:30:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:09.384-08:00</updated><title type='text'>Bold ambition.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RnlydqrkwrI/AAAAAAAAABc/3fY-Xpta9ko/s1600-h/alec_bogq610%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078215908835771058" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RnlydqrkwrI/AAAAAAAAABc/3fY-Xpta9ko/s320/alec_bogq610%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Bene. Riassumere le ultime settimane non sarà compito facile. Vorrei quasi che qualcuno lo facesse per me. Ma poi che scrittore blogger sarei? Per cui su le maniche e via!&lt;br /&gt;Tutto è incominciato all’inizio di questo mese. Tempo incerto e pioggia codarda. Un pomeriggio, dopo un pranzo cinese spiluccato senza troppa voglia con degli amici, andiamo a vedere uno show di mtv in piazza. Un’orda di ragazzini se stava per magnare gli amici mia, ben contenti dell’entusiasmo pubescente. Io invece guardavo i vjs, e pensavo: ammazza che vita che fanno questi… e pensare che io non trovo un lavoretto estivo manco a pagarlo oro! Torno a casa, con una granita alla quale ho contagiato la mia noia afosa. Faccio un giro di annunci offro-lavoro su internet e SBAM:&lt;br /&gt;“annuncio cercasi vj mtv”. Proprio fra telemarketing e agente monomandatario. Mi metto a ridere e mi dico: massì, ma che te frega, ventisette anni e via che ancora jel’ammolli…. Manda sto cv pure a loro, che l’hai mandato anche al pescivendolo qui sotto (ci avrà avvolto una cernia per nonna Angelina dell’ottavo piano!).&lt;br /&gt;Non lo dico a nessuno, che figurati se ti chiameranno; a te poi, ma va là, ma sei vecchio, etc etc.&lt;br /&gt;Quattro giorni, quattro fottutissimi giorni e: drin drin pronto Alessandro? Sì chi parla, ciao sono Vera casting mtv. Oddio, cosa? Ti abbiamo fissato un primo colloquio qua a Milano! Ah ecco! Fra cinque giorni, pensi di esserci? Beh mmmh sì, direi che si può fare! (Ma sei stronzo?…. Si può fare? La tv, l’acclamato mondo dello spettacolo chiama te, e tu nicchi quasi snobbando? Vergogna!).&lt;br /&gt;Chiamo a raccolta le amiche per una riunione straordinaria. E dico: allora che si fa? Amico numero uno mi dice: se non ci vai ti prendo a calci in culo da qua fino a Milano, e scordati di imporci la tiritera “dovevo-potevo-sapevo-se solo!” per i prossimi vent’anni! L’amico numero due annuisce nervosamente… paura negli occhi!&lt;br /&gt;Ok vado. Il moroso felice come una pasqua. Perché si paventava l’idea mi scavassi da los cocones? Perché vorrebbe vedermi ricco e famoso? O perché gli avevo promesso una pedana vibrante come primo regalo da personaggio tv? …. Pedana, pedana!&lt;br /&gt;Plano a Milano una mattina di pioggia, senza  avvisare nessun amico bauscia (perdonatemi….). Finisco in questo studio ufficio casting e compilo le prime scartoffie. Un questionario che sembrava essere divertente perfino. Domande come: cosa guardi in tv? Quale personaggio televisivo vorresti essere? (risposta? Pingù).&lt;br /&gt;Ero letteralmente circondato da adolescenti, per di più ragazzine, con il sogno di diventare tante Cristina Chiabotto versione vj e fare tanta plin plin (sul pubblico come Cucciolina negli anni ottanta?). Inutile dirvi che non potevano mancare le solite mamme coraggio: alza le spalle, tieni in dentro la pancia, sorridi, dì che sei insicura che piace sempre un po’di timidezza. Siori e siori, ecco il mondo dei casting! Io poggiato lì, a intimidire le giovini: essì sono vecchio e allora? Sticazzi piccola cessa… vedremo chi la spunta! Tzsè!&lt;br /&gt;Il mio turno: stringo la mano a una ragazza carina, abbastanza mtv, e inizio a parlare di me. A ruota libera. Lei interviene quando riesce. Ride, ride parecchio. Si diverte, mi diverto anche io.&lt;br /&gt;Quando tutto finisce mi ringrazia e mi saluta. Torno a Bologna. Mi si chiede: e allora? Com’è andata? Io non lo so. C’è un turno di Torino. Quello finale. Due giorni e poi si decide. Ma figuriamoci. Non ho esperienza. Non so come si faccia un provino. C’è gente che vive di questo. E per questo.&lt;br /&gt;Sette giorni, sette fottutissimi giorni e: drin drin ciao Alessandro, chi è? Casting mtv. Sei piaciuto molto a Milano, mtv ti vuole rivedere a Torino per l’ultima parte del provino. Sarete meno di cento. Preparati bene. Ti mandiamo i testi! Ccc.. come scusa? Nel senso, sono dentro? Sono passato?&lt;br /&gt;Sì Alessandro, dicevo: ti mandiamo i testi via mail. Che testi? I testi di una prova di simulazione conduzione. Preparali, perché li farai davanti alle telecamere di mtv fra cinque giorni esatti!&lt;br /&gt;E lì inizio a pensare: ok, questa cosa sta succedendo davvero! Inizia a venirmi il panico. Decidi cosa metterti, prova i testi senza ridere, senza sentirti ridicolo, oddio mi impappino, mi si lega la lingua, sìì spontaneo, naturale, trova il tuo stile. Pensa che sarebbe la svolta della tua vita.&lt;br /&gt;Plano a Torino con la pioggia. La sera prima. Passo del tempo con degli amici che mi davano ospitalità. Provo i testi e boom, perfetti. Un vero vj. Toni, parole, proprietà di linguaggio, voce diaframmatica, respiro regolare. La mattina del provino facevo la schiuma come un cappuccino. Mi presento all’indirizzo scritto in grassetto sulla mail. E lì vedo! Vedo la competizione, vedo l’aria che tira in situazioni del genere e mi fa alquanto schifo. Vedo l’abitudine di molti nel trovarsi sempre gli stessi ai provini di mezza Italia. Tutti o quasi col book, e tutti rappresentati da una qualche agenzia dello spettacolo. Tutti, tranne me. Calvo blogger outsider.&lt;br /&gt;Mi chiamano. Finisco in questa stanza buia, con nove sagome nell’oscurità. Colpi di tosse, rumori di fogli da sistemare. Leggere parole ingoiate da un nero atroce. L’unica luce su di me, in piedi, con dietro un cartonato di mtv. La riproduzione più fedele di uno studio. Ho rischiato che mi venisse un attacco di sindrome di Stendhal. Troppi colori e io, dentro, come perno di una trottola a velocità eccessiva, e un microfono in mano. Mi saluta una voce! Ciao Alessandro….Dio? No, la direct casting. Bentrovato allora iniziamo: tre due uno e ….&lt;br /&gt;Io attacco con voce tremante. Faccio qualche battuta, e sento che qualcuno ride. Insisto e il volume delle ghignate si alza. Finisce in vacca con Dio-casting che mi dice in un fiato di ridarella: va bene Alessandro bravo! Hai dato il meglio di te!&lt;br /&gt;E sarò onesto: ho pensato “è fatta”.&lt;br /&gt;E invece NO. Non sarebbe stata la mia vita, al limite del brivido fino all’ultimo soffio. Quando finiscono tutti gli altri modelli super top, visi angelici e voci da radio, ci raggiunge Dio con una bella lista. Quattro nomi, solo quattro. Coloro che avrebbero rivisto volentieri.&lt;br /&gt;Io a casa. Grazie per essere venuto e arrivederci.&lt;br /&gt;Perché no? Forse perché gay? Perché troppo adulto? Perché senza un’agenzia alle spalle? E perché ero lì, perché mi hanno voluto fino all’ultimo, o quasi?&lt;br /&gt;Tutte risposte che forse mi sarei meritato, ma che nessuno mi restituirà. Però mi sono divertito davvero. E fanculo l’amarezza del ritorno a casa. Ho molti successi, che mi stanno stretti al cuore. Uno fra tutti? Colui che senza posa ha continuato sperare, a incoraggiarmi, a tifare per me con sfacciata parzialità e dirmi: vada come vada io sarò il tuo fan numero uno, sempre!&lt;br /&gt;E così sia.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-46374720816824876?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/46374720816824876/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=46374720816824876' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/46374720816824876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/46374720816824876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/06/bold-ambition.html' title='Bold ambition.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RnlydqrkwrI/AAAAAAAAABc/3fY-Xpta9ko/s72-c/alec_bogq610%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-7629539915705281999</id><published>2007-06-09T03:31:00.000-07:00</published><updated>2007-06-09T03:34:37.586-07:00</updated><title type='text'>La finestra</title><content type='html'>Venerdì è uscito “La finestra”, nuovo lavoro dei Negramaro. Etichette Sugar.&lt;br /&gt;Chi mi conosce bene sa perfettamente quanto io stessi aspettando questo momento. Sono sempre stato un loro fan, ancora prima del fortunatissimo insuccesso sanremese di Mentre tutto scorre. Non sarà per me il tentativo di confermare il loro talento. Non ho dubbi, considerando che vivo in uno stato di venerazione per i sei ragazzi di Copertino, Italy.&lt;br /&gt;L’unica speranza che conservavo era che questo disco fosse sulla stessa scia dei precedenti, con la sicurezza che i suoni sarebbero stati di maggior qualità, considerate le vendite e gli introiti degli ultimi due anni. Beh, attesa perfettamente soddisfatta. Da quel che si legge in giro, la registrazione è avvenuta a San Francisco, per mano di un grande della musica italiana, Corrado Rustici. E tutte le quattordici tracce sono state impresse su bobina, dando un effetto di musica suonata dal vivo, in presa diretta, probabilmente limitando anche le possibilità di rimasterizzazione infinita che il solo digitale garantisce. Si percepisce un alto livello di concentrazione sull’esecuzione di ogni singolo brano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un primo ascolto, l’omogeneità del disco pare essere un felice compromesso dei due dischi precedentemente pubblicati. Come fosse la terza parte di un trittico, tesi antitesi e sintesi. Riconosco la cura del sintetizzatore perfettamente giustapposto, alta sofisticazione delle corde acustiche, che in 000577 presentava la band al mercato. Riconosco le liriche immaginifiche, e la crescita del suono mentre la traccia trova la sua fine, smorzata in enfasi da falsetti a piena voce di Giuliano, in grandissimo spolvero. Tutte caratteristiche sempre più acute, invece, proprie di brani come “Solo 3 min”, o “Ogni mio istante”  , “Estate”, “Solo per te”, contenuti in “Mentre tutto scorre”, anno duemilaecinque.&lt;br /&gt;La struttura della canzone in linea di massima è in divenire. Si aggiungono suoni man mano che la storia che ci viene raccontata (a più livelli) cresce di densità. Le liriche sono dialogo diretto, rivolto al tu che ognuno di noi ha, o aspetta. E i toni di questa visionaria conversazione sono di autoaffermazione, di bisogno di definire il proprio sé. Ogni canzone cerca la propria dimensione di contenuto, come se cercasse delle risposte. È un vero e proprio inseguimento tra musica, toni sospesi, e Giuliano che , sempre in primissimo piano, fa cenno a tutto il resto di inseguirlo, in traiettorie che spesso virano, si modificano “sul più bello”, diventando meglio. Incredibilmente meglio.&lt;br /&gt;Disco che rappresenta i primi minuti d’amore, quando tutto ci sorprende. Ci eccita e ci rannicchia in qualche pensiero. Tachicardiche marcette di suoni accentati e fiati a ritmo, così come scioglievolezza di ballads sussurrate all’orecchio teso (improponibili per qualunque voce normale da karaoke, mannaggia).&lt;br /&gt;Questi ragazzi sono amici, e si vede. Si portano le orecchiette della mamma in valigia quando vanno in America per lavoro. Fanno della loro musica il loro intimo manifesto. Evitando magari di sforzarci per ricercare somiglianze con qualcos’altro, qualche altro suono, qualche altra band (vizio italiano dei più antipatici). Non c’è indecisione, né bordi friabili. I Negramaro sono un progetto sin dal loro principio. E nulla è cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voto (sister insegna):&lt;br /&gt;stelle pleiadi su cinque.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-7629539915705281999?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/7629539915705281999/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=7629539915705281999' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/7629539915705281999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/7629539915705281999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/06/la-finestra.html' title='La finestra'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-3532743309741998624</id><published>2007-06-04T07:09:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:09.464-08:00</updated><title type='text'>Sosia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RmQdKLXTg9I/AAAAAAAAABU/rzkCdIvh2jw/s1600-h/03062007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5072211141012456402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RmQdKLXTg9I/AAAAAAAAABU/rzkCdIvh2jw/s400/03062007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo so... è così!&lt;br /&gt;Almeno dal mento in su... e vi pregherei di credermi. Ma il mio punto di vista è questo: é il mio ragazzo ad avere un sosia che per caso gioca a calcio... e che faccio fatica a ricordarmi come si chiama, non fosse per questa foto!&lt;br /&gt;E io polpetta non la baratto, neppure per un paio di quadricipiti da perdere quei 4 capelli che giocano a fare Lost sulla mia crapa!&lt;br /&gt;Ecco!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-3532743309741998624?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/3532743309741998624/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=3532743309741998624' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/3532743309741998624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/3532743309741998624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/06/sosia.html' title='Sosia'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RmQdKLXTg9I/AAAAAAAAABU/rzkCdIvh2jw/s72-c/03062007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-513678636893211815</id><published>2007-06-01T09:11:00.001-07:00</published><updated>2007-06-01T09:11:21.010-07:00</updated><title type='text'>Terra Naomi "Say it's possible"</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/AlXlhFlHR8A' name='movie'&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/AlXlhFlHR8A'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Naomi ha prima scritto questa canzone, e poi attraverso YouTube ha chiesto al mondo di rispondere a una domanda: "Cosa chiederesti, se qualunque cosa fosse possibile?". Con le registrazioni video di alcune delle persone che hanno risposto, ha girato questo video ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha fatto pensare; mi ha fatto emozionare. Lo posto per questa ragione.&lt;br /&gt;Se non capite l'inglese, alla peggio guardate in faccia un pezzetto di mondo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-513678636893211815?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/513678636893211815/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=513678636893211815' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/513678636893211815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/513678636893211815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/06/terra-naomi-it-possible.html' title='Terra Naomi &amp;quot;Say it&amp;#39;s possible&amp;quot;'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6863381300356059597</id><published>2007-05-30T03:03:00.002-07:00</published><updated>2007-05-30T03:06:06.399-07:00</updated><title type='text'>Sarà che</title><content type='html'>Sarà che ho sempre avuto una pelle color caramello.&lt;br /&gt;Sarà anche che per farmi strada nel mondo, piuttosto che sgomitare, ho sempre preferito sculettare.&lt;br /&gt;Sarà inoltre perché dico sempre che, se mi dovessero ricrescere mai i capelli, vorrei un bulbo gonfio cotonato e crespo, che balli con me a ogni passo tirato innanzi.&lt;br /&gt;Ma ancor più probabile che sia  perché quando voglio dare enfasi alle mie opinioni, brandisco il dito sotto il naso del mio interlocutore, con un accento alle spalle che non ve lo sto manco a spiegare!&lt;br /&gt;Il mio frasario è folkloristico, e i colori che indosso non sono mai abbinati, ma piuttosto la scena di un imprevisto galattico. La pura distrazione di una modellista sotto crack. &lt;br /&gt;Sarà che adoro il double dutch; che da piccolo saltellavo tra le due corde inventando filastrocche. Sarà che impazzisco per il pollo fritto; che ascolto ancora le Salt ‘n Peppa, che mi muovo in una dancefloor solo se è l’R&amp;amp;B a convincermi.&lt;br /&gt;Sarà che se mi arrabbio, sbraito. Che difendo gli affetti in maniera piuttosto fisica. Sarà anche che il mio quartiere è multirazziale, e meravigliosi frugoletti color morositas giocano davanti al mio portone.&lt;br /&gt;Sarà che cantavo nel coro della chiesa, e mi rimproveravano perché variavo troppo le melodie. Sarà che se oggi canto, lancio qualunque estensione in vibrato, che io affettuosamente chiamo: “Vaibbrado”.&lt;br /&gt;Sarà che un’arroganza sottile pervade le mie pose plastiche, che la mia mano è sempre poggiata sul fianco. Sarà perché sono sguaiato, e da troppo tempo in cerca di un lavoro.&lt;br /&gt;Sarà che sono circondato da una factory di talenti underground. E che considero la mia vera famiglia quella composta da scapestrati esempi dell’umanità raccolti un po’ ovunque.&lt;br /&gt;Sarà per questo che per tutti sono da sempre:&lt;br /&gt;(bè bè bè bè bè) la ragazza del ghetto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6863381300356059597?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/6863381300356059597/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=6863381300356059597' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6863381300356059597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6863381300356059597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/sar-che.html' title='Sarà che'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-5530319337008238416</id><published>2007-05-30T03:03:00.001-07:00</published><updated>2007-05-30T03:03:13.262-07:00</updated><title type='text'>Double Dutch</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/kvXhJo-oM1s' name='movie'&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/kvXhJo-oM1s'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tanto per farvi capire!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-5530319337008238416?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/5530319337008238416/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=5530319337008238416' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/5530319337008238416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/5530319337008238416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/double-dutch.html' title='Double Dutch'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-5873718000813329048</id><published>2007-05-24T02:35:00.000-07:00</published><updated>2007-05-24T02:38:02.590-07:00</updated><title type='text'>Perfidia e ingenuità</title><content type='html'>Bene: vi racconto questa storiella.&lt;br /&gt;Come avrete capito dal precedente post, ieri era il compleanno di Luca. Io, che sono eccessivo a giorni alterni, non mi accontento di preparare una cenetta e basta. In questo periodo sta lavorando molto, e sapevo bene che non avrebbe mai avuto tempo di organizzare una festicciola. Così ci ho pensato io… ma ragazzi se gliel’ho fatta sudare!&lt;br /&gt;Uscito dall’ufficio alle otto è arrivato a casa mia per cena. Entrato in casa era tutto sudato e si è precipitato sotto la doccia. Dopo di che mi ha raggiunto a tavola. Ha trovato sotto il naso un’insalata confezionata e una scatoletta di tonno in scatola (ancora in scatola intendo!). Mi ha guardato con occhi di rimprovero, e io subito a giustificarmi: “Amore, fa caldo, siamo ciccioni, dai… ci fa bene”. Pensate che l’ho quasi convinto.&lt;br /&gt;Dopo cena mi sono accorto che aveva un musetto lungo, e gli ho chiesto cosa avesse.&lt;br /&gt;“Non mi hai preso neppure una tortina…”. Ho finto di essere mortificato. E gli ho risposto:&lt;br /&gt;“Dai che ci sono i polaretti in freezer… ne vuoi uno?”&lt;br /&gt;Credevo di ridergli in faccia, di tradirmi. Lui mi ha guardato sufficientemente schifato e si è limitato a fare no con la testa. Io ho finto di non dargli peso!&lt;br /&gt;Sapevo che da lì a poco la casa si sarebbe riempita di amici, e lui era ancora in mutande. Non sapevo cosa inventarmi per convincerlo a rivestirsi. Non volevo dare nell’occhio. Ho cercato di proporgli una buona ragione tirando in ballo la digestione, che con la pancia scoperta magari ti fa male amore. Lui, piuttosto secco mi fa: “ ah sì certo, per un’insalata stai a vedere che muoio”. In fondo come biasimarlo, poverino!&lt;br /&gt;All’ora prestabilita ricevo una telefonata. Il mio gancio. Gli amici erano sotto casa, e aspettavano che io aprissi portone e porta di casa. Lui sempre in mutande sdraiato sul divano, badate bene!&lt;br /&gt;Mi alzo, rispondo.&lt;br /&gt;“Scusa non ti sento ho la tivvù alta aspetta che mi sposto”… e intanto quatto quatto vado ad aprire agli amici.&lt;br /&gt;Torno di là, gli do un bacino e gli lascio un cuscino proprio di fronte alle vergogne. Lui non intuisce nulla, mi restituisce il bacino, un po’ tirato a dirla tutta,  e si stringe al cuscino.&lt;br /&gt;Tre due uno… e otto persone entrano nel mio soggiorno cantando tanti auguri a te, soffocati dalle risate nell’averlo trovato così… un tripudio di ciccia vergognosa! Tossivano ridevano e scattavano foto. Lui immobile, senza fiato!&lt;br /&gt;Io che mi godevo la scena pensando che si buttasse dalla finestra. Invece… la mia popetta tenerissima (solo quando vuole)… si è messo a piangere, tutto emozionato.&lt;br /&gt;Ho preso la torta… una sberla di torta diciamocelo! E quando l’ha vista si dev’essere sentito ridicolo nell’aver pensato che io, che uno come me, che questa meraviglia qua che vi scrive, si potesse dimenticare la torta nel giorno del compleanno! Quante cose ha ancora da imparare il ragazzo! Tzsè!&lt;br /&gt;Ha scartato i regali, probabilmente attendendo il mio momento! Io, che se non vedo il sangue non mi fermo, ho annunciato al popolo: “ Beh sappiate che il mio regalo ve lo siete appena mangiato”. Lui non ha mosso un ciglio! Che goduria!&lt;br /&gt;Rimasti soli, dopo una bella serata caldissima, fra i clacson dei tifosi del milan sui viali di Bologna che raggiungevano le nostre risate da soggiorno, mi preparavo a infliggere l’ultima stoccata!&lt;br /&gt;Ho tirato da sotto il letto un pacchetto. Una busta di un negozio in centro che vende abbigliamento. Lo conosciamo bene questo negozio, perché spesso ci facciamo un salto! Lui subito mi fa:&lt;br /&gt;“Ah sì la maglietta bianca, con le scritte rosse!. Povero sciocco!&lt;br /&gt;Apre la busta e trova i classici giornali. Scava e scova un pacchettino. Qualunque gay del mondo avrebbe saputo cosa lo attendeva e cosa fare. Il mio gay no! Il mio è proprio uno che è meglio se va a zappare! Scarta il pacchettino e si ritrova in mano un astuccio blu e argento. Lo guarda. Interdetto.&lt;br /&gt;(credo che abbia pensato: chissà se si mangia!)&lt;br /&gt;Lo apre rovesciato a testa in giù. (e che cazzo, ma vuoi imbroccarne una che è una almeno? Macchè).&lt;br /&gt;Scivola sul letto un anello. Lo conosceva, lo avevamo visto una volta in centro. Lui sgrana occhi e bocca, e non dice nulla. Lo prende fra indice e pollice. E mi guarda. A quel punto poteva accadere di tutto.&lt;br /&gt;Gli si sono bagnati gli occhi e mi ha abbracciato.&lt;br /&gt;Lo ha indossato e si è ammirato la mano.&lt;br /&gt;“E’davvero bello… ma tanto bello… grazie, non so cosa dire”, mi ha detto. Nella sua testa credo che si affollassero molte cose, ma una in capo a tutte. Credo si chiedesse se se lo fosse meritato.&lt;br /&gt;Ecco, che ci pensasse vah, che male non fa!&lt;br /&gt;Stamattina prima che fuggisse al lavoro, ho aperto un occhietto. L’ho tanato mentre si guardava la mano e sorrideva.&lt;br /&gt;E quel sorriso vale più di tutto il resto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-5873718000813329048?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/5873718000813329048/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=5873718000813329048' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/5873718000813329048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/5873718000813329048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/perfidia-e-ingenuit.html' title='Perfidia e ingenuità'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6222231143063666939</id><published>2007-05-22T17:54:00.001-07:00</published><updated>2007-05-22T17:54:27.062-07:00</updated><title type='text'>Canzone di compleanno</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/VoYXzFblq6g' name='movie'&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/VoYXzFblq6g'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla mia polpettina dolce (?), un bacino e strilli a uffo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguri tesoro.&lt;br /&gt;Io.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6222231143063666939?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/6222231143063666939/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=6222231143063666939' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6222231143063666939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6222231143063666939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/canzone-di-compleanno.html' title='Canzone di compleanno'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4704364306171292017</id><published>2007-05-18T08:13:00.001-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:09.826-08:00</updated><title type='text'>Imma fan club</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rk3Cv7XTg8I/AAAAAAAAABM/QB3k5tKFnqo/s1600-h/dueimmastallatreunovince.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065919284506756034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rk3Cv7XTg8I/AAAAAAAAABM/QB3k5tKFnqo/s400/dueimmastallatreunovince.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eh, lo so. Posso vantare di avere lettori molto snob, culturalmente vivaci, e politicamente impegnati. Piuttosto che guardare i reality, loro si sparano intere serate di Rai Nettuno, o sproloqui di Gabriele la Porta! Mentre io no! Io sono molto più in basso. Io strizzo l’occhietto anche a tutto quel ciarpame televisivo che mamma tv passa. E mi diverto! Mi piacerebbe dire che mi sento rappresentato da tutto quel chiasso, dalle sterili polemiche, da querelle montate su ad arte! E, visto che mi piacerebbe, lo dico! Sono un figlio del reality, e spero che la vita mi porti il successo grazie a un televoto!&lt;br /&gt;Le telecamere forzano gli animi; costringono i concorrenti a falsare la propria persona in nome del pubblico plauso! Quasi nessun gesto, nessuna parola sputata fuori, ha del naturale e dello spontaneo! Non è forse così la vita di tutti i giorni? Ecco, per cui: guardo la tivvù per fare palestra di vita, insomma!&lt;br /&gt;Però lei… Lei, è del tutto autentica! Imma di Ninni, ventotto primavere, Altamura, Puglia. Tirata su a pane, immagino! Imma ha appena concluso felicemente la sua cavalcata verso la vittoria in un reality di canale 5: “Un due tre… stalla!”, portandosi a casa la bellezza di trecentomilaeuriiii! Oh, come se vi vedessi storcere il naso, e dire: Babbabia che schifezza, mon dieu! Invece io insisto: un magro compenso per un’artista del tubo catodico! Lei, e solo lei, strabuzza gli occhi in primissimo piano, pur sapendo di non avere nemmeno la minima idea di quel che sia la simmetria di uno sguardo. Lei, e solo lei, quasi nega di aver fatto ricorso alla chirurgia estetica, sperando di essere credibile, nonostante un naso a trampolino di lancio e due tittazze da sei kg ca. (almeno). Lei e solo lei si lancia in sperimentazioni linguistiche, urlate, non si sa mai che i più distratti non si accorgano delle consecutio temporum estratte a sorte! MA, nonostante tutto quello che le possono aver detto, di decisamente offensivo e inappropriato, lei e solo lei ha continuato a grondare savoir faire. Immaginatevi l’abitudine che ci avrà fatto!&lt;br /&gt;I genitori si sono saputi contenere meno. Presenti in studio, difendevano le ingiurie contro la figlia, minacciando gli opinionisti di percosse e  sgozzamenti, il tutto in un perfetto pugliese…e credetemi: erano del tutto convincenti!&lt;br /&gt;I suoi masterpeace rimangono l’imitazione del polipo, e la recita di Basic Instint. Delicatissime entrambe, per nulla ambigue! La sua parola chiave è: “PULTROPPO”.&lt;br /&gt;Come si fa a non amarla, dico io? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4704364306171292017?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/4704364306171292017/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=4704364306171292017' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4704364306171292017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4704364306171292017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/imma-fan-club.html' title='Imma fan club'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rk3Cv7XTg8I/AAAAAAAAABM/QB3k5tKFnqo/s72-c/dueimmastallatreunovince.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8435582005368315896</id><published>2007-05-14T01:09:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:09.959-08:00</updated><title type='text'>Senza parole, amore.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RkgbEhyvVmI/AAAAAAAAABE/fvp8WrnNl9E/s1600-h/Mare.5.2007+010.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5064327545582736994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RkgbEhyvVmI/AAAAAAAAABE/fvp8WrnNl9E/s320/Mare.5.2007+010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Coprimi la testa con la sabbia sotto il sole, quando pensi che sian troppe le parole. Dimmi se c'è ancora sulle labbra il mio sapore, quando pensi che sian troppe le paure.&lt;br /&gt;Parlami d'amore se quando nasce un fiore mi troverai senza parole, amore.&lt;br /&gt;Parlami d'amore se quando muore un fiore ti troverai senza respiro, amore.&lt;br /&gt;Crolla il tuo castello tra la rabbia sabbia e sole, quando pensi che sian dolci le parole.&lt;br /&gt;Dici che c'è ancora sulle labbra il mio sapore, quando pensi che sian lame le paure.&lt;br /&gt;Parlami d'amore se quando nasce un fiore mi troverai senza parole, amore.&lt;br /&gt;Parlami d'amore se quando muore un fiore ti troverai senza respiro, amore.&lt;br /&gt;Tu dimmi quante alternative vuoi, se quando parlo non mi ascolti mai, amore.&lt;br /&gt;Fra tutte, quale alternativa sei, amore, senza più parole, senza più paure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paperottolo al mare, ingordo come sempre, canticchiava tutto ciò. Il mio amichetto Giulianuccio mi ha regalato una nuova ossessione. Signori, è ufficiale, i Negramaro sono tornati. E questo basta per dire: non vedevo l'ora!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8435582005368315896?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/8435582005368315896/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=8435582005368315896' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8435582005368315896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8435582005368315896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/senza-parole-amore.html' title='Senza parole, amore.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RkgbEhyvVmI/AAAAAAAAABE/fvp8WrnNl9E/s72-c/Mare.5.2007+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6401886377888932122</id><published>2007-05-09T04:16:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:10.124-08:00</updated><title type='text'>Paperottolo's tales.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RkGt9xyvVlI/AAAAAAAAAA8/WaSxsB_Wy0w/s1600-h/LUCA+067.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062518732990928466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RkGt9xyvVlI/AAAAAAAAAA8/WaSxsB_Wy0w/s400/LUCA+067.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Confesso. Il paperottolo in questione sarei io. Alla fine mi piace. Perché un po’ mi somiglia, e Paperottolo mi ci sento. È un nomignolo. Non troppo intimo, visto che anche le cassiere del supermarket sotto casa sanno che mi chiamo così. Sfido io… se "lui" lo urla da banco freezer mentre io sono in gastronomia! Oggi sono più Paperottolo del solito. Domani parto per un fine settimana nell’isola che non c’è. La mater compie gli anni, e non sarà un giorno allegro. Per cui mi sento un Paperottolo kamikaze, però visto che la genitrice ha espresso tale desiderio… Paperottolo ha il cuore grande, e va!&lt;br /&gt;Certo… Paperottolo è anche furbetto. E sa bene che con molta probabilità, potrà permettersi un paio di giorni in spiaggia, sotto il sole, a bere mojito e mangiare papaia. Per cui Paperottolo avrà anche il cuore grande, ma non è del tutto idiota!&lt;br /&gt;Inoltre Paperottolo negli ultimi due giorni ha giocato a fare Paperottolo pecorella. Si è sfamato di verdura cruda e anche un filo appassita (il sacrificio lo si deve portare fino in fondo!). In quanto, Paperottolo, se vuole fare Paperottolo che va in spiaggia, sa bene che deve mettersi il costumino. E, siccome Paperottolo è a forma di pera… Paperottolo doveva soffrire!&lt;br /&gt;Ora paperottolo è riuscito a infilarsi nei vecchi panni da mare…. Ungendo la pancina con lo strutto. Ma questo è un segreto di Paperottolo che voi non direte a nessuno.&lt;br /&gt;E Paperottolo stasera saluta  Polpetta. Paperottolo sa che Polpetta, quando rimane sola, balla più dei famosi topi senza il gatto. Così Paperottolo stasera dovrà giocare a fare: Paperottolo mafioso. Paperottolo non vuole intimidire Polpetta; piuttosto vuole essere previdente.&lt;br /&gt;E ora Paperottolo vi saluta. Si fa un bagnetto e torna. Lunedì, col volo delle sei del mattino. Cosa che non rende troppo allegro Paperottolo. Però Paperottolo non poteva fare altrimenti, quindi Paperottolo si adegua.&lt;br /&gt;E al suo ritorno Paperottolo sarà nero nero dal sole, sperando che tutti lo scambino&lt;br /&gt;per quella gran cessa carampana di Calimero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: notate la mia borsa del MOMA…. Non potevo non postarla, così, distrattamente.&lt;br /&gt;Pps: Sì, quelle sopracciglia sono disegnate. Luca sa essere dolce a volte, vero?&lt;br /&gt;Buon weekend a voi, paperottoli.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6401886377888932122?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/6401886377888932122/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=6401886377888932122' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6401886377888932122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/6401886377888932122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/paperottolos-tales.html' title='Paperottolo&apos;s tales.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RkGt9xyvVlI/AAAAAAAAAA8/WaSxsB_Wy0w/s72-c/LUCA+067.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-3285789409789960307</id><published>2007-05-07T07:50:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:10.330-08:00</updated><title type='text'>Oh Boy.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rj886hyvVkI/AAAAAAAAAA0/a-vRMxwcmNM/s1600-h/boy-george-photo-xl-boy-george-6227175.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061831482388993602" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rj886hyvVkI/AAAAAAAAAA0/a-vRMxwcmNM/s400/boy-george-photo-xl-boy-george-6227175.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Londra. Il cantante Boy George (nella foto) è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver rapito e violentato un modello gay, il norvegese Auden Carlsen, 28 anni. Il modello ha raccontato di aver seguito il cantante a casa dopo che Boy George lo aveva pagato 400 sterline per fargli delle foto. A mezzanotte, dopo averlo fotografato in mutande in pose sexy, George lo avrebbe spinto contro un muro, incatenato con l’aiuto di un complice e poi gli avrebbe detto: «Ora avrai quello che ti meriti». Carlsen ha aggiunto che la popstar gli avrebbe mostrato una valigia piena di oggetti sadomaso. Alle 5 del mattino, quando Boy George è uscito di casa per andare al negozio all’angolo, il ragazzo è riuscito a liberarsi, strappando il gancio che lo manteneva incatenato al muro. Mezzo nudo ed impaurito, ha chiamato la polizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, lasciate che faccia giusto giusto un paio di considerazioni. Innanzitutto avrei dato un falange della mia mano destra per vedere la faccia di Boy- dominatrix. Poi mi chiedo chi mai sia il famigerato complice, macellaro, che aiuta Boy a legare il baldo maschio come una salama da sugo….. spererei che fosse Antony. In fondo, dopo la collaborazione con Bjork non oso pensare come sia tornato alla sua vita (voglio dire…. My juvenile?)….. come si dice a Bologna: anche lui lì non dev’essere tanto a casa!&lt;br /&gt;E poi…. Come sarà iniziato questo declino di mistress Gorge? Vuoi vedere che anche lui ha cominciato a deragliare, mandando mails a case distributrici di DVD, perché non riteneva accurato il lavoro di confezionamento?&lt;br /&gt;E comunque, vedete cosa succede a noi ragazze bruttine, troppo truccate, con qualche problema di peso? Che poi, quando incontriamo quelli belli….. beh…. ci viene il sangue alla testa e diventiamo delle furie!&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-3285789409789960307?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/3285789409789960307/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=3285789409789960307' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/3285789409789960307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/3285789409789960307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/05/oh-boy.html' title='Oh Boy.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rj886hyvVkI/AAAAAAAAAA0/a-vRMxwcmNM/s72-c/boy-george-photo-xl-boy-george-6227175.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8502955685867517993</id><published>2007-04-30T08:39:00.000-07:00</published><updated>2007-04-30T08:42:35.586-07:00</updated><title type='text'>I matti e la sibilla</title><content type='html'>Abbiamo corso tutto questo tempo. E adesso che è maggio?&lt;br /&gt;Io non ho neppure finito di smantellare l’albero di natale, e mi ritrovo a guardare i costumi da bagno nelle vetrine! Quest’anno devo rinunciare allo slippino… meglio un “zavaglio” fino alle caviglie, che intanto magari dreni la panza.. altrimenti chiamata: curva del benessere.&lt;br /&gt;Si vede che a sto giro sono stato benissimo, allora! Eppure mi sembrava che qualche temporale psicotico avesse raggiunto il mio tetto. Non so, la primavera mi distrae.&lt;br /&gt;Dunque dicevo: è maggio, e io ho decisamente bisogno di prendere un filo di sole. Mi sono sempre sentito un po’ Clara, regina indiscussa della casa degli spiriti allendiana; ovvero verde muschio e nel contempo trasparente traslucida! Quest’inverno però sono entrato troppo nel mood. Sarei perfetto per fare il cadavere macilento per una puntata di C.S.I.&lt;br /&gt;Ehhhhh, la fatica del duro lavoro, penserà qualcuno. Tutti gli altri rideranno di cuore.&lt;br /&gt;Però il matto non va mai da solo, ma sempre in compagnia di altri matti. E io coi matti ogni tanto ci ceno, perfino. E la mia sister cornflake matte, è la più matta di tutte! Cucina cose matte anche!&lt;br /&gt;Insomma, io già matto, con altre matte, in una cena matta… eravamo una allegra brigata! E mi si è chiesto perché non scrivessi una sceneggiatura. Perché non avessi mai pensato di dar voce a ciò che ci riguarda tutti. L’impossibilità di essere capiti nell’amore. L’incredibile sforzo spremuto per raggiungere un comune codice di espressione. Dire una cosa come: amore mio, quel che provo per te lo capisco benissimo e mò te lo spiego!&lt;br /&gt;Sarà che è il mio grande cruccio… sarà che sudo sette camicie. Sarà che riderci su sarebbe pure un bel modo per ironizzare. Così mi sono messo al lavoro. All’inizio ero un pelo dubbioso sull’impresa! Poi, come spesso succede, superato l’imbarazzo della pagina bianca… eccomi lì, eccoci lì. E ci eravamo tutti sapete?&lt;br /&gt;Oh no! Non sottraetevi! Non pensiate che la cosa non vi riguardi!&lt;br /&gt;Sono andato in tangenziale, e ho rigato una scritta di qualche anno fa, poggiata su un cartello per uno svincolo! La scritta era: “ Dio c’è?”. Era una domanda! L’ho sostituita con un’altra domanda. Ancora più incerta, ancora più sibillina:&lt;br /&gt;“ e l’amore cos’è?”&lt;br /&gt;Sembra una canzone dei Ricchi e Poveri… come dicevo: la primavera mi distrae!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8502955685867517993?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/8502955685867517993/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=8502955685867517993' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8502955685867517993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/8502955685867517993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/04/i-matti-e-la-sibilla.html' title='I matti e la sibilla'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4909001293634811905</id><published>2007-04-14T07:55:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:10.651-08:00</updated><title type='text'>07. you learn. mp3</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RiDryEFWsII/AAAAAAAAAAs/frU-5ihno3E/s1600-h/alanis%2520morissette.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053298027231883394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RiDryEFWsII/AAAAAAAAAAs/frU-5ihno3E/s400/alanis%2520morissette.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ho un’immagine di me, vecchia di dodici, tredici anni. L’aria del mediterraneo era il mio cielo. E le strade che camminavo, erano strette e umide di sera. Sempre in sella al mio motorino rosso, sbeffeggiavo le raccomandazioni materne, e non mettevo mai il casco. E in più, da vero incosciente, avevo sempre le cuffiette del mio walkman alle orecchie. Erano i tempi in cui i cd erano non dico un lusso, ma quasi. Registravo dalla radio le mie canzoni preferite. E ogni mese avevo la mia top-ten. Ma un anno, per un intero inverno, fu diverso. Pulii il garage di mio padre, ed ebbi come ricompensa i soldi per compare un disco. Niente più speaker a inquinare le pause fra una traccia e l’altra. Niente più scossoni o distorsioni. Una cassetta che durava circa cinquanta minuti. Era il 1995 e trovai la mia ossessione. Si chiamava “jagged little pill”. Era davvero musica per le mie orecchie. Perché la rabbia di quella ragazza, andava parallela a un’inquietudine che io provavo. Erano sentimenti probabilmente diversi, ma che venivano a galla nonostante tutte le remore e le resistenze.&lt;br /&gt;Alanis Morissette divenne i mio cristo segreto. Da ascoltare. E ogni cosa mi circondasse, pareva essere già spiegata in quelle tredici canzoni. Da lì a poco mi sarei innamorato. Avrei finalmente scoperto angoli di me fino ad allora solo immaginati. Quel disco, quella musica fu come il mio training.&lt;br /&gt;Negli anni successivi ho provato altre passioni simili. Ho consumato cd interi, che oggi suonano in maniera piuttosto discutibile. Ma nessun’altro disco ha provocato lo stesso impatto in me. Era l’esatto suono della mia libertà, della mia emancipazione.&lt;br /&gt;Dopo dieci anni Alanis ha rieditato quel suo primo lavoro, in maniera morbida. Rendendo un suono acustico a quelle parabole. Io l’ho scoperto solo da poco, meravigliandomi anche di questo. Posso dire che quel che è seguito a jagged little pill, non era del tutto apprezzabile. Il classico caso in cui gli esordi hanno un significato, e quel che viene dopo è il faticoso affanno verso la conferma perenne. Difficile che fosse così facile. Io fui solo uno dei ventiquattro milioni di persone che comprarono quel primo disco. E capisco sia probabile scontentare qualcuno, nel cammino che prosegue.&lt;br /&gt;Alanis, comunque,  mi ha insegnato a intendere ogni cosa che ci accade, come un insegnamento. A non temere che la fiducia manchi, il giorno in cui ci sentiremo solo sfortunati. A quindici anni ho imparato come tutto accada per qualche ragione, e che da quella ragione si possa fare risorsa.&lt;br /&gt;Così, per l’ennesima, mi rendo conto di quanto abbia ragione. Nell’aver superato un’altra boa, nell’aver misurato il mio amore, e fatto vibrare la nota che può raggiungere nella sua estensione.&lt;br /&gt;E come imparo io, impara anche lui. Quel lui di cui tanto parlo. E che mi è così vicino.&lt;br /&gt;Gli amici si raccontano, e io ascolto. La lezione è sempre la stessa. Fatta di cose piccole, su molte delle quali il nostro mondo si regge in piedi.&lt;br /&gt;Stare insieme, dividersi, spiegare, è una lezione per tutti. La sola traccia, che commuove e tiene strette le mani attorno alla vita dell’altro, è la voglia di imparare, ignorando la fatica. Finché si può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You live, you love, you cry, you lose, you bleed, you learn. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4909001293634811905?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/4909001293634811905/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=4909001293634811905' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4909001293634811905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4909001293634811905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/04/07-you-learn-mp3.html' title='07. you learn. mp3'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RiDryEFWsII/AAAAAAAAAAs/frU-5ihno3E/s72-c/alanis%2520morissette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-522941569983145167</id><published>2007-04-04T04:19:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:11.569-08:00</updated><title type='text'>Back to me</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RhOJ-4cMJeI/AAAAAAAAAAk/d7VlIRgLY7I/s1600-h/ombre.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049531320607974882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RhOJ-4cMJeI/AAAAAAAAAAk/d7VlIRgLY7I/s400/ombre.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi sentivo oppressa dalle coperte pesanti del mio letto. Lo stesso letto dai pomelli rotondi, dentro il quale ero cresciuta. Ma non abbastanza. Non ancora, almeno. La notte non copriva la paura. Il bruciore delle tempie. Pensavo all'inganno, a quanto mi sentissi imbrogliata dentro la sua bugia. Eppure. Eppure l'avevo sentito piangere. Cos'era esattamente? La forma perfetta del suo sesso nascosto dalle mani. Era la mia stessa forma, protetta, interna. Precisa come una malformazione non potrebbe essere. Un taglio esatto, e incomprensibile.&lt;br /&gt;Marte, aliena e ruvida specie di sagittario. Una bestia celeste. Un mostro.&lt;br /&gt;Quella notte il mio naso rimase chiuso, premuto sul cuscino. Fissavo il buio, cercando di prendere sonno. Mi sentivo legata a quell'umore, come mai prima di allora. Cos'era esattamente? La riva di un mare nero, dentro il mio primo sogno. Un mare dove i pesci mordevano le caviglie, fino a deturparti l'anima.  Un mare di sconforto, di abbandono e solitudine. Era la mia speranza, la caduta libera verso l'inesplorato. Sulla superficie galleggiavano brandelli di corpi umani. carcasse di donna e di uomo, fusi insieme in alchimie impressionanti. Un pesce rabbioso mi raccontò all'orecchio che Marte era il re di quel mare scuro. Sedeva su un trono fatto di diverse combinazioni. E sdegnava le mie grida di aiuto.Il giorno mi svegliò, lasciandomi dentro l'inquietudine, come un odore. Nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Amore... hai dormito male? Sembri sconvolta....&lt;br /&gt;" Solo un brutto sogno, mamma...  &lt;br /&gt;Pesavo la realtà e il sogno. Sicura di cosa fosse peggio. La mia fuga mi aveva portato dentro la vita di sempre. Potevo dimenticare forse. Eppure il suo pianto, mi lasciò dentro l'eco. Un collare a strozzo che mortificava i miei slanci, verso i soliti amici, il solito lavoro, le solite attese.&lt;br /&gt;" Che programmi hai oggi Lidia?" chiese mia madre, sbucciando un'arancia.&lt;br /&gt;" Passo in studio... poi vedo!&lt;br /&gt;Ogni parte di me, anche la più piccola, si convinceva che avrei sofferto.  Spalmavo sul pane confettura di albicocca. Lucida, quasi brillante, rifletteva il mio viso distorto. Tornata nel mio mondo anch'io come aliena. Sembrava tutto diverso, scomposto. Troppo silenzioso.&lt;br /&gt;Iniziò a nevicare. I passi corti dei bambini, i tetti umidi, le ore brevi del giorno, ognuno di noi si preparava alla posa dell'inverno. Io fremevo, come ali di cicala sulle mie palpebre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-522941569983145167?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/522941569983145167/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=522941569983145167' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/522941569983145167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/522941569983145167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/04/back-to-me.html' title='Back to me'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RhOJ-4cMJeI/AAAAAAAAAAk/d7VlIRgLY7I/s72-c/ombre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4662326111058359174</id><published>2007-03-20T16:52:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:11.896-08:00</updated><title type='text'>6</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RgB0RXJzjFI/AAAAAAAAAAc/lqraOQ1HtGY/s1600-h/torino+007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044159424276696146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RgB0RXJzjFI/AAAAAAAAAAc/lqraOQ1HtGY/s400/torino+007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sei.&lt;br /&gt;Era caldo. E avevo una birra fra le mani. Un bicchiere di cartone che scivolava tra i palmi di mano, umidi. Sei mesi che sei qui, tra le mie cose.&lt;br /&gt;In questo frattempo, i bambini di prima elementare hanno imparato a leggere, a scrivere e far di conto. Questo tempo li ha alfabetizzati, consegnando loro la possibilità di un futuro; glielo promette. Questo frattempo ha educato anche noi, a un tipo di alfabeto diverso, obliquo rispetto al solito ABC. Non penso sia poco. È tempo che è corso veloce su di noi, ma che a me è rimasto dentro. Ora che ci sei, non mi è mai sembrato scontato che mi stessi accanto, che mi sopportassi, e che allentassi il giogo delle tue resistenze, lasciandoti andare a me.&lt;br /&gt;I miei occhi su di te hanno imparato a essere diversi; e a volte diversi sul mondo intero, proprio attraverso te. E per questo non ho parole che suonino più forte di un grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei ancora la mia risata più bella. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4662326111058359174?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/4662326111058359174/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=4662326111058359174' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4662326111058359174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/4662326111058359174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/03/6.html' title='6'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RgB0RXJzjFI/AAAAAAAAAAc/lqraOQ1HtGY/s72-c/torino+007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-529305537625105840</id><published>2007-03-14T05:57:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T00:41:12.092-08:00</updated><title type='text'>Mi familia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RffxZNVsIUI/AAAAAAAAAAU/YPD4CXHVD6k/s1600-h/IMAG0034B.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041763723244216642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RffxZNVsIUI/AAAAAAAAAAU/YPD4CXHVD6k/s400/IMAG0034B.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi familia. Sconclusionata per volontà. Girotondo di anime in disordine.&lt;br /&gt;Viviamo tutti, o quasi, in una piccola ombra del mondo. Le nostre case di legno tarlato, e televisioni piccolissime. Caffettiere annerite e tazzine sbeccate. Squat con addosso magliette a righe, orizzontali come i destini, e allstars color fruittella ai piedi. Amici del mio tempo, che ho cercato dietro gli angoli di ogni tragitto. Condividiamo lo stesso orizzonte. Le stesse belle speranze del giorno che sorge. Inermi, stesi sul parquet, in una sera qualunque; ci troverete lì, a sognare notti più morbide.  Cresciuti in angoli diversi, dal mondo nascosti. Questo nostro chiostro è l’esatto altrove che abbiamo immaginato, progettando la fuga dai nidi materni.&lt;br /&gt;La mia gente spera bene. E con l’amore ci proviamo. Concorrenti a staffetta, di un imprevisto percorso a ostacoli. Sigarette spente a ore profonde, di quel buio che ci spaventa. Che ci riguarda. E il cicaleccio di tutti i consigli da inzuppare nel tè. Sbricioliamo abbracci privati sopra qualche singhiozzo che dimenticheremo.&lt;br /&gt;Ricordiamo invece il sapore della solitudine. Un sapore amaro sulla punta della lingua, per tutti gli anni in cui ci siamo mossi tra gli occhi chiusi degli altri.&lt;br /&gt;Oggi è invincibile l’attenzione delle braccia tese oltre ogni delusione. Ed è famiglia, quella che vedrete sedersi a una tavola. È una famiglia quella che si riunisce attorno a un letto d’ospedale. È ancora una famiglia, quella che sventola un fazzoletto al binario del treno, prima di una partenza.&lt;br /&gt;Nessuno di noi ha avuto fortune sfacciate, ma siamo miracolosamente in equilibrio. Ognuno di noi ha qualcosa da ingoiare, ancora. Ma siamo tutti sotto il sole, a goderci il nostro tempo da perdere.&lt;br /&gt;La mia posse, segreta a un altro mondo, che ignora. La mia gang, che semplicemente conquista il terreno di un futuro già meritato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-529305537625105840?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/529305537625105840/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=529305537625105840' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/529305537625105840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/529305537625105840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/03/mi-familia.html' title='Mi familia'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RffxZNVsIUI/AAAAAAAAAAU/YPD4CXHVD6k/s72-c/IMAG0034B.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-1291762204194945451</id><published>2007-03-09T05:03:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T00:41:12.208-08:00</updated><title type='text'>Oltre il mio inverno</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RfFcN9VsITI/AAAAAAAAAAM/VTWogsDeJGc/s1600-h/Vintage%20Suitcases%20JPG.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039910852877885746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RfFcN9VsITI/AAAAAAAAAAM/VTWogsDeJGc/s400/Vintage%2520Suitcases%2520JPG.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scrivere di nuovo. Succede davvero. Come tornare a casa. E fermarmi un attimo. Guardare intorno, con le valigie ancora chiuse in un angolo.&lt;br /&gt;Come state?&lt;br /&gt;Le suole delle mie scarpe sono un poco consumate sul bordo. Ho camminato in tondo, chiudendo gli occhi per perdere l’orientamento, il senso del tempo. E ho fatto tardi.&lt;br /&gt;Mi capita che, quando i miei pensieri sono in corto, ho paura di mettere per iscritto la mia vita. Che possa rimanere così aria, da respirare; ma che forse non esiste davvero. Nego a me stesso la verità, finché una parte di me non si ribella. Quindi sì: a chiunque me l’abbia chiesto, rispondo: ho avuto delle cose da sistemare, un viaggio da fare, sonno da perdere in lunghe notti. Da qualche parte ho letto che le vere distanze, i veri percorsi inerpicati, sono quelli che dividono le persone. Ho colmato quel vuoto, quei passi e la loro fatica.&lt;br /&gt;Ed eccomi qui. Di nuovo.&lt;br /&gt;Ma non come prima. Ho imparato qualcosa sul destino, sulle scelte, su quei brevi momenti in cui puoi decidere davvero. E la responsabilità è una brutta bestia, una maschera sfigurata che abbiamo dentro, una delle tante sembianze di noi che appare allo specchio di sorpresa. E il momento suggerisce il da farsi. La voce del grillo parlante… ovvero il desiderio che emerge sulla paura del fallimento.&lt;br /&gt;E se fallissi? Se ci si sbaglia? Ci si può perdonare? Il fiato corto di una rincorsa alla perfezione, forsennata, cosa ci lascia? Noi, noi tutti, solitudini imperfette, facciamo quel che possiamo. E io posso fare quello che ho fatto. Rimanerti accanto, e cercare di essere il meglio. Ma se non posso, o non potrò, voglio una cazzo di consolazione, che mi asciughi le spalle dal peso.&lt;br /&gt;Ho avuto il mio inverno, sotto questo strano sole caldo. Ho avuto il mio gelo, che sgocciola dai tetti.&lt;br /&gt;E ora che sono a casa, non disferò le mie valigie. Dentro ci sono solo mille inutili coperte pesanti. E tu, mi hai promesso giorni da tropico. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-1291762204194945451?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/1291762204194945451/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=1291762204194945451' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/1291762204194945451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/1291762204194945451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/03/oltre-il-mio-inverno.html' title='Oltre il mio inverno'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RfFcN9VsITI/AAAAAAAAAAM/VTWogsDeJGc/s72-c/Vintage%2520Suitcases%2520JPG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-117154952007962311</id><published>2007-02-15T06:22:00.000-08:00</published><updated>2007-02-15T06:25:20.086-08:00</updated><title type='text'>Quietly Medea.</title><content type='html'>Dimmi che resisteremo. Dimmi che questa notte potrebbe essere lunga abbastanza. Il piumone ci si arriccia sulle gambe. Ho visto quello sbaffo di cacao sulle tue labbra. Dove hai messo l’ultima fetta di torta?&lt;br /&gt; Mi dispiace per le cose dette. E non parlo solo dei dubbi. Ma anche per tutte quelle cose che profumano di certezze. Devo smettere di contare le volte in cui infrangi le mie regole. Tu hai le tue.&lt;br /&gt;Il gioco, il nostro.&lt;br /&gt;La mia Medea intercostale si è seduta al buio della sua tana, a destra del mio cuore. Si è arresa alla quiete della scorsa notte. Le mie scarpe sono ancora sporche per le battaglie varcate. Ricordo ancora il rumore di una porta che sbatte, mentre corro giù per le scale, mentre scavalco le belle speranze di un amore ammaccato. Quel momento è così lontano da noi oramai. Tu ancora non esistevi, ma Medea resiste da allora. Medea si è sempre agitata nel suo cerchio di passi e sospetto.&lt;br /&gt;Dammi l’amore disordinato, senza tempi da rispettare, senza premure da manuale.&lt;br /&gt;E io lo prenderò, così com’è. Lo vorrò migliore forse ogni tanto. Magari ancora qualche volta ti farò il muso, e tu mi farai il verso, strappandomi una risata contro la mia volontà. Farai finta di non ascoltarmi. Ma non sentirti in difetto se crederai che non basti. Non ti ho mai detto che è più di quanto potessi sperare.&lt;br /&gt;Ho le mie ferite. Le hai viste e ti sei preoccupato. Se non hai fatto nessun passo indietro, è perché hai avuto coraggio. Sono ancora in grado di riconoscerlo.&lt;br /&gt;Perché siamo un casino. Sia io che te. Perché ci siamo incontrati, e questo ha un senso.&lt;br /&gt;Non tutto deve essere perfetto; mi basta solo che sia nostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senti che fuori piove… senti che bel rumore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-117154952007962311?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/117154952007962311/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=117154952007962311' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117154952007962311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117154952007962311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/02/quietly-medea.html' title='Quietly Medea.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-117068438377299603</id><published>2007-02-05T05:18:00.000-08:00</published><updated>2007-02-05T06:06:24.110-08:00</updated><title type='text'>Ogni mia cosa</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/215768/LUCAblog.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/320/358296/LUCAblog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ogni mia cosa adesso è per te.&lt;br /&gt;Perchè mi fai più gola di un panino di McDonald. (con sesamo e lattughina anche)&lt;br /&gt;Perchè se ti mordo, sei felice che io sia così ingordo.&lt;br /&gt;Perchè se ti stuzzico, tu diventi alquanto buzzico.&lt;br /&gt;Perchè se ti bacio, pensi che io sia anche macho. (questa poi!)&lt;br /&gt;Perchè se ti vengo a trovare, tu a casa non mi vuoi più accompagnare.&lt;br /&gt;( che mi tocca prendere l'autobus...).&lt;br /&gt;Perchè quando facciamo l'amore, lo facciamo per delle ore!&lt;br /&gt;Perchè la mia musica tu non la puoi sentire, ma fai ugualmente finta di gradire.&lt;br /&gt;Perchè non so cucinare, e qualunque sbobba, col sorriso, ti tocca mangiare.&lt;br /&gt;Perchè di me non ti vergogni, anche se ne dico di ogni.&lt;br /&gt;Perchè fai sempre il gesto di voler sparecchiare, anche se i piatti alla fine non li vuoi mai lavare.&lt;br /&gt;(oh per dire... mai manco una volta, neppure per sbaglio!)&lt;br /&gt;Perchè mi hai regalato un anello, uno vero, che si mette al dito e non sul pis...&lt;br /&gt;Perchè mi baci sempre alla mattina anche se il mio fiato sa di cantina.&lt;br /&gt;Perchè dai i voti ai miei rutti, anche se rispetto ai tuoi sono sempre più brutti.&lt;br /&gt;Perchè mi abbracci forte, anche se hai le braccine corte.&lt;br /&gt;Perchè non mi dai mai retta...&lt;br /&gt;perchè sei la mia POLPETTA!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè sei come pura vita che mi è venuta incontro di corsa,&lt;br /&gt;e innamorarmi di te è stato inevitabile, come un singhiozzo.&lt;br /&gt;... e fanculo la rima!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-117068438377299603?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/117068438377299603/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=117068438377299603' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117068438377299603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117068438377299603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/02/ogni-mia-cosa.html' title='Ogni mia cosa'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-117024704491073543</id><published>2007-01-31T04:34:00.000-08:00</published><updated>2007-01-31T04:37:24.923-08:00</updated><title type='text'>Post al futuro.</title><content type='html'>Oggi è il 31 gennaio 2017.&lt;br /&gt;Non ho mai visto un inverno freddo come questo. Da anni i media ci preoccupano con la minaccia della desertificazione. Eppure Bologna oggi si è svegliata sotto un mantello di neve a maglie strette.&lt;br /&gt;Sarà il tempo, oppure i miei trentasette anni suonati, ma in questo momento ho uno strano senso di malinconia che mi pervade.&lt;br /&gt;Misuro a piedi scalzi la mia casa. È come se ci vivessi da sempre. E invece non è ancora mia del tutto, e i tempi in cui stavo in affitto in fondo non sono così lontani. L’uomo con cui vivo, di cui vi parlo spesso, è il mio compagno. Ci siamo sposati quattro anni fa, e ciò che ci unisce è l’indomabile paura di perderci, di non riconoscerci più, impegnandoci affinché questo non accada mai. Guardo quello che abbiamo costruito. La nostra vita è diventata come speravamo. Abbiamo fatto in modo che tutto ci somigliasse. Che ogni espressione alla quale ci affidiamo, ogni gesto che ci riguarda, appartenesse a entrambi; raccontasse di noi.&lt;br /&gt;Abbiamo faticato perché le nostre famiglie capissero, accettassero. E a guardare indietro, adesso, sembra incredibile che ci siamo riusciti davvero. Da quella inutile legge di dieci anni fa, che tentava di non scontentare nessuno, oggi ci sembra ancora così incredibile, pur ricordandoci l’emozione di quel referendum; il momento in cui potevamo permetterci di considerarci davvero una famiglia. Negli ultimi sei anni siamo stati invitati a una quantità di matrimoni davvero esorbitante. Il primo a raggiungere la vetta è stato Matteo, la mia vecchia sister. Noi ancora oggi lo chiamiamo: la pioniera. Ricordo di avergli sentito dire sì, e di aver sperato che un giorno capitasse anche a me. Poi il mio uomo, in altri tempi futuri, mi avrebbe tenuto stretto una sera d’estate, in Sardegna davanti al mare. Abbracciandolo gli avrei detto che per me andava bene, che non potevo dire che sì, anche io, e promettergli ogni cosa. In questi ultimi anni ho visto amici lasciare la città, per seguire il proprio amore oltremare, o cercare fortuna in paesi stranieri. Mi meraviglia e commuove, contare nella matematica semplice, di cinque dita, come ognuno di noi se la sia cavata. E pensare che ci davano per dispersi, per reietti. Mi accorgo anche di come le nostre madri abbiano smesso di preoccuparsi, e abbiano iniziato a essere fiere di vederci col fiatone, e chiusa nel pugno la nostra meritata felicità. Chi di noi in qualche modo non si è sentito un soldato, per coloro che verranno?&lt;br /&gt;Che mondo era quando tutto era proibito? Quando le coscienze di inchinavano davanti a un segno della croce? Che mondo era il nostro, quando la ricerca faceva a meno delle cellule staminali? E che mondo sarebbe stato invece, senza i figli nati oltre l’amore, per mano della scienza? Che mondo poteva essere se l’HIV avesse continuato a graffiare? Penso a cosa sarebbe oggi la mia famiglia se il cancro non avesse trovato una cura.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe che il mio terzo romanzo parlasse di questo. Della fatica di noi guerrieri che siamo sopravissuti in quella lunga notte che facciamo fatica a dimenticare. Mentre la neve cancella le tracce, e il tempo ignora ancora una volta l’ignoranza, la diffidenza, la paura per quel che ancora non conosciamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-117024704491073543?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/117024704491073543/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=117024704491073543' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117024704491073543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117024704491073543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/post-al-futuro.html' title='Post al futuro.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-117015280084220531</id><published>2007-01-30T02:07:00.000-08:00</published><updated>2007-01-30T02:48:05.666-08:00</updated><title type='text'>My Girrrls and I.</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/724431/24june%20010b.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/350079/24june%20010b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/681419/autoscatti%20005B.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/685933/autoscatti%20005B.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/6736/pict0002_jpg%20(2).jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/34638/pict0002_jpg%20%282%29.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/650299/friends@VE%20006.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/274821/friends%40VE%20006.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/591748/Immagine%20131.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/383479/Immagine%20131.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/361092/Immagine%20121.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/254164/Immagine%20121.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/898736/Immagine%20084.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/13048/Immagine%20084.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/890434/IMAG0015.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/636801/IMAG0015.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/223227/pasqua06%20009.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/35179/pasqua06%20009.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/334651/IMAG0034B.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/154759/IMAG0034B.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/10000/P1000130.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/200/94753/P1000130.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-117015280084220531?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/117015280084220531/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=117015280084220531' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117015280084220531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/117015280084220531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/my-girrrls-and-i.html' title='My Girrrls and I.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116982625130198041</id><published>2007-01-26T07:31:00.000-08:00</published><updated>2007-01-26T07:44:11.313-08:00</updated><title type='text'>L'inciucione</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/1600/611857/aleblog.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6305/4066/400/275435/aleblog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ed eccomi qui!&lt;br /&gt;Prima che lo diciate voi, lo dico io! I colori di questa foto, compresa la saturazione e contrasto del tutto, sono stati "leggermente" rivisti! Ma insomma, abbiate pazienza! Ho finto di essere un figaccione, che in qualche modo dovevo pur tener botta!&lt;br /&gt;E giunto all'ultimo stadio di esposizione di me... beh ecco... sono contento di dirvi che dietro a tutte le parole lette fin qua, dietro alla mascherina da lingualunga, c'è questa faccetta seria e questo baffetto sparvierissimo... che ha cercato come può di assumere un'arietta sexy e truce, nonostante la calura di quell'assolatissima mattina di mare.&lt;br /&gt;Contenti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116982625130198041?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116982625130198041/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116982625130198041' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116982625130198041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116982625130198041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/linciucione.html' title='L&apos;inciucione'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116954969429867361</id><published>2007-01-23T02:52:00.000-08:00</published><updated>2007-01-23T02:54:54.306-08:00</updated><title type='text'>Io e Cosetto</title><content type='html'>Io e il mio Cosetto ci conosciamo da una vita. È uno dei miei più vecchi amici e siamo cresciuti insieme, nel vero senso della parola! Qualunque posto del mondo io abbia visto, e qualunque casa io abbia abitato, lui è sempre stato con me, rintanato in un cantuccio ma sveglio. Quando eravamo piccoli lo tiravo in continuazione, ovunque mi trovassi. Mio padre un giorno se ne accorse, mi prese da parte e mi disse che non era una cosa carina da fare. Qualche anno dopo scoprii che quel che mio padre intendeva esattamente era: tiralo se vuoi ma evita di farlo in pubblico!&lt;br /&gt;Mi piace Cosetto, perché è testardo e a volte decide per me. Quando ha visto dal vivo una Cosetta, e parliamo di dieci anni fa, mi ha guardato e ha detto: “Ma è brutta, e poi cos’è questo strano odore! Beh se mi passate un phon al massimo le faccio una piega ai capelli!”. È che quando si mette un’idea in testa è difficile distoglierlo.&lt;br /&gt;Mi è sempre sembrato un piccolo bimbo, cicciotello con le braccia cortissime, quasi invisibili. È un abitudinario, dorme sempre rivolto verso destra, di sveglia prima di me e sta ore sotto le coperte a stiracchiarsi.&lt;br /&gt;Ha un animo socievole. Quando ho lasciato il fidanzato anni fa, e ho cambiato casa, lui mi ha guardato dritto in faccia con quel suo occhione a mandorla e mi ha detto: “è tempo di farsi nuovi amici”. Adesso ci troviamo a sbracciarci in un grande girotondo, ancora più grande della tim tribù (alla faccia di farci nuovi amici!). Mi piace anche perché non serba rancore, a differenza di me. Mentre io con qualche persona faccio fatica a scambiarmi perfino un semplice ciao, lui è in genere più mediato. Nel senso che una strusciatina per lui risolve qualunque genere di dissapore. Come i gattini quando reclamano cibo, che prendono a testate i padroni, anche Cosetto, quando decide dove andare, insiste al punto che è difficile dissuaderlo.  In genere sta simpatico a tutti o quasi. È di animo generoso e per questo motivo si fa voler bene.&lt;br /&gt;E poi è un chiacchierone. Adesso vuole stare sempre in compagnia del Cosetto di Luca. Una volta li ho sentiti. Io e Luca stavamo dormendo e loro a bassa voce si mettevano d’accordo. Sono scivolati giù dal letto e hanno aperto il frigo. Hanno piluccato qualcosa e poi si sono messi a fare lo scivolo d’acqua nel lavandino del bagno. E ridevano come matti. Sono diventati grandi amici. E se non si vedono per una sera, si telefonano e sghignazzano per i fatti loro.&lt;br /&gt;Sempre insieme io e lui: siamo una squadra. Io voglio bene al mio Cosetto e…. guai a chi me lo tocca!  Ahahahahahahahah (ma siamo seri! Altroché guai!).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116954969429867361?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116954969429867361/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116954969429867361' title='13 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116954969429867361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116954969429867361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/io-e-cosetto.html' title='Io e Cosetto'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116914089973853053</id><published>2007-01-18T09:18:00.000-08:00</published><updated>2007-01-18T09:21:39.753-08:00</updated><title type='text'>La mia mamma</title><content type='html'>Mia madre è bionda, pelle di porcellana bianca e occhi grigio ghiaccio. Che a guardare me, geneticamente Calimero,  sembra piuttosto improbabile io spartisca alcun cromosoma con lei. Ma in realtà ci assomigliamo. Lei sembra un’attrice francese, dotata di una inquietante rigidità alquanto morbosa. La classica faccia da killer. Guanto di pelle nella borsetta e rossetto vermiglio sulle labbra.&lt;br /&gt;La mia mamma guida sempre e solo in seconda. Sa bene che ci sono altre marce, ma dice che lei tanto va piano. Un giorno, sono sicuro, la vedremo decollare come sopra un elicottero. La mia mamma è un’ottima cuoca, peccato però che le abbiano diagnosticato il diabete qualche anno fa, e mò sticazzi che cucina cose golose e succulente come una volta. Presenta alla famiglia piatti rigorosamente ipocalorici. Anche a Natale i dolci li vediamo solo se guardiamo la Clerici in tivvù.&lt;br /&gt;Mia mamma ha messo al mondo tre figli, e li ha visti andare via di casa, uno dopo l’altro, e seguire ognuno la propria strada. Ora dice di sentirsi un po’sola. Ma di nascosto secondo me tira un sospiro di sollievo e gioca la parte della chioccia senza più ragion d’essere.&lt;br /&gt;Mia mamma fumava fino agli anni ottanta. Qualche sigaretta alla sera. Ha ripreso superata la metà dei novanta. Spipacchiava di nascosto, chiusa nel suo bagno. Aveva paura che mio padre si imbufalisse, cosa che poi effettivamente accadde. Io allora avevo sedici anni o giù di lì. Lei ha saputo solo dopo qualche anno che anche io lo facevo, seduto per terra nel terrazzo della mansarda. A pensarci ora, avremmo potuto avere un’occasione di complicità, che invece ci è mancata.&lt;br /&gt;In quegli anni le dissi di essere gay e lei rispose una cosa simile al: “ E che credi, che non lo sappia?”. Oggi nega di aver detto una cosa del genere. Come fosse possibile che un adolescente dimentichi il momento del suo coming out. Eccerto!&lt;br /&gt;Mia mamma adora riferirsi a sé stessa in terza persona. Un po’ come il papa. La mamma ti ha detto, la mamma ti ha fatto, su coraggio dillo alla mamma, accompagna mamma qua, fai a mamma questo favore etc etc. Da qualche mese esiste la versione: Nonna. La struttura è comunque la stessa.&lt;br /&gt;Vedo mia madre tre, al massimo quattro volte l’anno. Lei non viene quasi mai a trovarmi: dice di avere paura di quel che può trovare in casa mia! Io la sfotto ma sappiamo tutt’e due che esiste un famoso scatolone, che viene prontamente deposto in cantina ogni qual volta lei atterri a Bologna.&lt;br /&gt;Capisce sempre qual è il mio umore. E intuisce al volo quando mi innamoro. La frase è sempre la stessa:&lt;br /&gt;- Dì la verità a mamma: c’è qualcuno per lo mezzo?&lt;br /&gt;Non mi riesce di negare più di due, al massimo tre volte.&lt;br /&gt;Quando due anni fa ho lasciato il mio ragazzo, e la mia convivenza si è mestamente arenata, mio fratello mi ha confessato di averla vista piangere. E adesso?- si domandava!&lt;br /&gt;Quando le ho confessato il reale motivo del perché avessi deciso di concludere la mia relazione, lei, senza fare una piega, ha allontanato il ciuffo biondo dagli occhi, e senza guardarmi ha chiosato così:&lt;br /&gt;- Ma non mi dire… sembrava tanto un bravo ragazzo… che razza di stronzetto!&lt;br /&gt;Non ne abbiamo mai più parlato.&lt;br /&gt;I miei fratelli sostengono che, più io cresca, più io stia diventando come lei. E la cosa onestamente mi fa paura.&lt;br /&gt;Lei, mentre mi portava in grembo, sognava di partorire una bambina, e di chiamarla Emilia. Io in emilia alla fine ci sono andato a vivere, e direi che non è l’unico aspetto verso il quale ho cercato di accontentarla. Ma ho il dubbio che lei non sia tanto entusiasta quanto me di tutto ciò!&lt;br /&gt;Beh, peccato!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116914089973853053?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116914089973853053/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116914089973853053' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116914089973853053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116914089973853053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/la-mia-mamma.html' title='La mia mamma'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116886313233314815</id><published>2007-01-15T04:09:00.000-08:00</published><updated>2007-01-15T04:12:12.826-08:00</updated><title type='text'>Meraviglia</title><content type='html'>Mi meraviglia che il tempo passi così in fretta. Mi meraviglia scoprire di avere ancora un biscotto in fondo al barattolo. Mi meraviglia che per qualche ora il sole asciughi la nebbia alla mattina. Mi meraviglia una telefonata di mio padre, per sapere come me la cavo. Mi meraviglia prendere sonno subito dopo cena.  Mi meraviglia che Britney Spears non abbia deciso di mettersi a dieta. Mi meravigliano le lacrime di un amico sulla mia maglietta, che si asciugano lente.&lt;br /&gt;Mi meraviglia moltissimo rileggere le mail di due anni fa, e non riconoscermi affatto. Mi meraviglia questo cuore che si riscalda ancora e scoprire che mi piace il rumore che fa. Mi meraviglia ogni volta vederti sorridere mentre ti sveglio a suon di baci sugli occhi.&lt;br /&gt;Mi meraviglia sempre vedere Alghero dall’aereo che atterra. Mi meraviglia che i miei vicini non si lamentino del volume della mia musica.&lt;br /&gt;Mi meraviglia leggere le mie cose tradotte in altre lingue. Mi meraviglia sapere che qualcuno si commuove per qualcosa che ho scritto. Mi meraviglia da tanto contare quelle poche persone che ci sono sempre per me, e trovarmele affianco da una vita o quasi. Mi meraviglia sapere che voltare pagina non è così difficile come si teme. Mi meraviglia avere la sensazione che qualcosa di grande e importante stia per accadere. Mi meraviglia sentire che le giornate si stiano lentamente allungando. Mi meraviglia che i saldi siano già praticamente finiti. Mi meraviglia che tu pensi di infastidirmi mentre dici: “che bono quello”, a qualcuno che sta in tivvù; più o meno quanto mi meraviglia scoprire che in effetti un po’ mi infastidisce.&lt;br /&gt;Mi meraviglia pensare che il mio fratellone si sposi a settembre. Non mi meraviglia vedere mia madre che già da di matto.&lt;br /&gt;Ogni tanto mi meravigliano i miei pensieri, i miei sbagli, le cose che dico e le cose che mi sento dire. Mi meravigliano gli alibi e le dita delle mani dietro le quali nascondersi. Mi meravigliano le cose inaspettate che accadono, alle quali lentamente ci si abitua, ma con piacere. Mi meraviglia quando qualcuno si salva per mezzo della rinuncia. Mi meraviglia il coraggio altrui.&lt;br /&gt;Mi meraviglia rendermi conto che c’è sempre una probabilità per tutto, e che niente sia dato per scontato. Mi meraviglia chi ha imparato così bene il mestiere di vivere.&lt;br /&gt;Mi meraviglia e mi conquista constatare quante cose l’amore muova.&lt;br /&gt;E mi fa stare bene, stare qua e attendere i giorni che abbiamo davanti. I giorni futuri che si vedono già come onde alte sulla linea dell’orizzonte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116886313233314815?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116886313233314815/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116886313233314815' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116886313233314815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116886313233314815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/meraviglia.html' title='Meraviglia'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116845178268363750</id><published>2007-01-10T09:53:00.000-08:00</published><updated>2007-01-10T09:56:22.696-08:00</updated><title type='text'>My day and the play</title><content type='html'>Ovvero: Canzoni per fare le cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apro gli occhi col piumone ancora fino al naso, e il mio Ipod suona Paolo Nutini- These streets.&lt;br /&gt;Mi faccio il mio caffè, un po’ più lungo di quelli che seguiranno, mentre suona Joan APW- The Ride.&lt;br /&gt;Poi accendo il pc, e dalle casse mi viene addosso Trust me dei The Fray, a volume alto che tanto non mi sveglio mai tanto presto. I miei vicini (tutti e dodici) sanno che ora di pranzo solo se sentono questa canzone.&lt;br /&gt;La prima paglia della giornata ha diverse varianti: ne conto almeno tre:&lt;br /&gt;*Charlotte Gainsbuorg  -5:55.mp3&lt;br /&gt;*The Tellers –Second category.mp3&lt;br /&gt;*Albert Hammond jr -101.mp3&lt;br /&gt;Poi la doccia, e sfido il freddo con coraggio, mentre Pink batte pesa U and Ur hand. Se l’acqua è perfetta e mi trattengo in bagno, non corro rischi. Il media player sa di dover procedere oltre. Magari coi Red Hot –Tell me baby. Cantata a squarcia gola, senza affogare nella doccia per aver bevuto troppa acqua magari. Non se lo meritano di avermi sulla coscienza.&lt;br /&gt;Poi:&lt;br /&gt;al telefono con The Kooks –Naive. Accetto senza difficoltà anche la cover di Lily Allen, decisamente più minimale e indie.&lt;br /&gt;Scrivo con Ludovico Einaudi…. Suoni a caso. (li ho tutti)&lt;br /&gt;E ovviamente Jay Brannan, con Soda Shop o altrimenti anche Half boyfriend. Ma di Jay metto su davvero tutto, di quel poco. E se lui è bravo e si sveglia presto in quel di NYC, magari suono la sua musica mentre chiacchiero con lui su msn (eggià….. succede anche questo).&lt;br /&gt;Poi, per fare l’amore nel prima e dopo (durante preferisco altra musica), put the coin and:&lt;br /&gt;*Christina Aguilera –Dirrty.mp3&lt;br /&gt;*Joan Wasser _Sweet thing.mp3&lt;br /&gt;*Counting Crows –Colorblind.mp3&lt;br /&gt;*Dave Mattews Band &amp; Soulive _Joyful girl (Ani di Franco cover).mp3&lt;br /&gt;*Juston Timberlake –Sexy back.mp3&lt;br /&gt;*Lionel Ritchie and the Commodores –Easy like Sunday morning.mp3&lt;br /&gt;*Orson – No tomorrow.mp3&lt;br /&gt;*Regina Spector –Fidelity.mp3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A notte fonda, quando ogni cosa è immobile, torno al mio Ipod... e mi lascio andare con i Negramaro e la loro preziosissima Solo per te. E Anthony, mi fa sparire il giorno sulle ciglia socchiuse. You are my sister, Bird guhl, For today I’m a boy….&lt;br /&gt;E buonanotte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116845178268363750?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116845178268363750/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116845178268363750' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116845178268363750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116845178268363750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/my-day-and-play.html' title='My day and the play'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116834964406914862</id><published>2007-01-09T05:31:00.000-08:00</published><updated>2007-01-09T05:34:04.080-08:00</updated><title type='text'>Più 30 che 20</title><content type='html'>Facile a dirsi. Come quando si approssima in matematica, che, superato il decimale del cinque, si arriva al conto superiore di un’unità. Già dai venticinque anni e mezzo, si è orientati alla decina del tre davanti. E quella è determinante. In realtà la tua vita va avanti come sempre. È piuttosto la coscienza che ne risente. Quando fai le tue solite cose, pensi che sarebbe il caso di smetterla. Come per esempio fumare. Io sono da tre anni che mi ripeto che a trenta smetto. Motivo questo per cui io abbia deciso di avere ventotto anni almeno almeno per i prossimi sei anni.&lt;br /&gt;Poi, il trentenne va a ballare, ma non si lancia in pista per primo. Magari si avvicina al bar,  a bere una birra, che i super alcolici non li si smaltisce più come una volta. Quando si hanno vent’anni si salta da una parte all’altra della pista, si ancheggia e si seduce il pubblico. E lo stesso ventenne, ma a trent’anni, quando e se messo in mezzo, si ritrova per caso su un cubo per il compleanno di un amico, preferirebbe che terra madre lo inghiottisse, masticandolo anche, o che Iddio lo chiamasse a sé in quell’esatto istante, anche per fargli pulire le scale del regno dei cieli ( che chissà quante sono… voglio dire, fin su al cielo addio proprio!).&lt;br /&gt;Poi, altra cosa che i trentenni fanno ma, insomma mangari anche no: baciarsi avidamente in pubblico!&lt;br /&gt;Quando si hanno vent’anni si fanno le prove di bacio artistico sull’anta dell’armadio prima di una serata. Magari con in cuffia un pezzo, per allenarsi a seguire il ritmo giusto. Dancefloor lemons. A trent’anni, se conosci uno in un locale, e lui tenta di baciarti, cerchi un angolo buio. E si smentisce sempre! Io? Quello? Un bacio! Ma va! Macchè lingua!&lt;br /&gt;I trentenni non ballano alla moda, non conoscono quasi più le hit, e se tentano di cantare sopra un pezzo che conoscono, finiranno per sbagliare il testo. I ventenni in genere, quando fanno da contorno a queste scene ( e ce n’è sempre qualcuno attorno), sono capaci di ricoprire di pietas e commiserazione il trentenne con un solo colpo di spalle voltate (Immaginateveli, con magari ancora tutti i loro capelli in testa… che stizza!)&lt;br /&gt;A me è capitato che un bellissimo ventenne di cui non farò il nome: Matteo, mi dicesse che gli garbavo, ma che ero in sostanza troppo vecchio! Io vecchio? Strana la vita. I miei genitori sospettano di me perché troppo ragazzino, e chi è ragazzino davvero, non si fida di me perché troppo vecchio. I trentanni o quasi sono la terra di mezzo.&lt;br /&gt;A trent’anni non hai più gli sconti in aereo, e se per caso fortuito ti capita di essere ancora uno studente, le cassiere del cinema ti fanno il terzo grado per darti la riduzione del biglietto all’ingresso. A vent’anni conoscevo tutti i pr dei locali giusti; con un gesto mi si aprivano le porte. Adesso i pr sono tutti dei bimbetti un filo esaltati, che quando ti vedono ti dicono: aspetti un attimo e la faccio entrare. Sottolineo che mi danno del “lei”, e non nel mio senso preferito! Sottolineo anche che quell’attimo fuori all’addiaccio non è mai un attimo, ma minimo quaranta minuti.&lt;br /&gt;A trent’anni non puoi più diventare famoso se sai ballare o cantare, a meno che non eviri qualcuno in piazza, ballando o cantando non importa, che allora finisci al tiggì.&lt;br /&gt;Se si hanno quasi trent’anni, non si fanno gli squillini per salutare gli amici, né tanto meno si scrivono sms con le kappa (quello manco a venti magari eh?). E poi a trent’anni non è più possibile pagare le bollette sempre in ritardo, né non avere una minima idea politica.&lt;br /&gt;E se si è fatto prima con la massima incoscienza… se a trent’anni scopi senza preservativo sei un emerito coglione.&lt;br /&gt;E poi a trent’anni magari la smetti di mettertene troppe, su quello che potresti o non potresti fare. Man mano che si invecchia, molte cose si dovrebbero rivalutare: prima fra tutte… il senso della vergogna?&lt;br /&gt;(…. Magari…..).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116834964406914862?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116834964406914862/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116834964406914862' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116834964406914862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116834964406914862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2007/01/pi-30-che-20.html' title='Più 30 che 20'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116670115102412786</id><published>2006-12-21T03:37:00.000-08:00</published><updated>2006-12-21T03:39:11.033-08:00</updated><title type='text'>Letterina a Babbo Natale "BIS".</title><content type='html'>Hey Babbo&lt;br /&gt;Ma come? Non l’hai ricevuta la mia letterina ad agosto? Certo che sì! Non ci credo che non sai chi sono. Dai, Babbo… ti ricordi quando ero cicciotello con l’apparecchio ai denti, con tutti quei capelli arruffati? Beh sono ancora io, sai? Capisco non sembri, ma fidati! Ora, ti avevo chiesto un fidanzato come regalo, con largo anticipo rispetto a tutti quei luridi mocciosetti egoisti di mezzo mondo ( perché i bimbi dell’altra metà di mondo o non sanno chi tu sia, o sono troppo impegnati a non morire). E tu che hai fatto? Me lo hai fatto arrivare… in un bel pacco argentato alto un metro e settanta, gonfio gonfio e stretto in vita da quel bellissimo nastro rosso… una caramellona insomma!  Sai Babbo, volevo dirti che hai fatto un ottimo lavoro. Il fidanzato è davvero come lo volevo, proprio così. Sa cucinare, non mi rompe le scatole se ho un calzino bucato, mi coccola se ho freddo e mi sbaciucchia finchè una qualunque preoccupazione non mi passa! Poi ci hai messo del tuo credo! Perché immagino sia merito tuo se sa fare massaggi come una delle migliori sbarbe orientali; così come sulla questione della generosità e della premura che riserva per me, sempre. Oh Babbo… mi sa che il moroso gay è l’articolo che fabbrichi meglio… questo mettilo nello sponsor pieghevole illustrativo!&lt;br /&gt;Però, cazzarola Babbo…. La mia lettera comprendeva  un bel “piesse”. Te lo ricordi?&lt;br /&gt;Diceva: e poi Babbo, fai per favore che quest’anno non mi tocchi pagare le spese condominiali. Cos’è questo bollettino qua sotto il mio naso, Babbo? Eh? Me lo spieghi?&lt;br /&gt;Le letterine si leggono fino alla fine. Ho capito che hai fretta di finire, e l’affanno di sbrigarti… ma io ti scrivo ad agosto apposta!&lt;br /&gt;Comunque ti perdono… sei stato un grande a sto giro! Hai sentito di questa ondata di gelo in arrivo! Fai a modo e copriti. Che non sei più un giovincello.&lt;br /&gt;E Buon Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come Buon Natale a tutti i miei lettori…&lt;br /&gt;Su, venite qua, e diamoci un bell’abbraccio!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116670115102412786?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116670115102412786/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116670115102412786' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116670115102412786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116670115102412786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/12/letterina-babbo-natale-bis.html' title='Letterina a Babbo Natale &quot;BIS&quot;.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116646151602339980</id><published>2006-12-18T09:03:00.000-08:00</published><updated>2006-12-18T09:05:16.026-08:00</updated><title type='text'>Incipit</title><content type='html'>The nun's bride&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spalle al muro, nuda. Mi guarda come non riuscisse a respirare o temesse il peggio. La luce del bagno, pallida e anonima al neon, la segna impietosa nel poco peso che vanta, e nei solchi dei suoi propri abusi. Le chiedo che pensa di fare, mi risponde che starà lì finchè la guerra non sarà finita. Le chiedo se ha voglia di dormire e mi dice che non potrebbe mai.&lt;br /&gt;Ha la bocca socchiusa, e gli occhi non sono più i suoi. Si è persa, seguendo un coniglio attraverso porte sempre più strette. Ha creduto alle promesse, e si è tagliata i capelli corti. Gennaio pulsa come una strobo alla finestra, e le luci di questa città ci scivolano affianco, appena per poter riuscire ancora una volta a dare un nome al mondo.&lt;br /&gt;Io sono la donna che l'ha salvata, e lei è la donna che mi porterà all'inferno. Mi dirà che quella è casa sua, e io disferò le valigie.&lt;br /&gt;Io sarò florida come una sposa. Lei si drogherà ancora, e decideremo volta per volta chi potrà essere. Se il mio uomo, o la mia bambina da curare. Da piccola, sognavo di avere le trecce e un cavallo nel giardino. Oggi scavo la nuda terra; sbuccio la pelle di chi incontro per sapere se esiste ancora un qualcosa capace di uccidermi.&lt;br /&gt;E lei è davanti al cesso, sporca come un gatto bastardo del vicolo quaggiù. Non so di che si è fatta, ma si sta consumando. I suoi contorni sono già più incerti. Mi ha confessato che avrebbe voluto farsi suora qualche tempo fa. Ha avuto la peste, la povertà che l'ha soprafatta. Non ha avuto la clemenza dei cieli, né il perdono.&lt;br /&gt;Vorrei che morisse adesso, qua, in questo bagno gelido. Mentre la guardo. Sarei io l'unica testimone del suo passaggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116646151602339980?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116646151602339980/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116646151602339980' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116646151602339980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116646151602339980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/12/incipit.html' title='Incipit'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116646141394647710</id><published>2006-12-18T09:01:00.000-08:00</published><updated>2006-12-18T09:03:33.970-08:00</updated><title type='text'>Magari</title><content type='html'>Perché esce dalla pancia. Come la voglia di stringere nel palmo una qualunque maniglia, e tenerla ferma, perché nessuno entri. La sera qualcuno raccoglie i passi che portano fino a casa mia, e io allora tengo le finestre aperte, imparassimo mai a volare. Cosa rimane? Cosa ascolti quando poggi l'orecchio al muro? Non ti senti mai come se qualcuno infilasse la mano nella sabbia asciutta e afferrasse qualcosa di tuo, che magari ti è dentro?&lt;br /&gt;E chi dice che i pazzi che parlano fra loro non siano meglio dei talkshow in tv?&lt;br /&gt;Perché questo paese lo abbandoneremo tutti prima o poi, e lasceremo le case vuote e i rubinetti aperti. Cupole sommerse nei loro stessi cilici di pregiudizio. E noi? Beh nuoteremo, my little prince… in qualche altrove che ci consoli; che forse saremo in grado di inventare oltre le nostre stesse aspettative. Dove andremo al cinema, e magari mi terrai la mano.&lt;br /&gt;E tu allungherai i caffè, e io fumerò svelto le mie paglie fino al filtro. E attorno avremo altri squot che si allacciano le allstar bucate, e i nostri tappeti lisi saranno il mondo che avremo conquistato. E il sabato ci abbracceremo in un qualunque mercato delle pulci. Tu cercherai qualche vecchio film in cassetta, e io magari un vinile che non suonerò mai.&lt;br /&gt;E le coperte saranno sempre troppo corte per tenere i piedi al caldo, ma sarà pur sempre un nuovo mondo, con le orme dei nostri percorsi ben tracciate. Nessuno ce le ruberà. E le porte non avranno maniglie, e tutto quello che avremo ci sembrerà anche troppo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116646141394647710?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116646141394647710/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116646141394647710' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116646141394647710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116646141394647710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/12/magari.html' title='Magari'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116585675599669817</id><published>2006-12-11T09:00:00.001-08:00</published><updated>2007-01-23T03:33:13.320-08:00</updated><title type='text'>Shhh!</title><content type='html'>Il letto al buio della notte. E attorno era solo silenzio. Alessandro si raggomitolava sotto la coperta di piume, e Luca gli si era steso accanto. Solo le luci di natale rimbalzavano dall’angolo, per i muri bianchi, senza dare fastidio.&lt;br /&gt;I corpi pesanti e nudi, con i fiati della passione ancora appesi alle labbra. Entrambi aspettavano il sonno, che li facesse scivolare nell’attesa sospesa del giorno che si sente arrivare.&lt;br /&gt;Un bacio sfiorato, la loro buonanotte muta.&lt;br /&gt;E spalle su cui poggiare il mento, chiusi a cucchiaio l’uno sull’altro.&lt;br /&gt;La barba sul collo, morbido solletico al quale ci si abitua, e il braccio di Luca sul fianco di Alessandro. Perché in una notte così non si può avere freddo, e neppure paura. Perché il tempo e le dispute, le distanze e il desiderio, hanno congiunto a ciascuna domanda la propria risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bocca che si poggia sull’orecchio dell’altro. &lt;br /&gt;Alessandro fece finta di dormire, e non disse nulla dandogli le spalle. Nessuna parola, nessuno sguardo avrebbe restituito il giusto, l’esatta metà della parte intera. E le ciglia chiuse si bagnarono in un attimo. Che parve immobile come i loro corpi. L’uno sull’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Non avrei mai potuto non scriverla, e non scriverla così. Poche cose, credo, meritano l’urgenza di essere raccontate. E io ne ho appena vissuto una)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116585675599669817?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116585675599669817/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116585675599669817' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116585675599669817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116585675599669817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/12/shhh.html' title='Shhh!'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116583188986476817</id><published>2006-12-11T02:07:00.000-08:00</published><updated>2006-12-11T02:11:29.876-08:00</updated><title type='text'>Shortbus</title><content type='html'>Sapete che non ricordo più neppure quando lo sono andato a vedere? Era la settimana scorsa e non sono riuscito a scrivere nulla per giorni. E il perché credo risieda nell’incapacità di distanziarmene in maniera lucida. Sì, sono uno di quelli che ne sono rimasti folgorati. Letteralmente.&lt;br /&gt;Mi hanno chiesto di definirlo. Mi rendo conto io per primo che è una vera impresa. Dopo aver letto così tanto su questa pellicola, anche io avevo voglia di una mia opinione. E mi è servito del tempo.&lt;br /&gt;Inizia con una riproduzione in plastico digitale di NYC, dentro il quale la camera ti fa vorticosamente scivolare. Una città che si risveglia lentamente dallo shock di aerei piovuto dal cielo; una città anche lontana dai serial glam modaioli, o dalle sparatorie a intrighi scopiettanti. Una città dove qualcuno dice che ci abiti anche gente normale. Poi il sesso, che non viene solo mimato in maniera ridicola. Finalmente nessun lenzuolo tirato ad arte sul seno delle donne, e cerotti inguinali per gli uomini. Qua il sesso si vede davvero. E perché non dovrebbe essere così? Non ho mai avuto la sensazione che fosse piazzato ad arte in maniera gratuita. Non era porno, non provoca nessun livello di eccitazione. È sesso, e lo conosciamo tutti.&lt;br /&gt;Amo John Cameron Mitchell  dai tempi di Hedwig, quel maledetto capolavoro. Allora mi ricordava la furia di una primissima adolescente Juliette Lewis, bellissima in una produzione da Tribeca fest. Una confezione perfetta per un oggetto altrettanto ben fatto. E con questo film mi convince sul suo incredibile talento, anche solo da regista e sceneggiatore, nel mettere in discussione molto della vita di chiunque guardi i suoi lavori.&lt;br /&gt;Shortbus parla della paura; di quel coraggio che manca nell’essere individualmente perfetti. E tutti i personaggi spendono energie per adeguarsi a un modello. Così appare normale che una coppia gay monogama debba prima o poi aprire i propri argini, o normale che una ragazza che patisce una forte solitudine debba diventare una borderline per salvarsi. Così altrettanto normale che una donna creduta frigida, perda l’equilibrio per ottenere quello che hanno tutte le altre donne: un normalissimo orgasmo.&lt;br /&gt;Fin qua non ci sarebbe molto di geniale. Ma ecco che nel corso della storia affiorano delle domande. Chi l’ha detto che comunque l’amore è solo a due? E se ci capitasse una contingenza che ci aprisse nuovi accessi? E ci piacesse più di quanto pensassimo mai? Se non avessi mo più orgasmi, dovremmo confinare noi stessi in un angolo del mondo? E se uno di noi davvero desiderasse una casa e un cane e un lavoro comunissimo? Anche quello sarebbe un contraddistinguersi.&lt;br /&gt;Ho letto di come cast e regista abbiano fatto moltissimi workshop prima delle riprese. E di come abbiano scritto la sceneggiatura su quello che emergeva dalle improvvisazioni, dalla vera vita di chi abbia partecipato a questo film. Perché in mezzo a tutti gli scandali, a censure e preclusioni, si perde di vista un concetto semplice. Shortbus parla di una realtà che qualunque uomo o donna, superati i vent’anni, conosce o ha iniziato a conoscere. E sapete una cosa? È comico e intenso in egual misura.&lt;br /&gt;Poi la musica…. Ah! Altro ingrediente graditissimo. Grazie a questo film ho conosciuto Jay Brannan. Il bel ragazzetto con la chitarra. Sono entrato nel suo blog di myspace e ho scoperto che sta per incidere il suo primo disco. Ha molto talento… e non parlo (solo) delle sue dimensioni esibite così, a sbertucciare il pubblico maschile. Poi stamattina mi sono “procurato” l’official soundtrack, e non trovo davvero nessuna scelta fuori luogo. Dai the Ark (redivivi), a Scott Mattews, frontman della band dello shortbus, e autore inoltre di quel bellissimo pezzo cantato da Justin Bond nel bel mezzo del Blackout: “The end”.&lt;br /&gt;Oh insomma…&lt;br /&gt;Totally impressed!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116583188986476817?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116583188986476817/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116583188986476817' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116583188986476817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116583188986476817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/12/shortbus.html' title='Shortbus'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116541306031893459</id><published>2006-12-06T05:47:00.000-08:00</published><updated>2006-12-06T05:51:00.326-08:00</updated><title type='text'>E lei fra noi</title><content type='html'>E io che speravo che saremmo diventati unici, diversi da tutti gli altri. Ci si conosce, ci si stupisce, ci si affeziona. Si dorme più spesso insieme, da uno o dall’altro, subito dopo il lavoro, si mangia qualcosa, ci si stuzzica sempre, ci si dimentica qualcosa in casa dell’altro e non ci si pensa, né ci si preoccupa. Qualcosa che si fonde in un’altra.&lt;br /&gt;A dirla così ci vuol poco, però sembra bello. Come dovrebbe essere!&lt;br /&gt;Però mai avrei pensato che nella mia vita serafica e paffuta con Luca, sarebbe arrivata lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bella è bella, o quanto meno fatta bene.&lt;br /&gt;Mio fratello ha perso la testa per lei anni fa ormai. Una notte di natale, mentre io, sbronzo come poche volte, rendevo quasi l’anima al cielo, il consangue la titillava  accuratamente, tutto sudato, emettendo versi lussuriosi. Mi parve un’allucinazione da nocciole e datteri. Ma fu così che andò! Mi fece paura e le dissi che non mi avrebbe mai avuto. Altre volte, in circostanze successive, qualche altro uomo mi ha confessato di averla amata fino alla psicosi, di aver perso quasi tutto per il piacere di starle accanto. Confermai così l’idea che di lei non ci si dovrebbe fidare, che sarebbe meglio tenerla alla larga.&lt;br /&gt;Ieri Polpetta l’ha portata con se. È passato a prenderla dopo il lavoro e l’ha scortata fino al mio appartamento. Quando l’ho vista ho tremato, e ho pensato davvero che fosse troppo tardi per tirarmi indietro. Dopo un breve momento di scoramento, Luca mi ha consolato, dicendomi che non c’era alcun motivo per preoccuparsi.&lt;br /&gt;Dopo il caffè eravamo tutti e tre seduti sul tappeto a righe del mio soggiorno. Lei zitta e immobile mi faceva venire i brividi.&lt;br /&gt;- Allora, che si fa? Ti va di provare a maneggiarla un po’?&lt;br /&gt;- Ehm, Luca…. Io non so… ehm io… beh…&lt;br /&gt;- Dai, coraggio, non vedi che anche lei sembra impaziente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così è riuscita a irretirmi, a farmi emozionare anche. Non avrei mai immaginato mi rubasse il sonno fino alle sei di questa mattina. In fondo è solo una playstation. Sapevo di essere una mezza sega… qualunque mostro mi fa fuori. Luca è svelto e anche piuttosto assassino… e mentre lui si impegna nella sua missione di morte, io sto a guardare gli interni e la scenografia degli scenari. A bocca aperta.&lt;br /&gt;C’è da dire anche che verso le due, in un momento di pausa, abbarbicato su polpetta, mi è venuto naturale esternare questo mio dubbio:&lt;br /&gt;- Ma diventerà anche per noi la tomba del sesso?- l’ho guardato vitreo e sospiroso.&lt;br /&gt;- Certo che sì!&lt;br /&gt;Ci ho quasi creduto… se non fosse che in una sola mossa mi ha ribaltato sul tappeto a righe e… vabbeh!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116541306031893459?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116541306031893459/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116541306031893459' title='22 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116541306031893459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116541306031893459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/12/e-lei-fra-noi.html' title='E lei fra noi'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116497791739693843</id><published>2006-12-01T04:57:00.000-08:00</published><updated>2006-12-01T04:58:37.410-08:00</updated><title type='text'>Up on the tram</title><content type='html'>Deriva.&lt;br /&gt;Ed è come perdersi davvero. Il mio amico Richy ha scritto un libro sulla gente, e sull’oblio di cui si può essere capaci. E pensavo di essere preparato, ormai da anni.  Perché ieri è partito il mio tram n°7, e io non avevo neppure finito di fare le valigie.&lt;br /&gt;Qualche mese fa ho scritto un racconto. Non prevedevo nessuna pubblicazione. Direi piuttosto che era un due cartelle due, da leggere a una cena di scrittori. Eggià… in quel di Bo facciamo anche questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se mi capita adesso di buttarci l’occhio, sorrido!&lt;br /&gt;Lo posto qua sotto. Buon weekend a tutti i miei lettori. Sempre quelli… quelli giusti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin dall’asilo ci insegnano che dopo l’estate arriva una “cosa” che si chiama Autunno. Mi ricordo ancora i cartelloni illustrativi tutti colorati, appesi appena sopra la porta della classe. Pensandoci bene, è quindi dalla più tenera età che tutti noi sappiamo questo, ed è da altrettanto tempo che facciamo finta di dimenticarcene, ogni anno.&lt;br /&gt;Forse perché sappiamo che la pacchia è finita, che arriveranno maglioni e canottiere cotone dentro e lana fuori. Che avremo pruriti, raffreddori e, male male andando, ci si tapperanno anche le orecchie per il freddo.&lt;br /&gt;Nessuno si lascia, quando arriva l’autunno. Perché due corpi caldi dentro un letto, a notte fonda, e riscaldamento spento, sono meglio che uno.&lt;br /&gt;Chi, tornato dalla spiaggia, si rende conto di essere single, si preoccupa… e fa bene, direi.&lt;br /&gt;Così, aperta la stagione della caccia, appena prima delle castagne, dei funghi, e delle lumache a bordo strada, non si deve fare altro che decidere se si preferisce essere cacciatori o prede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appuntamento.mp3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Hallospank- Pensai, questo è scemo. Scorrevo con gli occhi tutto l’elenco degli utenti on line in quell’esatto momento. E fra “tirosututto” e “culocaldoperte”, c’era lui. Aveva scelto il nome di un cartone animato. Ma fra tutti i cartoni, di sicuro il più enigmatico. Spank in inglese significa sculaccione… e già questo avrebbe dovuto farmi desistere. La cosa che mi ha incuriosito sin dall’inizio è stata una sua foto, di lui seduto sul gabinetto, con la faccia da fumetto, che si sforza nell’intento di risolvere l’ostruzione. E in mezzo a tutti i piselli  e ai sederi a panettone, glabri o meno, mi sembrava la cosa più normale che potessi aspettarmi. Pensandoci bene, lo era davvero!&lt;br /&gt;Iniziammo a chiacchierare del più e del meno, e concludemmo di portarci fuori l’un l’altro il mercoledì successivo.&lt;br /&gt;- Ma guarda che sono basso e tracagnotto.. dalle foto non si vede!- mi avvisò lui, tanto per mettersi avanti.&lt;br /&gt;Io pensai che invece dalle foto si vedeva benissimo, ma evitai di dirglielo. Mi sembrava scortese.&lt;br /&gt;Mi dimenticai quasi di lui nei giorni di mezzo, che per me sono in genere la più lenta delle agonie. Uscire con un uomo comporta un dispendio di energie non indifferente. Ma cribbio, arrivava l’autunno. Un po’ una mia personalissima visione della morale che risolve le dispute fra formiche e cicale.&lt;br /&gt;Mercoledì, tanto me n’ero dimenticato, che avevo intenzione di andare a casa di amici per cena. E l’avrei fatto, non mi avesse scritto un messaggio come: “Allora? Sei vivo? Usciamo insieme sì o no!”&lt;br /&gt;In un mezzo nanosecondo cercai di formulare una scusa plausibile. Affacciato alla finestra di casa mia pensavo: scusa ho la febbre, scusa mia mamma è venuta a trovarmi, scusa ma ho una riunione al gruppo testimoni di geova (e questa in genere funziona sempre). Mentre congetturavo, un albero si spogliava di fronte ai miei occhi, nel parco sotto casa. Si sbracciava infreddolito, e ogni cosa di lui si intirizziva, mentre una pioggia di foglie lo temperava fino alle radici.&lt;br /&gt;Non esitai oltre. Lo chiamai e via. Ci saremmo visti alle dieci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui arrivò in ritardo. Io me l’aspettavo. Arrivai più in ritardo del suo ritardo. In genere questo è un ammutinamento corsaro a ogni buona intenzione. Noi non ci facemmo semplicemente caso.&lt;br /&gt;- Stasera fa davvero caldo&lt;br /&gt;- Già- e lo dissi un po’ abbacchiato. Parlare del tempo come prima spinta al dialogo rende un primo appuntamento stimolante come stare seduti in sala d’aspetto dal medico di base.&lt;br /&gt;- Infatti ho lasciato la giacca in macchina, per evitare di arrivare qua da te con l’ascia pezzata.&lt;br /&gt;Disse questo, e mi sembrò divertente. Così rallentai la camminata, evitando di vederlo scapicollarsi in quei due passi larghi, che recuperassero il mio solo passo normale.&lt;br /&gt;Mi offrì una birra in un bicchiere di cartone, da bere seduti fuori. Ma scelse un angolo in disparte rispetto alla bolgia umana che si riversava fuori dall’ultimo bar del Pratello.&lt;br /&gt;Tenemmo una certa distanza fisica. Mi apparve come un buffo ometto timido, ma bastava che si sentisse abbastanza spregiudicato da guardarmi negli occhi due secondi di seguito, per farmi contento. Per incuriosirmi.&lt;br /&gt;Mi accorsi che quasi involontariamente, pian piano, strisciavo il mio posteriore sul gradino del portico, fino quasi a saltargli in braccio. Versione adulta del celebre gioco da cortile: “un due tre stella”.&lt;br /&gt;Mi fece vedere le mani, le unghie mangiucchiate, tanto che mi aspettavo di vedergli sbaffi di pennarello rosso sul dorso. Ma la sua risata era come deve essere una bella risata. Bianchissima e rumorosa.&lt;br /&gt;Passavano i minuti e le resistenze si asciugavano, come la schiuma della birra sui nostri baffi.&lt;br /&gt;- Mi diverto con te- mi disse d’improvviso- Mi diverto a tal punto che potrei anche raccontarti di quando due anni fa mi sono fatto la cacca addosso nel giardino dei miei.&lt;br /&gt;Ci fu un lungo momento di silenzio. I miei occhi si sgranarono quasi nell’istante in cui smise di parlare. Di fronte a me lui seduto, ma nella mia immaginazione, quasi in simultanea, c’era sempre lui ma con i pantaloni macchiati e una bolla al naso dalla vergogna.&lt;br /&gt;Le mie labbra si tirarono quasi a toccarmi i lobi delle orecchie. E risi. Risi senza sapere quando avrei potuto fermarmi.&lt;br /&gt;- Stai scherzando, vero?- speravo mi dicesse di no!&lt;br /&gt;- No non scherzo, davvero… era dopo pranzo e pensavo fosse una scoreggia.&lt;br /&gt;Qualunque cosa succeda, sono sicuro che questa non la dimenticherò finché campo.&lt;br /&gt;Mi resi conto che non ero uscito con uno che ha il nome di un cartone animato, ma che un cartone animato lo è davvero, e inequivocabilmente.&lt;br /&gt;Parlammo di musica,  e mi confessò tutti i suoi più atroci misfatti in fatto di gusti. Tanto valeva vuotare il sacco, e dichiarare i miei. Ci fu indulgenza vicendevole. E consolazione immediata.&lt;br /&gt;Essere sé stessi non era mai stato così facile, né così semplice.&lt;br /&gt;Lo accompagnai alla macchina, sul fare della notte fonda. Mi tese la mano per salutarmi. Lo tirai verso di me quasi contrariato, e gli diedi un bacio sulla guancia.&lt;br /&gt;A questo punto si dice sempre, qualunque sia il bilancio della serata:&lt;br /&gt;- Ci sentiamo presto. Possiamo rifarlo.&lt;br /&gt;Nel mio caso fui sincero. Lui lo capì, e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel mercoledì è passato quasi un mese. Lui continua a parlare della sua cacca ogni volta che può, e io tiro su gli occhi, facendo finta di essere compassionevole come Maria addolorata sotto la croce.&lt;br /&gt;L’altra sera, mentre stavo sdraiato sul suo divano, e lui stava sdraiato sopra di me, comprimendomi il respiro, gli ho detto, o meglio… sibilato che avrei scritto questo racconto.&lt;br /&gt;Lui ha detto:&lt;br /&gt;- ah bello…&lt;br /&gt;Ogni molecola di lui fremeva già dalla curiosità. Io penso solo a quando si meriterà di leggerlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116497791739693843?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116497791739693843/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116497791739693843' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116497791739693843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116497791739693843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/12/up-on-tram.html' title='Up on the tram'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116480240202732149</id><published>2006-11-29T04:10:00.000-08:00</published><updated>2006-11-29T04:13:22.040-08:00</updated><title type='text'>Joan di Brooklyn</title><content type='html'>Yesterday:&lt;br /&gt;Joan as policewoman. Live @ estragon. Ore dieci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammiro Sister, che si sfila la cravatta, abbandona la giacca integerrima, in quattro nanosecondi. Perché quel cuore veneto è undergroung. Così una felpa grigia col cappuccio, una coppola nera, e una pin bianca sul bavero: Jesus saves. Sister mi somiglia, volente o nolente!&lt;br /&gt;Io pullover da battaglia e timberland di ordinanza. &lt;br /&gt;I paggetti perfetti per Joan, in esorbitante ritardo. Pazienza, perché almeno abbiamo bevuto una birra e pucciato chiacchiere nella schiuma.&lt;br /&gt;Lei coi capelli appena phonati, un chiodino di pelle cucitole addosso e braghe cargo a tre quarti, con fibbie di pelle scura. Bellissima. La ragazza di Brooklyn, che si è presentata al poverissimo pubblico di Bo con un inchino, attenta a non versare il tè, dalla mug che teneva in mano. E per un attimo l’ho vista simile a tante altre ragazze di NYC, che camminano per strada in una mattina gelida, che stanno con un capellone che lavora in un negozio di musica, ma che nel frattempo spera di fondare una nuova band, per sfondare.&lt;br /&gt;Joan, nel ruolo della poliziotta. Ci ha fatto entrare nel suo mondo di musica, come una che vuole, e non che deve solo perché davanti a lei ci sono persone che hanno pagato un biglietto. Lo ha fatto permettendoci quasi di spiarla, in due o tre tracce solo voce e piano. Per poi riempire l’aria di tamburi e elettricità misurata, col resto dei suoi musicisti, piuttosto validi. La sua voce, leggera o quasi sguaiata, pesante nei bassi e soffiata nelle preghiere. Graffiava comunque, perché mai casuale. Lei era dentro la sua musica, tanto da commuovere molti di noi (ok, anche me e sister… ma noi siamo gay, abbiamo sempre un’attenuante).&lt;br /&gt;Poi, saprete bene che cornflakesboy, tornato dalla sua trasferta odierna di Roma, posterà qualcosa di molto tecnico, da vero esperto. Io non posso. Non alla mia sister. A ognuno il proprio ruolo. Lui informa e critica. Io vaneggio, e solo perché ero lì, a passare una serata in musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, da scrittore in progress, vi regalo qualche parola della brava e bella Joan, che ieri ci ha dato con la sua musica. Com’è che la definirebbe qualcuno? Rock jazz, perché a noi gli ibridi sono sempre piaciuti molto.lo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ng as you follow me this is w Strip me I’m already threadbare enough to see the mark of blueprint in my makeup… mapping the gost in me. (Show me the life)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Joan sarà oggi a Torino, poi a Reggio Emilia e infine a Roma. Come dire.... fate vobis.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116480240202732149?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116480240202732149/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116480240202732149' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116480240202732149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116480240202732149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/joan-di-brooklyn.html' title='Joan di Brooklyn'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116473602430151991</id><published>2006-11-28T09:45:00.000-08:00</published><updated>2007-01-23T03:48:49.440-08:00</updated><title type='text'>Siamo due, che soltanto.</title><content type='html'>sms:&lt;br /&gt;Pensavo che con te non mi annoio mai, che mi fai ridere (di me), e che divento quasi semplice. Come se tu stessi diventando le “soluzioni a pagina 84”. A.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il vento sta cambiando. L’inverno si poggia sui tetti del mio piccolo mondo. Del mondo che vedo dalle mie larghe finestre. E un uomo soltanto sta diventando il solo.&lt;br /&gt;Luca.&lt;br /&gt;Perché il suo nome non è più un segreto, e sfido le scaramanzie della mia più pagana fifa.&lt;br /&gt;È rimasto nella pancia, in un momento che passa piano, e che definirei sbagliato. Prova del fatto che ti può accadere di tutto, ma le cose decidono per loro conto. Finchè l’ultimo rimasto nella lista, da convincere. non sei proprio che tu.&lt;br /&gt;Luca sta seduto con le gambe intrecciate alle mie, come due cime sulla zattera (divano giallo di casa mia). Luca aspetta un mio bacio, mentre lo guardo naso contro naso, in quei pochi centimetri di attesa che sospendo, per vedere i suoi occhi fermi su me, e le sue ciglia che si aprono sulle mie.&lt;br /&gt;Luca ha visto il mio segno, la mia vera pelle sotto il pomposo costume di scena. E non si è mosso. Gli ho chiesto cosa lo trattenesse su quella zattera, da mesi ormai, e lui non ha risposto. Ha solo sorriso, guardandomi di sbieco.&lt;br /&gt;Così, lui come cura, di una mia volontà precaria, funambola. E in silenzio, senza prometterci nulla, ci siamo fatti compagnia, fino ad allevare le parole, ancora talmente neonate.&lt;br /&gt;E vagisce un suo messaggio, nel cuore di una notte qualunque, in cui mi confida, intimo, che non può più fare a meno di me.&lt;br /&gt;Si pagano sempre momenti così, e in anticipo. Perché è valsa la confusione; è valso il vano tentativo di dirgli addio senza mai riuscirci; è valsa la pena di mettere in discussione tutto di lui, e prima ancora tutto di me.&lt;br /&gt;Siamo rimasti sul divano giallo a due posti, mirando bene la deriva, e abbiamo continuato a tenerci compagnia.&lt;br /&gt;Siamo due che si abbracciano, che si tengono a distanza, che si criticano, che si stanno aspettando agli angoli di due strade; due che si svegliano insieme col sorriso, due che si baciano e tirano tardissimo, due che fanno l’amore e poi gli tocca correre sotto la pioggia per non perdere l’inizio del film al cinema. Due che si studiano, imbracciando le armi; siamo due che hanno ancora paura.&lt;br /&gt;E due che non vorrebbero mai smettere di sfottersi, per ogni cosa.&lt;br /&gt;Solo due, che si tengono per mano, mentre dormono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morale: uno spazzolino da denti non si dimentica mai per caso. Se poi, quando a dimenticarlo sei tu e il bagno è il mio, ancora di meno. Non mi freghi, sappilo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116473602430151991?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116473602430151991/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116473602430151991' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116473602430151991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116473602430151991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/siamo-due-che-soltanto.html' title='Siamo due, che soltanto.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116419922615428967</id><published>2006-11-22T04:37:00.000-08:00</published><updated>2006-11-22T04:40:26.166-08:00</updated><title type='text'>Piroette</title><content type='html'>Corro e rincorro, inspiro ed espiro. Scintille e fuochi al bordo del cammino. Setacci e filtri, ma spremo e verso fuori dal bordo, tutto di me. Senza residui o a pugni chiusi, premo i piedi o li sollevo da terra, quando perdo l’equilibrio; quando mi lascio andare all’indietro sul letto, con le braccia sollevate. &lt;br /&gt;E si fa buio senza che me ne accorga, o aspetto l’alba alzato, quando la luce è argento, quando la città sbadiglia e spegne la sveglia. Io lì, con le mani sugli occhi, e i vetri delle mie finestre appannati.  E conto le sigarette che mi sono rimaste.&lt;br /&gt;E il cursore nero delle pagine word che scivola veloce, da sinistra a destra, perdendo le briciole di Pollicino, che difendo dai passerotti in agguato. Le mie parole, che sfilo da me come lacci per le scarpe, come cinture di tela colorate.&lt;br /&gt;Vi svelo però un segreto: io non scrivo su un blog per ricevere onori e applausi. E quando capita che qualcuno mi faccia un complimento, io arrossisco. Spesso scrivo cose per qualcuno in particolare, e spendo riferimenti nascosti per qualcun altro. Posto per il bisogno, per l’urgenza di doverlo fare per me stesso. Ma voi, occhi attenti, avrete me, sempre. Ed è speciale quando le mie parole tirano le vostre, poi impresse in polaroid che mi lasciate scivolare sotto la porta. La vostra vita a me aliena, perché lontana. La vostra voce che mi immagino e basta. I vostri amori e le vostre nostalgie che mi commuovono e, solo molto raramente, mi ammutoliscono. In un canone di dita che ticchettano, che riempiono i vuoti delle nostre strade, sempre troppo zitte, sempre troppo assorte nei propri affari. Una magia di solitudini imperfette. In una quadriglia di pugni leggeri, che bussano agli stipiti delle nostre porte.&lt;br /&gt;E vi lascio alla vostra vita, da raccontarmi, mentre raddrizzo le curve a gomito della mia. Occhi attenti sempre. Uomini quarantenni, io vi spio, dalla mia tenera età che brandisco come alibi, per il mio tempo che perdo volentieri, per questa piroette che mi sono concesso.&lt;br /&gt;Abbiate pazienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116419922615428967?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116419922615428967/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116419922615428967' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116419922615428967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116419922615428967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/piroette.html' title='Piroette'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116404722824243751</id><published>2006-11-20T10:24:00.000-08:00</published><updated>2006-11-20T10:27:08.253-08:00</updated><title type='text'>Eppure (sentire).mp3</title><content type='html'>Eppure è una parola che mi riguarda, e che mi somiglia. Parla di me, e della mia inesauribile tentazione al nonostante tutto. Una boa rossa sul pelo dell’acqua, tenuta a vista dal mio pensiero, mentre nuota affannato.&lt;br /&gt;È utile per tirare fiato, e per ricordarsi che si perdono possibili risposte ovunque.&lt;br /&gt;E io e te siamo pieni di eppure. Giriamoci attorno finché non ti stanchi.&lt;br /&gt;Nelle nostre mezze parole, nei nostri occhi da nascondere, nei sorrisi che sarebbe meglio di no.&lt;br /&gt;Un senso di te.&lt;br /&gt;Ci sarà, se resisti ai miei tentativi di ammutinamento, alle mie speranze di sfebbrare, e riportare la mia attenzione fuori dalla tua portata. Tu che mi distrai con un solo colpo di tosse.&lt;br /&gt;Mi avvicino a te in punta di piedi. Ti annuso solo un po’. Ricordo come sia stato perdermi, mentre ti scivolavo in bocca.&lt;br /&gt;Oggi siamo leggeri in mezzo agli altri, nella nostra apparente noncuranza.&lt;br /&gt;Eppure.&lt;br /&gt;Le tue mani su per la schiena, o strette al mio palmo. E lo sguardo che non reggi, mentre le ciglia si piegano per non rendere quel momento un’ennesima attesa. Eppure ho aspettato che mi massacrassi, che mi ferissi e allontanassi, come mi avevi promesso.&lt;br /&gt;Ma ho scoperto che non serve, e non basterebbe mai.&lt;br /&gt;Il senso che ha questo mio sentire sarà pure invisibile agli occhi della ragione. Che si nasconda pure, ma io non sospetto mai la sua assenza. Le mie domande gli faranno anche ombra, ma lo sento respirare al buio.&lt;br /&gt;E non volevo scrivere di te, né pensavo di riuscire a farlo per tutte queste righe. Saranno sempre troppe per quel niente che da allora mi chiedi di darti.&lt;br /&gt;Ti lascio una canzone galleggiare nel cerchio degli eppure. Se capirai che è opera mia, non dire una parola.&lt;br /&gt;Appoggiatici piuttosto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116404722824243751?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116404722824243751/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116404722824243751' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116404722824243751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116404722824243751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/eppure-sentiremp3.html' title='Eppure (sentire).mp3'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116402523334741724</id><published>2006-11-20T04:18:00.000-08:00</published><updated>2006-11-20T04:20:33.370-08:00</updated><title type='text'>Bobby Jonathan e Clare</title><content type='html'>“Restiamo un po’ a guardare le montagne, poi ci giriamo verso la casa. È talmente vecchia che perfino gli spiriti si sono fusi alle pareti. La si sente abitare non dall’infelicità personale di qualcuno ma dalle esistenze di dieci generazioni, dei loro pasti e delle loro liti, delle nascite e dei loro ultimi respiri”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A loro è sembrata così, quella casa alla fine del mondo.&lt;br /&gt;E io li ho invidiati, non saprei spiegare quanto. Perché avevano in dono qualcosa che un’amica, una volta, ha chiamato nel modo più giusto: il loro amore disordinato. Ci penso da ormai troppo tempo. Non avere paradigmi ma dare l’accesso a qualcosa di sconosciuto. Come una mano che entra dentro la sabbia asciutta, e stringe le parti più nascoste di te. Bobby, Jonathan e Clare, sono diventati un nuovo esempio, che conserva pentimenti e l’ombra del fallimento. Ma quei giorni sono i più belli del libro. Quando Clare dice:&lt;br /&gt;-Cammino per la casa e ho come la sensazione di trovarmi sull’ala di un aereo. A diecimila metri. Vorrei che a te e Jonathan sembrasse strano come a me”.&lt;br /&gt;Era la loro rivincita, la rivalsa di tutte le notti della loro vita precedente quel momento. Era il loro segreto miscuglio di amicizia e amore, di emotività spremuta.&lt;br /&gt;Michael Cunningham mi ha insegnato così tanto, della scrittura, e della spettinata immaginazione di cui è capace. Ma ha fatto qualcosa in più. Ha scritto di tutti noi, e delle nostre possibilità di riuscita. Di questo futuro che non conosciamo, che possiamo inventarci in una menzogna, che ha comunque la vita breve di una qualunque verità. Perché Clare pensava che sarebbe rimasta, perché Bobby credeva che Jonathan si sarebbe salvato alla fine, e che quelle macchie erano solo dei lividi innocenti, e che tutto sarebbe rimasto immobile. &lt;br /&gt;Ho scoperto, attraverso questo libro che non è solo un libro ma una vera e propria storia, che esiste sempre un altrove, oltre ciò che possiamo immaginare per noi stessi; e che quell’altrove può essere addirittura meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Così restammo seduti a cantare su quel terrazzo finchè non venne davvero buio e intorno a noi la città fiammeggiò di dieci milioni di party”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116402523334741724?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116402523334741724/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116402523334741724' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116402523334741724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116402523334741724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/bobby-jonathan-e-clare.html' title='Bobby Jonathan e Clare'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116402266924154934</id><published>2006-11-20T03:33:00.000-08:00</published><updated>2006-11-20T03:37:49.250-08:00</updated><title type='text'>Oggi sposi</title><content type='html'>Anche io ho avuto un primo amore. Uno di quelli pazzeschi, che levano il fiato; che ti fanno quasi illudere che sarà sempre così. Ero un piccolo uomo, con un tale prurito alle mani. Lui sarebbe stato colui al quale avrei destinato pensieri laconici e densi per una decina d’anni. E dal nostro primo incontro lo avrei dovuto sospettare. Quel primo amore non si sarebbe asciugato facilmente. Così, in rincorse repentine, a dispetto dei miei successivi tentativi d’amore, a dispetto della distanza, ci siamo voluti bene sempre. E sempre, in qualche angolo del mondo, abbiamo trovato lenzuola da sgualcire per bene, commemorando.&lt;br /&gt;Fino alla scorsa primavera, quando, mi ha comunicato che si sarebbe sposato col suo fidanzato. Lui, oramai, cittadino inglese, lo ha potuto fare. E io che mi illudevo che noi gay saremmo stati immuni, almeno, a questo strazio: una partecipazione di nozze che scivola sotto la porta, e che ti ammutolisce per giorni. Leggi i nomi sopra e squoti la testa. Ti senti l’escluso per eccellenza.&lt;br /&gt;Al matrimonio poi non ci sono andato, sebbene meditassi di varcare l’improbabile navata vestito come Madonna in like a virgin o almeno come l’ultima Bertè (della serie: guardatemi, non sono affatto sana di mente), e gridare a squarciagola “sposa me sposa me sposa meeee”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saltiamo nel vuoto e arriviamo ai giorni nostri. Pronti? Ecco.&lt;br /&gt;Il mio amico Umberto, spagnolo, qua in erasmus, mi racconta che il suo fidanzato madrileno gli ha chiesto di sposarlo. Io, ghiacciato in tutte le mie estremità, ho iniziato seriamente a pensare a questa cosa, tanto che sui matrimoni oggi scrivo, perché ho qualcosa da dire!&lt;br /&gt;Tralasciando l’immagine di me che mi ritrovo un uomo in ginocchio, che mi chiede un Persempre, perché la cosa mi commuove al solo pensiero, ho una domanda!&lt;br /&gt;È davvero possibile che la probabilità di un legame certificato, indiscutibilmente ufficiale,  condizioni i desideri, le prospettive di un’intera generazione che cresce? In fondo noi, omosessuali da qualche lustro oramai, siamo stati abituati al sapere che, nel caso la cosa fosse andata proprio grassa, avremmo forse messo su casa (già fatto, già dato, grazie), ci saremmo forse presi insieme un cagnolino e quella sarebbe stata la “famiglia”. Per noi un eventuale legittimazione, sarebbe indispensabile per mille ragioni che prescindono dai sentimenti. Ma per i giovani gay, sapere che le loro possibilità comprendono una cosa così  normale come il matrimonio, in che modo modifica le loro speranze sul futuro? È possibile che si sentano meno “diversi” di quanto ci siamo sentiti noi?&lt;br /&gt;Perché noi tutti figli della televisione e dell’univoca rappresentazione di come si dovrebbe vivere per essere felici?&lt;br /&gt;Ecco, poi penso seriamente a come mi piacerebbe promettere il mio per sempre finchè dura. E lo farei solo se credessi che quel “finchè dura” sia un modo per scongiurare le iettature. Vorrei i miei amici accanto, che giurassero di ricordarmi la gioia di quel giorno, anche quando le cose smetteranno di andare in maniera celeste. Vorrei che Lui si dedicasse le stesse attenzioni. E per me Dio non c’entra nulla. Scriverei di pugno quel che potrei promettergli. Non sarebbero frasi fatte, ma quel che sono sicuro di poter mantenere sulla linea di quel per sempre. Comprendendo anche l’inevitabile possibilità che in qualche giorno io lo detesti, non abbia neppure voglia di parlargli. Perché forse sposarsi  non significa promettere all’altro una vita felice, ma una vita e basta!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116402266924154934?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116402266924154934/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116402266924154934' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116402266924154934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116402266924154934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/oggi-sposi.html' title='Oggi sposi'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116344379462406261</id><published>2006-11-13T19:45:00.000-08:00</published><updated>2006-11-13T10:49:54.636-08:00</updated><title type='text'>Ma quest'anno sì</title><content type='html'>Burro sugli occhi, e bocche chiuse.&lt;br /&gt;Arriva un post che non devo scrivere, ma che mi scivola via.&lt;br /&gt; Tre giorni di tonsille come due pompelmi, valgono a conservare la voce per dire qualcosa.  Prima di tutto vi do un odore però: sulle mani ho il profumo di mandarini, i primi di questo altro inverno, qua dietro. Shit I turn into my mother, ci manca solo che anche io dica come lei ogni anno: “Uhm che buon profumo di natale!”.&lt;br /&gt;Ho deciso che quest’anno farò l’albero. Due anni fa me ne sono ben guardato, mentre mollavo il fidanzato storico. Mi pareva di cattivo gusto impacchettargli anche il biglietto per il non-ritorno, proprio affianco al carbone di tutte le befane del mondo, scese in picchiata sulle loro nimbus2000 per dirgli: non sei stato proprio buono eh!. L’anno scorso invece mi ero appena trasferito in questa mia piccola scatola di fiammiferi che ho l’ardire di chiamare “casa”. Ho ripiegato su un simbolo del natale; un addobbo astratto, così tanto che nessuno lo ha colto. NO, quest’anno voglio l’albero casa americana famiglia tutta riunita, diciamoci ailovviù!&lt;br /&gt;Pensavo al bianco, alla neve, al color latte da farci tuffare un biscotto con la granella al cioccolato.&lt;br /&gt;E che ci appendo al verde sintetico? Io direi prima di arrotolare le luci, di quella bella luce coscienza, niente pacchianate multicolor evviachesonogaytiè! Questo nuovo senno illuminerebbe gli amici, carissimi, appesi al gancetto. Vorrei vederli bene, soprattutto a natale. Perché è questo il periodo in cui chiunque vorrebbe avere tutti accanto, a bere ciobar e a dirsi le solite cattiverie tutto zucchero. Quelli nuovi di zecca, ma anche quelli vecchietti, quelli di sempre. Coi loro faccioni sorridenti, versione buonefeste. Poi un nastro argento, che li tiene stretti. Un bel nodo doppio, come fosse un regalo. Muschio da darsi i baci tutto gennaio. Io e Paky in realtà lo abbiamo fatto fino a giugno. Il rametto sopra la cucina era diventato un rachitico bastoncino, senza una foglia che una! Ma per un bacino sulle guance, ci si può dire una piccola bugia!&lt;br /&gt;Sotto il mio albero so che ci sarà un ometto buffo, probabilmente con addosso il vestito da renna più chip che avrà trovato; una polpetta su due gambette, che mi chiama: “la mia velina!”, che si rulla una canna mentre mi sfotte per vedermi imbronciato. E fare la pace sotto natale è come avere un oro Saiwa e una marmellata zuegg… qualcosa di ovvio, insomma!&lt;br /&gt; Ma vedo anche gocciolare sui vetri una piccola delizia, viziata e di vapore. Ci potrei disegnare un bello smile col dito. Due punti come occhi, e una curva all’insù. Per poi, ne avessi solo il coraggio, cancellare tutto con un palmo di mano, guardare fuori e dire:&lt;br /&gt;- Oh, little polpet (polpettina insomma), cosa avrà chiesto quest’anno Paris Hilton a babbo Natale?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116344379462406261?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116344379462406261/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116344379462406261' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116344379462406261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116344379462406261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/ma-questanno-s.html' title='Ma quest&apos;anno sì'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116307346161748310</id><published>2006-11-09T03:55:00.000-08:00</published><updated>2006-11-09T03:57:41.626-08:00</updated><title type='text'>Serrature</title><content type='html'>Una mattina di sole.&lt;br /&gt;Ho aperto le finestre, e mi sono rimesso a letto. Ho quasi freddo, sotto le coperte. La città che mi cola attorno, scivolando nei rumori di chi vive troppo presto per me.&lt;br /&gt;E tu che fai? Chissà se dormi ancora.&lt;br /&gt;Chissà se hai già messo su un caffè, e agiti la testona mentre la musica suona forte in cucina.&lt;br /&gt;Magari ti gratti il mento, come me. Magari hai messo in bocca una sigaretta, cercando un maledetto accendino che funzioni.&lt;br /&gt;Hai visto fuori, quanta luce?&lt;br /&gt;È così che succede che pensi a te. Mi immagino di vederti, di spiarti attraverso una serratura.&lt;br /&gt;Ho tutte le tue parole scritte sulla mano, fino ai polsi. Quando le leggo mi rendo conto del loro senso. Una preghiera che assomiglia a una menzogna.&lt;br /&gt;Ti vorrei gridare in faccia quanto mi fai incazzare, quando pensi di avere ragione su di me. Quando mi vendi le tue difese come fossero un verbo divino. Vorrei grattare con la spazzola di ferro tutta l’aria del mondo che lasci fra noi, e vederci vicini, con solo la verità.&lt;br /&gt;Quella verità che ti è volata fuori dalla bocca, e che hai nascosto nelle tasche in fretta; per poi sperare che io non abbia fatto in tempo a vederla. Eppure.&lt;br /&gt;Oltre la serratura stamattina ci sarai tu, seduto a pensare. Le tasche piene di cose non dette. E qualunque segreto che neghi al mio tempo.&lt;br /&gt;Al di qua, invece, ci sarò io in silenzio. Contando i respiri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116307346161748310?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116307346161748310/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116307346161748310' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116307346161748310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116307346161748310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/serrature.html' title='Serrature'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116297996918227123</id><published>2006-11-08T01:56:00.000-08:00</published><updated>2006-11-08T01:59:29.193-08:00</updated><title type='text'>Paky, mon amour.</title><content type='html'>Questa è una storia che mi piace raccontare.&lt;br /&gt;Per anni è stato un amico di amici. E non mi stava neppure simpatico. Con quella sua arietta tutta spocchiosa, da chi tiene il mento sempre per aria. Solo molto tempo dopo avrei scoperto che quel naso tirato sopra ogni cosa non è altro che un modo per fiutare eventuale cibo!&lt;br /&gt;Non ricordo il giorno in cui me lo presentarono, ma so che il mio giudizio da mannaia non fu per nulla clemente. Per lui fu la stessa cosa. Mi considerò uno da poco, un’isterica che sbraita per ogni non nulla (Beh, anche adesso a dirla tutta).&lt;br /&gt;Poi, la vita a volte eh?&lt;br /&gt;Quando ho lasciato lo storico fidanzato, dopo anni di convivenza, ho traslocato dall’altra parte del centro. Un viaggio che ho finto fosse estenuante. Non saranno neppure due chilometri in fondo. Ma almeno ho cambiato quartiere, pulendomi le piume da araba fenice. Di quel quartiere Paky è l’indiscussa regina. Matrona santificabile al mercato, con le sporte colme di parmigianini e la borsa del suo personal computer a tracolla.&lt;br /&gt;Per quelle mie nuove strade, la mia vita ha incrociato la sua. Ed era inevitabile che fosse ammmmore. Preciso: non l’amore che leva le mutande o che fa nidiate le farfalle nello stomaco. Ma l’amore diverso, dell’estrema confidenza, della salvezza se tu ci sei, della consolazione del “non appena arrivi tu”.&lt;br /&gt;Paky ha praticamente trent’anni. Lui sbatte i piedi, rendendosi alquanto ridicolo. Sostiene che siano solo e “appena” ventotto. Non sa che vale la pena approssimare per eccesso a volte. E lui, l’eccesso lo conosce bene. Ne è figlio. Di origini campane, come dire, non rinuncia alle sue radici. Da posa plastica di madre di Scampia, da guance sempre pronte a trasfigurare nella maschera della sceneggiata.&lt;br /&gt;Paky è uno de core. E io quel cuore l’ho visto, tutto e per intero. So quanto vale e so come ti accoglie. Entrato ad honoris causa tra le starlette della comunità bear di quel di Bo, fa innamorare tutti. Tra le pagine di quei profili si sente: “magra”. Dice di avere la stessa pancia che aveva Demi Moore incinta, fotografata dalla Leibovitz per Vanity Fair. Ha insistito tanto nella sua arringa che ho dovuto fargli una foto pressoché identica. Alla fine ha avuto ragione lui.&lt;br /&gt;Cucina divinamente, ed è una fortuna essere invitati a pranzo da lui. Ancor più fortunati si è, se si riesce ad assaggiare quel che lascia nei piatti di portata. Succede raramente, ma succede!&lt;br /&gt;A un anno dalla mia rinascita, lui è l’unica faccia che c’era fin dall’inizio. Dagli albori. Non ha mai mancato una presa, beccandosi spesso il mio turpiloquio esasperato, le mie crisi di coscienza, le mie enfasi verbali, i miei pruriti sessuali, da dovermi accompagnare al baccaglio anche alle tre di notte.&lt;br /&gt;Quante volte, non lo so!&lt;br /&gt;Anche quando viaggia, non si dimentica mai di accertarsi di come stia.&lt;br /&gt;- Cessa, come stai?- è la sua classica entrata in scena.&lt;br /&gt;Dolce, dolcissima mia Paquita. Sei come la Panda… se non ci fossi bisognerebbe inventarti.&lt;br /&gt;Piuttosto, ci staresti mai seduto in una Panda?&lt;br /&gt;Errata corrige: Sei come due, tre Pande….&lt;br /&gt;… suona meglio, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie per essere la mia cura. Ogni volta. A te potrei promettere ogni mio per sempre!&lt;br /&gt;Paura eh?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116297996918227123?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116297996918227123/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116297996918227123' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116297996918227123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116297996918227123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/paky-mon-amour.html' title='Paky, mon amour.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116289234620075943</id><published>2006-11-07T10:34:00.000-08:00</published><updated>2006-11-07T01:39:06.220-08:00</updated><title type='text'>L'amore che.</title><content type='html'>L’amore delle cabine telefoniche sotto la pioggia, da cercare per dire solo buonanotte. L’amore alla domenica mattina, quando è la luce a svegliare chi dorme. L’amore del primo momento, quando ogni cosa appare ovattata. L’amore dell’ultimo momento, quando ogni cosa è persa, e assume il giusto valore nell’assenza. L’amore da guardare il mare e ricordare. L’amore del buio delle mani sotto le magliette calde. L’amore di chi si guarda anche durante un film. L’amore del ti voglio qua, ne ho bisogno. L’amore del ci vediamo domani, se ti va. O quell’amore degli abbracci d’improvviso. Le scie del non potrò dimenticarti, e anche le rincorse del non posso lasciarti! L’amore di chi non lo voleva, e invece. L’amore del finalmente ti ho trovato. L’amore del dimmi solo sì. L’amore del ti prendo e ti porto via, lontano. L’amore del sto arrivando, scusa il ritardo. L’amore del andiamo a cena fuori io e te. L’amore di chi si sposa in un altro paese. Quell’amore di chi si comprende anche solo per il rumore del respiro. L’amore del mi manchi da morire. L’amore del ti chiamo appena finisco, del dormi da me stanotte, dei gelati di piazza Santo Stefano alla sera mentre ti tengo la mano di nascosto. L’amore di chi suda occhi negli occhi. L’amore di chi resta e vede l’altro andar via. L’amore delle piccole cose che di te trovo in giro. L’amore del non so come sia potuto succedere. L’amore del non ci credo, non dire stronzate. L’amore di chi chiede scusa. L’amore di chi perdona. L’amore di chi non ci riesce. L’amore di chi piange perché è troppo. E di chi piange perché non è abbastanza comunque. L’amore di chi non è pronto per questo. L’amore di chi dubita, e anche quello di chi è davvero sicuro, sorprendentemente. L’amore che si sente dentro, e quello che si disperde. L’amore di chi lo conserva, attendendo. L’amore di chi lo confida senza guardare negli occhi. L’amore di chi lo dichiara, e quello di chi non lo farà mai. L’amore del fanculo ti amo, urlato sopra l’epilogo. L’amore, che descrivo, nei riflessi di ogni dritto e rovescio. L’amore di cui scrivo. L’amore opaco che la mia vita non ha ancora, e non più. L’amore che mi manca, dinnanzi all’amore di chi probabilmente legge queste righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amore di chi se la sente.&lt;br /&gt;Fuggi Romeo, il tempo è tiranno, non è di usignolo, ma d’allodola il canto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116289234620075943?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116289234620075943/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116289234620075943' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116289234620075943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116289234620075943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/lamore-che.html' title='L&apos;amore che.'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116281058024289671</id><published>2006-11-06T02:53:00.000-08:00</published><updated>2006-11-06T02:56:20.253-08:00</updated><title type='text'>L'insostenibile leggerezza di essere sagittario</title><content type='html'>Che già essere nati a dicembre, così vicino a natale è un bidone. Sin da piccolo mi sono sentito dire la stessa cosa, tutti i sacrosantissimi anni che piovono in terra:&lt;br /&gt;- Ma preferisci due regalini piccoli o un solo regalone grande?&lt;br /&gt;Morale della favola : io ho ricevuto sempre meno regali di chiunque altro!&lt;br /&gt;Ma non tergiversiamo… che la questione urge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Di che segno sei?&lt;br /&gt;- Ehm, sagittario..&lt;br /&gt;- Oddio, che cosa orribile / - Noooo. Mi dispiace! / - Beh, che sfiga!/ etc etc etc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta sempre la stessa storia; come se essere gemelli o ariete o cancro fosse una prova incontrovertibile di essere salvi, di avere un destino più roseo. Noi sagittario siamo confinati alla pestilenza della sorte, finché morte non ci colga. Io, ogni capodanno aspetto il riscatto. Quando le copertine dei giornali da parrucchiera ( la mia ragione di vita, intendiamoci!) promettono nei titoli un dossier all’interno, in cui si rivelino i segni fortunati del nuovo anno, IO avidamente mi tuffo alla ricerca di una possibile promessa. E mai che ci si dica: “sagittari state in una botte-de-fero”… anzi! Gli esperti iniziano a parlarci di trigoni, di cuspidi, di decadi, di Saturni che insomma mannaggia a loro, di Veneri che forse magari in nove mesi qualcosa ce la regaleranno pure… così ogni capodanno, richiudo la rivista dal dossier di vane speranze, e medito di lanciarmi tra le fiamme del camino; poi desisto sempre per fortuna, nonostante mia madre a quel punto, ogni anno con la precisione di un orologio svizzero, mi domandi: “ allora ti è piaciuto il Regalone di questo complenatale?”… e allora vaffanculo!&lt;br /&gt;Questa settimana ho navigato nell’incertezza esistenziale. Non direi che è una novità per me, anzi! C’è chi ha le scarpe da trekking per la domenica, e c’è chi (io e pochi altri) ha le scarpette senza suola per camminare sui vetri delle proprie sventure. Così, obnubilato da troppi foschi quesiti, ho deciso di ripiegare nella sola risorsa rimastami. L’oroscopo. Ma nessuna testata, nessuna pubblicazione per la settimana che verrà, mi ha soddisfatto. Così, stavolta, suggerisco un golpe in piena regola… stavolta il mio oroscopo me lo scrivo da solo! Tiè!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sagittario (22 novembre – 21 dicembre):&lt;br /&gt;Amici del sagittario siete in una botte-de-fero! Lasciate perdere chi vi rema contro. Le stelle parlano chiaro. Questa settimana la vostra vita riprenderà quota, lasciando gli altri segni dello zodiaco a farsi delle gran pugnette per l’invidia! Per chi è single, l’amore della vita è dietro l’angolo ad attendevi; per chi è in coppia si prospettano giorni di grandi progetti, per chi è invece in trigono (significherà esattamente questo? Bah!) avrete le risposte a ogni vostra domanda! A ogni vostra domanda! E seppiatelo già: quest’anno avrete due regaloni… in barba al passato. Rallegratevi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi: stretta e la foglia, larga la via , voi dite la vostra ( se necessario) che io ho detto la mia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116281058024289671?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116281058024289671/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116281058024289671' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116281058024289671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116281058024289671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/linsostenibile-leggerezza-di-essere.html' title='L&apos;insostenibile leggerezza di essere sagittario'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116272504283900328</id><published>2006-11-05T03:05:00.000-08:00</published><updated>2006-11-05T03:10:42.850-08:00</updated><title type='text'>Una lettera per caso</title><content type='html'>Quando la mia vita non basta, mi immergo in quella altrui; perfino nelle pieghe dell'amore che sogno, e che un po' mi vive dentro. Una lettera per caso, spinta dalla curiosità per renderla vera, dall'immaginazione ... croce e delizia di questa mia testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amore,&lt;br /&gt;non ho ancora ritrovato il fiato per parlarti. L’ho perso con te, trascinato sotto la terra nuda, che ti tiene stretto. Screpolerei le mani, sbuccerei la pelle del mondo per riaverti qua. È mattina, e neppure nella tenerezza del giorno che nasce appena, io riesco a non pensare a te. Questa, di mattina, è perfino più ingrata. Ti amo dal principio della mia vita stessa, quasi; e non riesco a immaginarla  diversa da così: legata a doppio nodo alla tua, che si è spenta tre mesi fa ormai. Mi vergogno a confessare agli amici che ogni cosa è rimasta immobile, come sopita insieme a te. I tuoi fogli sullo scaffale dell’ingresso, gli asciugamani in bagno, i promemoria sul frigo. Sono ghiaccio sul quale non fiorisce nulla, se non la polvere. Polvere come colla per i  ricordi, stesi lì a farmi compagnia. Perché ogni piatto che rimane pulito, ogni suola di scarpa che il tuo passo ormai manca, ogni movimento risparmiato dalla tua assenza, taglia i miei occhi di sale soffiato, come ferite.&lt;br /&gt;Mi hai detto ti amo, mollando la presa del mio sguardo, mentre perdevi il futuro su un letto d’ospedale. Questo a me basta. Ho reclinato la testa, in quel primo minuto di abbandono, sicuro che la mia memoria ritornerà lì ogni giorno, qualunque cosa capiti negli anni che attendo.&lt;br /&gt;La tua prima occhiata, all’università. Non avevi le ultime monete per il tuo caffè al bar. Io aspettavo, spazientito. Mi divertì però, vederti in difficoltà. Ti prestai altre cento lire. Non le ho mai riavute indietro. Anni fa, in una memoria che perde i contorni, come fosse una bambina dall’occhio pigro, la mia vita ha incontrato la tua. Non avresti mai pensato che da allora la vita sarebbe stata solo una.  Parlo degli ultimi vent’anni, e del tesoro che conserviamo. La fatica di quest’ultimo brandello di noi, verde corsia, intubati entrambi. Tu alla gola, dal di fuori, io al cuore nel vederti così.&lt;br /&gt;Le fughe al mare d’inverno, da ragazzi. La centododici di tua madre, e la paura di tornare a casa tardi. Il gelato sbrodolato fin sul collo. E fare l’amore come due ladri, come meschini relegati all’ultima ombra del mondo. La pena per le parole taciute, e le mani ferme nei cinema troppo affollati. Ma sai che rifarei ogni cosa, dal principio, se potessimo scavalcare le malattie della sorte. Solo questo vorrei fosse diverso. I nostri primi anni; a loro sono affezionato. Inizio a essere vecchio, e commemoro le primavere del cuore. Ti sembrerei patetico, riuscissi a leggere queste mie righe.&lt;br /&gt;Ma sono proprio quelli i momenti che rivivrei, per primi. Ti sembra curioso? Non gli agi, le comodità dei due professionisti che siamo diventati, no! Ma le bugie raccontate al mondo, e i giorni a sperimentare tentativi per nuove invisibilità.&lt;br /&gt;Ricordo il primo bacio. La nostra prima buonanotte a fior di labbra, soffiata breve. Io a te e tu a me. Quel coraggio non tornerà più. La febbrile incoscienza di quel offrirci in pasto.&lt;br /&gt;Ogni cosa è stata nostra davvero. Abbiamo posseduto tutto, perché attenti al pericolo di perderlo.&lt;br /&gt;Non pensavo ti ammalassi. Imprevisto che ci ha raggiunto cogliendoci impreparati. E, accettato il mostro che ti era dentro, abbiamo lottato contro di lui, come due belve. Finché tu non mi hai detto: basta, non serve ormai. Eri pronto più di me, e prima di me. E la pelle era la tua. Quella stessa pelle che sembra lasci ancora orme sul letto, e che invisibile lo è diventata davvero.&lt;br /&gt;Dimmi tu che ne devo fare di tutti i tuoi vestiti, dei tuoi dischi che ho sempre detestato, di quella insopportabile radio del bagno che gracchia. Potessi rispondermi, diresti di buttare via tutto, come mi hai già detto poco tempo prima di perdere la voce, attendendo la fine. Ma ho scoperto che non posso. Ti racconto una cosa: ieri sera ho preso dal negozio sotto casa delle scatole di cartone. Sono servite a trasportare dei pelati fin qua. Adesso che dovrei farci? Riempirle per un secondo viaggio, non più di polpa di pomodoro ma di te; del tuo passaggio oltre queste mura, fin dentro la mia vita. Il nostro passato in un cartone per alimenti? Non posso, non chiedermelo.&lt;br /&gt;La cosa giusta sarebbe che ci fossi tu, qui, a far rivivere i tuoi oggetti, a riaprire i tuoi libri, a cercare le custodie dei tuoi dischi. Ricordo te ne mancava sempre una all’appello. Così costringevi me ad aiutarti a cercarla.&lt;br /&gt;Amore, secondo te è normale che adesso abbia paura? Perché è così che mi sento. Perso.&lt;br /&gt;Eri come una verità su di me, sugli altri, sul mondo. Una ragione per incuriosirmi. E una volta che le mie ciglia si saranno asciugate, avrò difficoltà a trovare nuove domande. Ho così tanti ricordi da salvare, da mettere a riparo. Schiverò la demenza, nelle lontane terre del disincanto della vecchiaia. Non dimenticherò niente. Avrò te come punto. Rinascere senza un arto è una fatica che mi sembra inutile sopportare. La volontà è sopravvivere al tuo silenzio. Eppure amore mio, da quando sono bambino,  conosco una storia che ti ho raccontato spesso. Sembra che gli angeli sentano il rumore di un desiderio espresso sottovoce. Se un angelo che passa di qua, decidesse di dire “amen”,  il desiderio si avvererà.&lt;br /&gt;Tu forse potresti raggiungermi, in silenzio, senza fare rumore, e provare a regalarmi tutti gli amen di cui sento di avere bisogno.&lt;br /&gt;Forse lo farai davvero. Io potrei confondere l’animo che ho, e mostrarti una serenità che ti ho promesso. Non mi hai creduto allora, ma tenterei di ingannarti, per un attimo.&lt;br /&gt;Sentirti aprire la porta, gettare la borsa sul pavimento e raggiungermi nello studio. Sentirmi dire che ho voglia di una vacanza. Penso alle cose stupide di cui abbiamo discusso, agli ingorghi della passione che avremmo voluto ci divorasse sempre. Invece abbiamo imparato l’amore, e le promesse che gli innamorati infrangono. Il nostro amore è stato un segreto fra noi; taciuto da ogni voce ma posato sui palmi delle nostre mani.&lt;br /&gt;Il nostro amore era l’unica cosa. L’unica cosa.&lt;br /&gt;Ho pensato per anni che fosse inutile dire che sarebbe stato per sempre. Ora, invece, è come se fosse la sola verità a cui sono capace di affidarmi.&lt;br /&gt;Quindi stringo gli occhi, e tiro fuori quel poco di voce che riesco.&lt;br /&gt;La mia cura su ogni cosa, e la tua cura su di me.&lt;br /&gt;Dì solo amen, amore, presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per sempre.&lt;br /&gt;Carlo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116272504283900328?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116272504283900328/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116272504283900328' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116272504283900328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116272504283900328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/una-lettera-per-caso.html' title='Una lettera per caso'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116247940995550258</id><published>2006-11-02T06:53:00.000-08:00</published><updated>2006-11-02T06:56:49.970-08:00</updated><title type='text'>my sister</title><content type='html'>Non mi somiglia. Non siamo cresciuti insieme. Non ha nulla a che fare con la mia famiglia. Non lo conosco da più di sei mesi. Questo, per chiunque altro dotato di normale perspicacia, lo renderebbe un conoscente; o appena un amico, uno di quelli che guardi ancora con una certa diffidenza.&lt;br /&gt;Eppure.&lt;br /&gt;Quando vai via di casa presto, e ti rendi conto che è passato il tempo in cui tu eri solo un figlio desideroso di cure e premure, il significato di famiglia cambia. Scopri che sei tu a dover rassicurare una madre, a coinvolgere nel tuo mondo bislacco un padre distante. Che i tuoi fratelli, quelli di sangue per davvero, hanno la loro vita e le loro urgenze. Così, nella tua casa alla fine del loro mondo, sei costretto a mordere l’affetto altrove, ed è lì che altri fratelli e sorelle si siederanno alla tua tavola.&lt;br /&gt;Ed è per questo che Matteo oggi è uno “di famiglia”. Pur non sapendo quali vergognosi pantaloni portasse al liceo, quanto imbarazzante sia stato il suo bulbo pilifero quando poteva ancora vantarne uno, e quante paure abbia scavalcato nei suoi anni di attese e desideri. Oggi di fonte a me c’è solo quello che mi riguarda…. Una sorella. My sister. Così, quando soffro per qualche stupida ragione, ho il suo sacco di parole e abbracci da slacciare.&lt;br /&gt;La mia sister ascolta tanta bella musica; mia sister ha la fissa di andare in palestra, e fa un lavoro strano, che per tagliare corto potrei dirvi che ha a che fare con la pubblicità… la mia sister ha gli occhi di ghiaccio e ha un accento veneto che gli correggerei a suon di sganassoni… ma tant’è!&lt;br /&gt;Mia sorella è proprio una forza, è bella e qualche volta fa la civetta (potrei dire scaldacazzi, ma so che si offende). Beve la sambuca illudendosi che la sua vita migliori, come tutte le alcoliste. Ma di anonimo lui non ha nulla… la mia sister è speciale.&lt;br /&gt;La mia sister c’è sempre… e quando lo chiamo mi dice che non lo disturbo...mai. So bene che mente, ma è troppo carino per dire il contrario.&lt;br /&gt;Adesso si è anche mezzo innamorato.. e io dico che sono contento per lui. Certo, per me che annego nella filologia del definire il mio rapporto con il “cagone”, non sarà facile quando a pranzo, uno di questi giorni, la mia sister mi mostrerà l’anulare e mi dirà: mi sono fidanzato! Io farò finta di commuovermi, quando in realtà piangerò per le mie umane disgrazie. E su quell’altare ci salirò anche io, al suo fianco per sorreggerlo nel momento del sì, quando sarà. Gli ho già spiegato che il color lavanda non mi pare indicato per agghindare noi damigelle. Ma considerando il piccolo dettaglio che la mia sister è pure un filo daltonica, penso che sono cazzi amarissimi… perché magari non sarò color lavanda… ma neppure un bell’arancione cangiante mi farebbe sentire a mio agio, ai piedi della croce. Sarebbe come gridare la mia dubbia moralità alle porte del regno dei cieli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo,&lt;br /&gt;You are my sister And I love you&lt;br /&gt;May all of your dreams come true&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116247940995550258?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116247940995550258/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116247940995550258' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116247940995550258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116247940995550258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/11/my-sister.html' title='my sister'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116215057722790814</id><published>2006-10-29T11:34:00.000-08:00</published><updated>2006-10-29T11:36:17.236-08:00</updated><title type='text'>Hey</title><content type='html'>Era l’ora in cui in città si riscaldano i portici, e iniziano a fiammeggiare le feste. L’ora in cui passano gli ultimi autobus, e i ristoranti iniziano a portare i conti agli ultimi tavoli. La notte colava come acqua leggera e bianca;  un giro di perle dell’ultimo venerdì. Ogni cosa era sfumata nei propri argini. Io attraversavo la strada, per il mio ultimo autobus, verso casa di Lui.&lt;br /&gt;Le ruote di una bicicletta bianca rigavano l’asfalto umido, evitando la scia delle macchine che scivolavano accanto.&lt;br /&gt;The crash-boy. Non Lui, ma qualcun’ altro. Eccolo lì, che mi dice hey, raggiungendo il mio ultimo passo sulle strisce pedonali. Eccolo mentre accosta la sua bici al bordo della strada, scende dal sellino e si bagna l’orlo dei jeans su una ruota, mentre il pedale gira in fretta, senza un motivo.&lt;br /&gt;L’altro, dunque. Un’immagine che in autunno non riconosco. Mi piaceva ricordarlo vestito con una sola maglietta a righe e i braghini corti, mentre faceva oscillare sopra il mio naso scottato due birre gelate,  comprate dal pakistano sotto casa mia, prima di infilarsi nel mio letto, al caldo di luglio.&lt;br /&gt;Lui che mi legava la lingua alle mani. Che mi zittiva con un solo fiato sul collo.&lt;br /&gt;Ora lo vedo con la sciarpa leggera e la giacca di velluto. Ma lo riconosco immediatamente, da quel suo hey.&lt;br /&gt;Come nelle palle di vetro, che quando si agitano scende la neve sugli alberi di natale, o su Westminter abbey, così capovolto sapevo che, dopo pochi secondi di testa all’ingiù, avrei scoperto l’effetto di quel gesto: cosa si preparava a piovere dal cielo.&lt;br /&gt;Ed è stato come tirarsi un lenzuolo fino alla testa e perdercisi sotto, e odorare la sua saliva alla caramella sui miei baffi. Molti amori si asciugano sulla pelle, altri bruciano come il sole che si poggia sulle spalle. Lui è l’ultima supernova che ricordi di aver perso, in un silenzioso stupore.&lt;br /&gt;- Chiamami, mi farebbe piacere rivederti.&lt;br /&gt;E il prode destriero a due ruote lo ha riacchiappato in un attimo, dondolandolo sul bagnato della strada, tirandosi dietro anche le sue parole, come un aquilone.&lt;br /&gt;Il tredici dell’ultima corsa mi si è fermato davanti. Ha aperto le porte e io sono stato l’ultimo a salire sopra. Come dovessi convincermi della nuova destinazione. Lo confesso: è stato un viaggio lungo, ma prima che prenotassi la mia fermata, per scendere un paio di chilometri oltre la mia faticosa partenza, avevo già deciso.&lt;br /&gt;Restituirò su due palmi di mani quello stesso silenzio.&lt;br /&gt;Non è l’onestà che brilla sulle ali degli angeli cherubini. E le stelle, quelle vere, non si perdono senza fare rumore, senza che ogni dieci di agosto qualche bambino indichi il cielo, sorprendendosi per lo spettacolo al buio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116215057722790814?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116215057722790814/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116215057722790814' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116215057722790814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116215057722790814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/10/hey.html' title='Hey'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116190734177376076</id><published>2006-10-26T17:00:00.000-07:00</published><updated>2006-10-26T17:02:21.796-07:00</updated><title type='text'>Istantanee al filo</title><content type='html'>Stasera, in un cinema del centro, che avrei voluto descrivere come “fumoso” (se vivessimo negli anni cinquanta) ho visto un film.&lt;br /&gt;“Fur”, viaggio immaginifico sulla vita di una grande fotografa Diane Arbus, per la regia di Steven Shainberg. Una splendida Nicole Kidman, che ha impresso sulla superficie della tela bianca, la sua proiezione di grande respiro. Non credo si essere nato per censire, o esprimere pareri critici, di spessore. Non come il mio caro divertente colto amico sister Matt cornflakesboy ( blog del quale vi caldeggio attenzione). Quando si esce dal cinema, bisognerebbe smettere di pensare al film appena visto e fare altro. Sarà solo il tempo del dopo, a dimostrare il valore di quella pellicola, a seconda di quante e quali cose saliranno a galla. In maniera inaspettata. Sul pelo dell’acqua della mia attenzione,  io rivedo già una serie di fotogrammi, che mi riguardano molto.&lt;br /&gt;Il modo in cui si dimostra il talento della fotografa Arbus, nel cogliere dettagli nascosti, gesti quotidiani che la sua percezione percepisce come probabili focus della sua arte. Movimenti della vita che la circonda, e il suo modo di dichiararne possesso immediato.&lt;br /&gt;Per chi scrive, o desidera farlo, e si misura col proprio destino, domandandosi quanto sia scelto o offerto, succede così. Forse è la serratura attraverso la quale si spia il proprio sé, artista. Accedere dalla normalità, dalla vita ormai invisibile, alla materia viva. A me, per esempio, è sempre successo di considerare ciò che mi accade, non come una normale casualità, non come si inciampa al bordo di una strada imperfetta. Ma una serie di elementi da raccontare, sull’ordine dei quali riflettere. Parlo di incontri sorprendenti, di parole udite per sbaglio, di aneddoti imbarazzanti, dello strano rapporto incestuoso tra il tempo e il caso. E arrivo al rendermi conto di quante cose colpiscano la mia attenzione, come istantanee appese al filo teso, di fronte ai miei occhi attenti: una scarpa slacciata, una poltrona bucata, di cui qualcuno si è disfatto, abbandonandola per strada; una sciarpa dimenticata su una panchina, una musica che scappa da una finestra socchiusa, e la luce di una cucina, accesa a notte fonda, in una delle case di fronte alle mie finestre. E così mi immagino le parole, piuttosto che il silenzio che scorre nelle vene di quei momenti che mi vogliono come spettatore. I pensieri di chi mi ha regalato quell’istante, forse prima di fuggire ai proprio segreti. &lt;br /&gt;Non so spiegare come mi sento, mentre ritaglio da uno solo di questi dettagli improvvisi, il mio desiderio. Quella speciale tensione, oramai vecchia amica, che mi trascina, e mi convince al raccontare. Al nascondermi dentro una storia che scrivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116190734177376076?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116190734177376076/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116190734177376076' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116190734177376076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116190734177376076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/10/istantanee-al-filo.html' title='Istantanee al filo'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116186993723391530</id><published>2006-10-26T06:12:00.000-07:00</published><updated>2006-10-26T06:38:57.676-07:00</updated><title type='text'>Non dirà mai</title><content type='html'>Lui non dirà: “ti amo”.&lt;br /&gt;Non lo ha mai detto,  e sostiene di essere sicuro che non lo dirà mai.&lt;br /&gt;Io e lui sul divano giallo di casa mia, le nostre scarpe sul tappeto a righe, e le sue parole dai contorni bel tracciati, senza sbaffi d’inchiostro.&lt;br /&gt;Ci penso da ieri, da quando mi ha confessato questa sua rinuncia al verbo d’amore per eccellenza. Fra le dichiarazioni possibili, questa è la più comune, la più abusata, la più attesa. Penso a quanto la si riesca a sprecare, a tradire, a dimenticare. Due parole, perfino corte, quasi quanto preposizioni articolate. Ma che nascondono benissimo le scuse per le assenze degli amanti distratti, e le bugie degli amanti mediocri; neanche fosse una coperta in trincea.&lt;br /&gt;Dunque: penso al tramonto perfetto, in riva al mare, mentre la sera d’estate cala intorno… io e lui forse, magari. Io e lui muti peggio dei pesci che vennero a galla per vedere la palla di pelle etc etc.&lt;br /&gt;Penso agli abbracci dopo una lite, penso al respiro affannato dopo la paura di perdere l’altro. Nessuna parola gridata sul presunto epilogo, nessuna promessa.&lt;br /&gt;Sono d’accordo con chi sostiene che i fatti valgano più di mille parole. Dimostrare l’amore, l’affetto, la cura per l’altro, ammorbidisce le volontà, stringe i nodi che tengono legate due persone. Ma io, che sono cresciuto con i telefilm americani, sotto l’albero di natale, in mezzo ai pacchetti, vorrei riconoscere il SUO regalo per quella frase, per quel modo di riconoscersi subito, per quel filo che due parole corte riescono ad estendere, nonostante le distanze.&lt;br /&gt;Penso ai miei genitori e credo di poter dirvi che, se sono qui, se sono nato, è anche grazie a quelle frasi che da ragazzi mio padre avrà detto all’orecchio di mia madre, mentre giravano il mondo in seicento bianca.&lt;br /&gt;Posso rinunciarci?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116186993723391530?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116186993723391530/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116186993723391530' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116186993723391530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116186993723391530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/10/non-dir-mai.html' title='Non dirà mai'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116168787899203044</id><published>2006-10-24T03:31:00.000-07:00</published><updated>2006-10-24T04:04:39.020-07:00</updated><title type='text'>Voce del verbo...</title><content type='html'>Frequentare: incontrare spesso determinate persone; ritrovarsi frequentemente con qualcuno: frequentare gli amici, cattive compagnie | (fig.) studiare, leggere assiduamente: frequentare i classici ||| frequentarsi v. rifl. rec. vedersi, incontrarsi spesso: due amici che non si frequentano più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin da piccolo, quando voglio andare in fondo ai significati delle cose, mi affido al vocabolario. Con la speranza, forse, che le definizioni mi chiariscano una volta per tutte quale sia la reale destinazione delle azioni che mi riguardano. Così “frequentare” oggi diventa il mio interesse. E mi rendo conto di come questa voce nello specifico, infinita o riflessiva che sia, mi sta stretta come un paio di jeans lavati a novanta gradi. &lt;br /&gt;Lui mi dice: ci stiamo frequentando! E io penso… ‘spetta che guardo nel dizionario! Lo so, è paradossale, ma è sempre meglio di far finta di aver capito.&lt;br /&gt;Lui, è uno di quei lui, che sembra abbia infinite dita della mano dietro le quali nascondersi. Lui è uno di quei lui che certamente ha un nome proprio, ma che eviterò di scrivere. Ergo: lui sarà solo lui, o altrimenti detto… “ il cagone”.&lt;br /&gt;Se penso al “ritrovarsi frequentemente”, mi viene in mente che allora frequento anche il mio portiere? Beh, mi capita di ritrovarlo al supermercato dietro casa, davanti al banco salumi molto spesso! Così come mi capita di frequentare anche la postina, che ritrovo sovente nell’atrio d’ingresso del mio palazzo! ( e io che pensavo di avere una vita sociale contenuta… adesso mi sento un poligamo fedifrago da gogna).&lt;br /&gt;Frequentare amici o cattive compagnie? Mi piacerebbe braccare il cagone e chiedergli quale di questi due paradigmi crede sia più indicato per noi due. In ogni caso sfida la mia furia che minaccia percosse, senza indugio!&lt;br /&gt;Da questa frettolosa speculazione necessaria mi viene in mente una domanda da porvi: quante volte ci consoliamo dietro nomi corti per estensioni di rapporto delle quali abbiamo paura? Quanto spesso succede che si abbia timore di dare il vero nome alle cose? La lingua di cui ci serviamo, e le sue definizioni, diventano davvero un legame, un modo di precisare l’idea che abbiamo dell’altro e della nostra volontà di tenercelo stretto?&lt;br /&gt;La lingua non ha mai nessun dubbio? Nessuna soggettiva incertezza?&lt;br /&gt;E in fondo: serve davvero?&lt;br /&gt;Ti frequento, esco con te, ti vedo… evidentemente vie di mezzo di una linea tesa fra due punti: il non conoscersi e il promettersi ogni cosa. A me viene voglia di intenderlo come un percorso, come una traiettoria che valga la pena seguire. Il cagone fa finta di capire. Magari cerca ogni mio singolo termine sul suo dizionario. Prima parola da cercare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagone: tu.&lt;br /&gt;(chissà che faccia ha fatto!)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116168787899203044?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116168787899203044/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116168787899203044' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116168787899203044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116168787899203044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/10/voce-del-verbo.html' title='Voce del verbo...'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-116143202349433998</id><published>2006-10-21T04:27:00.000-07:00</published><updated>2006-10-21T05:00:23.506-07:00</updated><title type='text'>Becomin' famous</title><content type='html'>Vorrei conoscere gli autori di questo  telefilm che mi sono abituato a chiamare “la mia vita”. Potrebbero spiegarmi perché non ci sono mai pause pubblicitarie, da permettermi almeno di andare di corsa in bagno a far pipì.&lt;br /&gt;Alecs andros… in greco significa più o meno: l’uomo che viene prima. E direi che non è una gran bella predestinazione. Mi sono convinto che in fondo, traslando, potrei intendere la cosa in molte maniere, del tutto consolanti. Ma non è stato affatto facile.&lt;br /&gt;Sono schiavo delle mie sigarette, fumate tutte troppo in fretta; dei miei caffè cortissimi, tirati giù senza troppi complimenti;  della musica suonata forte; dei libri che ho già letto e che avrei voluto scrivere; di tutti gli altri libri sul pavimento di casa mia, in attesa di essere letti, come fosse il futuro a promettersi a loro.&lt;br /&gt;Nascere con il mare davanti agli occhi, ti fa sembrare il resto del mondo una terra di conquista. E quante cose avrei da dire su queste gesta e tutte le improbabili traiettorie. A volte non proprio dritte. La mia corsia, nella fattispecie, drizzandola qua e là, mi ha portato a Bologna diversi anni fa. Ed è così bello vederla avvolta nella nebbia, da dietro i vetri di casa mia. Così che il mare diventi l’unica nostalgia che ricordi volentieri.&lt;br /&gt;Io feticista del verbo sin dal primo vagito, conservo ogni cosa abbia visto e trattenuto nei pugni, fino ad oggi. Un po’ come succede a chiunque. Niente di speciale.&lt;br /&gt;Il primo giorno in ogni casa dove abbia abitato, così come l’ultimo, chiudendomi ogni singola porta alle spalle. Come l’amore, che non è mai mancato all’appello. E oggi, consumo il mio tempo sulle carte di un libro che prima o poi trascinerò fino alla fine, ritrovandomi per le mani una storia che non sia la mia, ma che lo sia come nessun’altra.&lt;br /&gt;Dei miei amici parlerò, come esempi da non seguire se non in casi di pura emergenza. Delle domeniche perse a guardare il soffitto per qualche pensiero storto, difficile da sciogliere. Del cioccolato fondente che cola, goloso come le notti da scaldare.&lt;br /&gt;E di tutto quello che succede, come il buco con la menta tutta intorno.&lt;br /&gt;- Non tutto quello che si pensa si può dire, ricordatelo….- mi disse la mamma, una volta.&lt;br /&gt;Ed è da allora che penso, ardentemente:&lt;br /&gt;- Quisquiglie!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-116143202349433998?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aleconair.blogspot.com/feeds/116143202349433998/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36390728&amp;postID=116143202349433998' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116143202349433998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36390728/posts/default/116143202349433998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aleconair.blogspot.com/2006/10/becomin-famous.html' title='Becomin&apos; famous'/><author><name>Alec</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994734057602061242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
