<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-36390728</atom:id><lastBuildDate>Sat, 28 Nov 2009 07:32:35 +0000</lastBuildDate><title>lingualunga</title><description>SE UN SILENZIO VALE PIU' DI MILLE PAROLE... IO SCELGO MILLE PAROLE COMUNQUE.</description><link>http://aleconair.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Alec)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>69</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8943592351196914257</guid><pubDate>Thu, 12 Jun 2008 08:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-12T02:03:47.768-07:00</atom:updated><title>Età al limone</title><description>Ieri camminava con me. I nostri gomiti si sfioravano spesso. Guardarlo sorridere, cedere all’imbarazzo di quel momento mi divertiva. Era fresco, come un limone tagliato sotto la pioggia di questi giorni.&lt;br /&gt;Gli ho chiesto che profumo portasse. Sembrava contento che lo avessi notato. Non incontravo nessuno come lui da non ricordo quanto tempo ormai. Trovavo tenero il fatto che la sua maglietta fosse stata scelta con cura, perché magari la preferita, magari quella che gli stava meglio.&lt;br /&gt;Dietro il Pavaglione mi si è messo davanti, e io gli sono finito addosso. Sono diventato un trentenne disattendo al corteggiamento? Sentivo il suo desiderio, e mi faceva quasi paura.&lt;br /&gt;Mi ha baciato, lieve, leggero, e ha aspettato che dicessi qualcosa. In quel momento tu non eri lì, e io non ero del tutto io. L’ho tirato a me, e gli ho restituito quel bacio, moltiplicandolo di respiri, di naso su naso, di mani sul collo, di sorrisi tra labbra e labbra. E tu non eri lì, e tu non eri lì, e io lì non ti ci volevo.&lt;br /&gt;L’odore della sua saliva sui miei baffi era straniero; mi è entrato nel naso e mi ricordava a ogni passo che tutto è diverso ora. I miei nuovi mercoledì senza te possono essere così, e tu non lo sai, e tu non lo sai, e io voglio che tu non lo sappia.&lt;br /&gt;Ogni cosa di me ieri ha respirato profondo, senza paura di trovare te in fondo alla pancia.&lt;br /&gt;Non ho bisogno di sapere che succederà, e la cosa ti sorprenderebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Matteo aveva ragione: diventavo le parole della canzone di Moltheni “l’età migliore”.&lt;br /&gt;…”Lingua ferma meraviglia labbra timide, come un’unghia graffia cicatrizzi la mia età, tu sei la malattia di quella gioia che non è più la mia, prendi me offro garanzie prive di calcoli, ma tu colorami di verde giallo e blu, arcobaleno io, profumo in aria tu….”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8943592351196914257?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2008/06/et-al-limone.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4274611455261476746</guid><pubDate>Tue, 20 May 2008 17:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-20T10:53:31.104-07:00</atom:updated><title>Finché</title><description>È una lezione dura. È una sottile linea d’ombra che spesso si ignora. Ci siamo abituati a quel piccolo sprazzo di felicità, bugiarda per l'eternità, e niente, oltre quella, ci pare abbia senso. Eppure.&lt;br /&gt;In questi due mesi di straccio fra i denti ho spesso domandato il nome delle cose all’amore, come se tutto sapesse, come se ogni cosa capisse.&lt;br /&gt;Amare è complicato, e la possibilità che una cosa immensa ci nasca dentro è infinitamente rara.&lt;br /&gt;Con la parola amore voglio significare la forma pura; un profumo che in natura non esiste, ma solo nell’immaginazione degli uomini più impavidi.&lt;br /&gt;In questi due mesi ho capito che non esiste un amore inutile, sprecato. Di cui rimproverarci.&lt;br /&gt;Mi sento quindi fortunato ad avere una foresta dentro, che fiorisce nonostante la bufera. Ben protetta dalle mani, come tenessi accesa una candela su una scogliera d’inverno.&lt;br /&gt;Amo colui che ora è lontano e in silenzio, che conosce questo amore come il palmo della sua mano. Questo amore che è mio.&lt;br /&gt;Che è grande e non ha paura, né pudore. Questo amore che ha ancora fiato nonostante le corse, questo amore che preme sul mio costato nelle notti troppo lunghe. Si fa sentire questo amore, qui dentro.&lt;br /&gt;Amo colui che ho lasciato andare, sistemando la mia rotta verso qualunque deriva del mondo. Non ha importanza.&lt;br /&gt;I miei occhi, le mie orecchie, tutto di me ricorderà che io so amare così, coraggiosamente.&lt;br /&gt;Questo amore sono io, in tutto. E lo difendo. Tenendolo al caldo.&lt;br /&gt;…. Finchè sarà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4274611455261476746?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2008/05/finch.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-2672516743437978897</guid><pubDate>Mon, 07 Apr 2008 10:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-07T03:50:53.057-07:00</atom:updated><title>Eroi</title><description>Oggi nevica polline. Letteralmente. Io sto a occhi stretti, perché naturalmente qualche anno fa mi è piombata una splendida e immancabile allergia. Come se non ne avessi abbastanza. Beh comunque; in giorni così mi ricordo di quando facevo il liceo, ed era bellissimo fare sega a scuola e andare al mare. I primi caldi, quando le giacche le si lasciava sotto la sella del motorino. Erano in giorni così che ci si poteva innamorare. A me è successo. Almeno un centinaio di volte. Pochissimi lo hanno saputo, e altrettanto pochi si sono fatti trascinare dietro le fresche frasche.&lt;br /&gt;Oggi ho voglia di pensare a quanto era facile scivolare dentro un sentimento, immaturo e libero da ogni cosa. Potevo promettere l’anima. E non c’era il peso di parole buttate al vento, dietro le spalle. Eravamo tutti curiosi di sapere cosa fosse l’amore, magari anche l’incerta idea del possesso ci faceva brillare gli occhi. Ma era tutto lì, speso in un attimo.&lt;br /&gt;Mi manca la leggerezza del cuore; quella leggerezza che non è mediata da nessuna paura.&lt;br /&gt;Quell’ebbrezza di poter pensare che fosse per sempre; un amore ingenuo che guaiva di inesperienza.&lt;br /&gt;Ci penso proprio oggi e non è un caso.&lt;br /&gt;Penso a quante coppie mature e rodate io conosca. E ci metto un secondo. Quante altre invece ho visto nascere e sciupare? Un’infinità. Mi dico che è normale, che veniamo posseduti da un brivido che ci tiene stretti, e che dura sempre troppo poco. Penso a quanti vorrebbero trasformare un loro eventuale rapporto in una cosa che assomigli a una famiglia, e che sia di fatto come una famiglia. Eppure io continuo a vedere moltissimi giovani, amici, e amici di amici, che faticano a lasciarsi andare all’amore. Quel gioco che si faceva a quindici anni, quando si arriva ad avere trent’anni è una sfida, una lotta con sé stessi e con l’altro. Accedere e rendersi accessibili diventa quasi un lavoro.&lt;br /&gt;Per una volta non penso a me, ma a quello che vedo attorno. Succede sempre meno spesso di conoscere una coppia; e quando accade mi scopro meravigliato di sapere che magari il loro rapporto dura da diversi anni. C’è sempre l’esigenza di complimentarsi, di incoraggiare il loro amore, come fossero tornati dalla guerra e avessero trovato un modo per resistere al bruciore delle ferite; li vedo inconsciamente come eroi. Non dovrebbe essere normale? Hanno un lavoro e degli amici, si sono conosciuti in discoteca, si sono baciati sotto la consolle, e da allora non si sono mai lasciati. Hanno avuto i loro litigi, le loro ombre ma chi no…. E stanno insieme e magari vanno anche a vivere insieme dopo qualche tempo, perché “spendere due affitti è stupido e perché ci vogliamo bene”. Io mi ritrovo a meravigliarmi. E mi vergogno!&lt;br /&gt;Stamattina ho saputo che l’ennesima coppia si è persa; hanno allentato la stretta e si sono allontanati. A quindici anni si soffrirebbe in maniera diversa, unica penso! Forse si piangerebbe mentre la compagna di banco ti accarezza i capelli durante la ricreazione chiusi in bagno (ops, eccomi!). Invece a trenta ci si trincera dentro il gelido riserbo che quella storia è nostra. Che è difficile spiegare. Non ce ne accorgiamo, ma momenti così ci restano dentro in qualche modo, sempre di più. E ci cambiano. Per motivi che hanno sempre meno senso, e sempre meno parole.&lt;br /&gt;Vorrei imparare a meravigliarmi di questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-2672516743437978897?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2008/04/eroi.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6943978226582310860</guid><pubDate>Mon, 17 Mar 2008 10:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-17T03:26:49.768-07:00</atom:updated><title>La Gegia</title><description>Sapete che non mi eri reso conto quanto fosse passato dal mio ultimo post? Allora è proprio vera quella cosa che si dice: quando si invecchia non si tiene più conto del tempo che passa!&lt;br /&gt;In effetti, ripensandoci, di acqua ne è scorsa sotto i ponti; e fra le mille cose trascurabili che per scelta e profondo senso di vergogna non menzionerò, annuncio subito che la Gegia si è laureata.&lt;br /&gt;La Gegia (mmmh forse dovrei chiamarlo Gigi), l’ho conosciuto il primissimo anno qua a Bo. Era, come dire, alquanto grottesco. Mingherlino, e ostinatamente convinto che vestirsi di acrilico fosse cool. Se sfregava le cosce con una certa insistenza faceva le scintille. Obbiettivamente era un bel colpo di teatro, quando entravamo in un locale e io mi facevo spazio tra la folla, circondato da raggi di fuoco incrociati, che manco le Destiny’s Child avrebbero osato. Erano anni quelli!&lt;br /&gt;A Gigi basta guardarmi in faccia per scoppiare in una fragorosa risata. Mi sono mai offeso? Naaa, capisco perché succeda invece. Abbiamo un senso dell’umorismo ben calibrato. Io sono il comico, e lui le risate registrate. Non posso evitarlo.&lt;br /&gt;Anche Gigi tende ad innamorarsi dei ragazzi sbagliati: e questo perché anche lui è sano di mente, e sa che questo è l’unico modo per divertirsi, alla fine della fiera.&lt;br /&gt;Negli anni il suo look è decisamente migliorato, tanto da farlo diventare invidiatissimo stylist.&lt;br /&gt;Se hai un’occasione importante, vai da Gigi e siediti sul suo grande letto. Lui ti guarderà con gli occhi stretti, e ti dirà: ok, vediamo se cogli (traduco: vediamo se riesci a decifrare l’ambiziosa proposta che ti faccio). Si intrufolerà nel suo armadio sottratto a Mary Poppins, e tornerà alla luce con capetti unici e irripetibili. Così la processione delle amiche in crisi di guardaroba si scorge dall’angolo di via Zamboni quasi.&lt;br /&gt;All’ultima festa era vestito da Miss Italia, con tanto di fascia acqua Rocchetta. Memorabili i suoi party a tema. Direi che su tutti vince: “Il matrimonio napoletano”. Ma anche “Madonna tutte le versioni” è passato alla storia. (Sì, ho reperti foto… e no, non posso proprio postarle.)&lt;br /&gt;Nella sua tesi di laurea mi ringrazia per averlo aiutato a scomporre difficili discorsi e averlo guidato ad analizzarli pezzo per pezzo. Questo fa di me una psicotica, detta così. Ma io so cosa volesse intendere il buono e bravo Gigi. E mi commuovo per questo.&lt;br /&gt;La cosa che invidio di più al mio amico è il fatto di saper mantenere un rapporto splendido coi suoi ex. Io dribblo le diffide invece. Lui no, lui invita tutti a cena, ex e nuovi morosi, in un accorato simposio di sensi amorosi, passati e trapassati.&lt;br /&gt;I miei ex si nascondono dietro i pali della luce se mi incontrano per caso (tutti furbissimi quindi). A ognuno il suo mi verrebbe da dire.&lt;br /&gt;Gegia passa senza avvisare. Come la stella cometa. Lei arriverà, e tu lo sai. Poco importa se sei impelagato in qualche nuova posizione tantrica, o se sei nel sonno più profondo tu abbia mai conosciuto. Lui suona con una certa foga il tuo citofono, e quando tu dici: sììììì, lui ribatte: caffè?&lt;br /&gt;Non si stupisca del perché poi, una volta salito in casa, sia lui a dover svitare la caffettiera.&lt;br /&gt;Gigi tiene un segreto, al punto tale che si dimentica tutto. Ogni volta che lo incontri gli devi ricordare gli antefatti degli antefatti, come fosse una dolce nonnina rimbambita.&lt;br /&gt;Sapevo io, come tutti del resto, che una volta laureato, la sua intenzione fosse quella di migrare altrove. Bologna ti abitua a questo, ed è sempre doloroso come fosse inaspettato. Gigi andrà a Madrid, e io gli auguro il miglior futuro del mondo. Lui non lo dice, ma sappiamo tutti che si vede già vestita in abito bianco, col velo fin sotto le ascelle.&lt;br /&gt;E tornane Gì ogni tanto, che già ce ne la fumiamo davanti a un caffè a casa mia, che farai tu. E a me dammene il piattino che non siamo zingari.&lt;br /&gt;Buena suerte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6943978226582310860?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2008/03/la-gegia.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-3104310334232612777</guid><pubDate>Fri, 15 Feb 2008 17:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-15T09:51:32.681-08:00</atom:updated><title>rosa rosae rosae rosam....</title><description>Oddio. Mi sono svegliato e non volevo crederci. Ma com’è possibile che la rosa di san Valentino sia già morta? NO, abbiate pazienza, qualcuno a questo punto mi deve delle risposte! Quanta vita avrà? Trentasei ore? Bene, fottura rosa, forse non sai che io sono circa vent’anni che aspetto che tu ci sia, nella mia casa, nella mia vita. Lazzaro alzati e fiorisci. Sì, fiorisci e germoglia per i prossimi sei mesi. Ti concedo eventualmente un minimo avvizzimento in prossimità della calura estiva, ma bona!&lt;br /&gt;Eh? Che dite? Ah già, sì alla fine la rosa me l’ha regalata. Me l’ha allungata distrattamente mentre io squittivo. Il verso era più quello che Daril Hanna fa, nella sua encomiabile interpretazione, in “Splash, una sirena a Manhattan”. Insomma, stringando, io gioivo. Lei, la rosa, era di un bel rosso rubino, molto passion, molto tadaaaan, d’effetto.&lt;br /&gt;Io non ho neppure un vaso in casa. Diciamo che la mia abitudine nel ricevere fiori ha un tasso di frequenza simile alla temperatura di Alghero… ovvero non rilevabile!&lt;br /&gt;Così mi sono arrangiato. E, come scrive il manuale della non più giovanissima prociona, ho infilato lo stelo dentro una bottiglia di vetro. Era così decadente, così “di fortuna”. Molto squatter. Era perfetta. Mi sono addormentato guardandola, e promettendomi che non avrei giudicato il mio fidanzato mai più, o almeno non prima di avere davvero una ragione.&lt;br /&gt;Quella rosa è il simbolo che gli imprevisti succedono, se si smette di sperare.&lt;br /&gt;Non poteva avere altro destino, se non la morte! Ora me ne rendo conto. È talmente semplice, prevedibile, che non so perché mi stia stupendo.&lt;br /&gt;Ma un fatto è davvero accaduto: lui è uscito dal lavoro, stanco e strascicante. E ha avuto l’adorabile idea di fermarsi da un fioraio sulla strada, per me. Per farmi contento. Contro ogni sua idea di stucchevole abbrutimento. Per un attimo ha dovuto fingere di essere umano, romantico, comune.&lt;br /&gt;Non deve essere stata una passeggiata di salute. Immaginatevi la fioraia. Avrà pensato: ecco l’ultimo della giornata, uno dei ritardatari. Comprerà una rosa per la sua fidanzata (e qua mi si inorgoglisce il petto), che avrà preparato una cena per lui, di ritorno dal lavoro (oddio, sì, sono io.. quella stronza col grembiule e le dosi di sale sbagliate… signora fioraia sta parlando di me, più o meno). Lui avrà bestemmiato per il rincaro delle rose, giustapposto il 14 febbraio, e sarà ripartito sui viali dimenticandosi le quattro frecce accese, quattro. Cupido ce fai una pippa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, muori rosa bastarda, che tanto con tutte le sigarette che mi fumo nei ritagli del tempo non avresti mica avuto una vita sana. Il miracolo è già avvenuto. E comunque non ditelo a nessuno, però a me i fiori manco piacciono. Ma qua si sta parlando di impegno, di amore,... e soprattutto di quanto io sia diventato bravo a fare gli occhi dolci, a ricevere senza dover più manco fiatare! beh!&lt;br /&gt;Sant'uomo... qualcuno se lo ricorderà per questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-3104310334232612777?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2008/02/rosa-rosae-rosae-rosam.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4945944869154869471</guid><pubDate>Mon, 11 Feb 2008 11:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-11T03:16:34.087-08:00</atom:updated><title>Rossore e cioccolato</title><description>Ma non è che per caso è arrivata la primavera e io non me ne sono accorto? No, lo so che fa ancora un discreto freddino, ma io mi sento rincojonito come quando arriva caldo. Intanto dormo una quantità di ore spropositate, e alla mia sveglia la mia faccia è il doppio del solito. Nell’aprire le imposte sento lo stupore del mio pubblico, e io tranquillizzo tutti: noooo, state buoni, è solo botox.&lt;br /&gt;Però alla sera tutto si sgonfia e rimane la solita guanciotta un po’ avvilita e sfinita nell’aver trattenuto il fiato per le precedenti dieci ore. Com’è?&lt;br /&gt;Poi vabbè, il mio fidanzato ha problemi gastro intestinali da dieci giorni (come so essere garbato!).&lt;br /&gt;Questa cosa sta minando il nostro rapporto sin dalle fondamenta. Ora, siamo seri. Sì io lo amo, ma non devo amare tutto di lui, giusto? Quando il mio fidanzato si ammala, è una tragedia. Intanto si lamenta come se gli avessero asportato un rene e lo avessero lasciato lì, aperto, sotto sale magari!&lt;br /&gt;E che sarà mai, dico io!&lt;br /&gt;Se gli proponi di farsi vedere da un medico, storce il naso e dice che non è poi così grave. Ipocrita.&lt;br /&gt;A dire il vero ha sempre avuto una decisa tendenza a parlare in modo dettagliato dei suoi prodotto biologici. Quindi da dieci giorni potete immaginarvi quale sia l’argomento clou.&lt;br /&gt;Sarà anche per questo che temo il giorno in cui lui e la Mater si incontreranno. Non dico mica che sia imminente, ma magari succederà prima o poi.&lt;br /&gt;Nella mia famiglia c’è sempre stato molto pudore per la cacca. Solo per quella direi, perché di ogni altra cosa sgradevole no. Affatto. Ma la cacca è proprio un tabù.&lt;br /&gt;Beh, io sono sfibrato. Lui si prepara il riso in bianco, e io magari quella sera ho voglia di una pasta all’arrabbiata. Per dire! Ma secondo voi mi devo sentire in colpa? Ieri ha insistito perché nel bel mezzo della cena portassi via una bottiglia di olio che non dava fastidio a nessuno. Dai, mi diceva, mettila in cucina. Per non discutere mi sono alzato come un automa e sono andato di là, per accontentarlo. Al mio ritorno lui aveva due forchette, e dico due, infilate nel mio piatto, e punzecchiava le penne con una rapidità di movimento da sfidare la percezione visiva. Quando si è accorto che io ero lì, tadaaan, ha abbassato gli occhi e mi ha detto che era solo curioso di assaggiare la mia pasta!&lt;br /&gt;È ufficiale: il mio fidanzato ha dodici anni! Nessuno lo sa ma è così. Ha la barba perché è precoce. E gli hanno dato una laurea quando avrebbe dovuto frequentare la seconda elementare. Sono sicuro sia così!&lt;br /&gt;Per il resto presto sarà san Valentino. Io non ci ho mai tenuto più di tanto. Ma chissà perché quest’anno gli ho proposto di fare qualcosa insieme! Lui mi ha guardato, con le labbra che tremavano dal riso. Ha sollevato gli occhi al cielo come se stesse pensando un modo carino per dirmi che forse non era il caso… io aspettavo intanto con entusiasmo medio, scemante…. Lui ha detto solo: levatelo dalla testa!&lt;br /&gt;Ho pensato: non saltargli al collo, che se poi accidentalmente succede qualcosa non hai neppure una vasca dove versargli dell’acido addosso…. Sarebbe difficile sfuggire alla legge.&lt;br /&gt;Motivo? Beh dai, che ci frega… non abbiamo bisogno di omologarci. Eccheduecoglioni! Mi sono rotto dei contestatori sociali, di quelli che fanno gli alternativi, di quelli che credono nella loro personalità dirompente più di qualunque innocua tradizione. Volevo solo dei cioccolatini e chessò, un ora d’amore?&lt;br /&gt;Giovedì mangerò cioccolato da solo, e mi farò venire un attacco diarroico. E mi lamenterò molto, dicendogli che ho bisogno di lui per tutto il weekend; che mi tenga la manina mentre starò curvo sul cesso…… scommettiamo che il prossimo anno mi porta alle Maldive?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4945944869154869471?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2008/02/rossore-e-cioccolato.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6858757197171904609</guid><pubDate>Mon, 28 Jan 2008 10:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-28T02:36:05.912-08:00</atom:updated><title>Daiamon's epiphany</title><description>“Per cui se succede che qualche argomento rimane silente o qualche risposta sia un poco sfuggente, sappi che a volte nella mia testa cade una grandine molto violenta. Forse passeggera, ma poi ritornerà. Tu non aspettarmi, preparati pure un sandwich.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa frase di Cristina Donà mi è parsa perfetta. Un incipit sconclusionato, per ripiegare questo lungo silenzio ingiustificato. Perché sì, oggi va molto di moda dire che si è stati in rehab. Ma no, they didn’t try to (cito la Winehouse, notate la sottigliezza please). Oggi tira di brutto alludere a qualche intervento chirurgico più degenza debilitante, ma aridaje no. So “bbella” de mio.&lt;br /&gt;Solo che… la dico proprio tutta: mi andava di starmene un po’ in silenzio. Non che ci fosse davvero qualcosa da risolvere, ma il mio piccolo mondo aveva qualche screpolatura, che non sapevo raccontare. Così ho fatto in modo che l’universo, il mio almeno, tirasse fiato.&lt;br /&gt;Ho questa maledetta idea di perfezione di ogni cosa, che finchè ero sbarbo era anche una cosa carina. Oggi assomiglia più a una patologia scomoda. Lo so! E vabbè. E il silenzio mi aiuta; mi da il tempo di accettare quel che di me vorrei che cambiasse. La mia eterna rivoluzione.&lt;br /&gt;Ora di certo non mi spaccerò come persona nuova. Figurarsi! Sono il solito casino. Però ho meno peso sulle spalle. Quindi: buon per me. Vai a capire come ci sono riuscito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio cuore è sempre lì. Ha un po’ più spazio ora, per crescere. E l’amore insegna, è proprio vero! Per quanto ingrato sia il muro col quale in continuazione mi tocca incappare, di capoccia, alla fine della giornata Luca mi sembra la cosa più immediata, normale, pulita e spontanea che mi stia davanti agli occhi. Credo dipenda da tutta la fatica spesa fin qua. No, non è stata esattamente una passeggiata di salute. Vedete, è cosa chiara a chi mi conosce che l’amore che vivo è indomito, in quanto ha superato pronostici altamente disfattisti. Il segreto non l’ho capito neppure io, che difficilmente lascio qualcosa dietro le spalle senza rifletterci un po’ sopra. Forse l’unica spiegazione è che le cose accadono; forse la Bertè ha ragione nel dire che l’amore… ti sceglie. E fanculo gli innumerevoli esperimenti di ognuno.  E so che in molti fuori da questo foglio, da questa pagina, mentre io scrivo, pensano di non essere stati capaci abbastanza.  Ma non è una sfida.&lt;br /&gt;Sapete che c’è un luogo in ognuno di noi, che ci riguarda? Si chiama Daiamon. Una riva che sta oltre l’anima. Una tasca profonda della nostra pancia. Ci sono tutte quelle cose che non possiamo toccare, ma che conosciamo bene. Le nostre paure, i nostri bisogni, le nostre disfatte. La nostra mano arriva solo al bordo di questa piega di noi. Inutile cercare di allungarci le braccia.&lt;br /&gt;Il punto è che ci si può fare a pugni una vita col Daiamon, ma sarà tutto tempo perso.&lt;br /&gt;Quando qualcuno di noi fugge, non deve essere sorpreso. Dentro la tasca ci sono tutte le risposte che spiegano i nostri perché. Ma, piuttosto che in conflitto, io suggerirei una resa. Un’ammissione sincera di quello che ci imbavaglia le volontà. Perché tutti abbiamo le mani legate, superati i confini del nostro tracciato. E l’amore, per esempio, non ha destinazione alcuna.&lt;br /&gt;E ti immagino con il cuscino appena premuto sul viso. Magari riesci ad addormentarti prima di ieri notte. Magari il tuo respiro caldo ammorbidirà la fronte, stretta nella piega del tuo dubbio.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe che scoprissi da solo, e presto, quanta vita ti arriva addosso di corsa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, alla fine, ho deciso di cambiare casa. Ho pesato le idee, e ho scoperto che sono più grandi di quanto credessi. Le mie quattro mura mi sembrano così strette adesso. Mi hanno pagato per un lavoro di scrittura. Non un granché, ma quando la mia passione diventa soldo la mia mania di grandezza diventa obesa, più del solito intendo. Con questi soldi mi piacerebbe comprare un violoncello. Ho sempre sognato di imparare a suonarlo. Un onda grave, di suono armonizzato, dentro mura più ampie. Che bel domani che sarebbe. E perché non dovrebbe esserlo? Mi ci vedo, seduto e contrito come un musicista intenso, mentre Lu scola la pasta e decide in segreto come sbarazzarsi dell’archetto.&lt;br /&gt;Ecco un’altra cosa che farebbe della mia vita… la mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto sommato, quindi, me la cavo.&lt;br /&gt;Vi abbraccio; mi siete carissimi quando vi preoccupate per me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6858757197171904609?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2008/01/daiamons-epiphany.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8818412781129930193</guid><pubDate>Wed, 28 Nov 2007 11:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T00:41:08.724-08:00</atom:updated><title>Quell'anima inquieta</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/R01Tzl_9xkI/AAAAAAAAAB0/-uzK0A3ZJIg/s1600-h/DSCF0216.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137854895738439234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/R01Tzl_9xkI/AAAAAAAAAB0/-uzK0A3ZJIg/s320/DSCF0216.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mad, oggi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ci siamo mai persi, in questo frattempo. Quando ha letto il mio ultimo post mi ha confessato che per lei è stato come un salto nel tempo. Siamo forse molto distanti da quelle versioni di noi due bambini, ma neanche poi tanto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le ho chiesto come avrebbe voluto che definissi i suoi ultimi tentativi di evasione verso quel mare, e mi ha chiesto di dire che negli ultimi dieci anni ha teso spesso l'elastico verso quell'infinito, che l'orizzonte ci ha suggerito sempre. Ha viaggiato, vissuto in posti lontani, ed è sempre tornata a casa diversa, e più che mai se stessa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pur avendo, forse, raggiunto quell'immagine di se che desiderava diventare allora, in un suo altrove privato, ammette di non aver ancora sciolto vecchi fardelli adolescenziali. Forse ci ritroviamo in quella macchina, chiudendo gli occhi, nelle nostre emozioni. Per quanto improbabili le nostre direzioni siano state.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Facciamo ancora il gioco di scambiarci musica indie. Ma, figli del nostro tempo, oggi lo facciamo attraversi msn. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mad, ogni bene, e per sempre buon viaggio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8818412781129930193?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/11/quellanima-inquieta.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/R01Tzl_9xkI/AAAAAAAAAB0/-uzK0A3ZJIg/s72-c/DSCF0216.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-707894725122128786</guid><pubDate>Sat, 17 Nov 2007 16:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-17T08:11:26.919-08:00</atom:updated><title>Barattoli e suole</title><description>Dieci anni andavo a vedere il tramonto. Guidavo la macchina di mia madre, dentro la quale mi era stato categoricamente proibito di fumare. Io facevo finta di dimenticarmelo, così passavo a prendere la mia amica Maddalena, la mia compagna di banco, e la portavo al mare. Appena lei entrava in macchina accendeva due sigarette, di seguito; una per lei e l’altra per me. Sapeva, senza che glielo dovessi ricordare, che doveva abbassare il finestrino. Aveva sempre un po’ di musica sconosciuta, che non si sentiva per radio o per tv. Diceva che gliela spacciava il cugino. Un cugino che io devo aver visto un paio di volte, ma di cui non ricordo nemmeno il nome. Era musica indie, si diceva. Così ascoltavamo la cassetta infilata nell’autoradio. Quando una musica non ci piaceva tanto abbassavamo il volume, e coprivamo l’aria di chiacchiere. Era l’ultimo anno del liceo, e figurarsi se non avevamo qualcosa di cui parlare. Le opinioni che esprimevamo erano il primo segno che potevamo definirci persone adulte, con delle idee. Eravamo forse un filo troppo cinici. Ma le opinioni migliori erano proprio quelle sarcastiche, ingrate, di sicuro successo.&lt;br /&gt;Ma quando una musica ci piaceva, beh allora stavamo in religioso silenzio. Ci occupavamo solo di soffiare il fumo delle sigarette, già troppe, fuori dal finestrino.&lt;br /&gt; Sono cresciuto in un posto dove, se sei fortunato e guidi svelto dopo i compiti, puoi vedere il sole che si tuffa sul mare. Io e Mad guardavamo il mare. Sicuri che dietro quel sole ci fosse un contorno di terra, prima o poi. Se cresci dove sono cresciuto io l’orizzonte lo vedi davvero, e il cielo ti chiude da parte a parte, come una campana, come un bicchiere che ti si rovescia sopra. Ricordo che lei sperava di fuggire, di andarsene da casa, perché dei genitori non ne poteva più. Mad aveva i capelli arruffati, e portava gioielli etnici eccentrici. Era la mia bellissima anima inquieta, seduta accanto. Io ero quel che ero, anche se non lo sapevo. Avevo perso quello che avrei definito in seguito: il mio più grande amore. Il mio amore che aveva preso un aereo ed era scappato da tutto. Un uomo che negli anni avrei inseguito, ripreso e poi perso. Un uomo che si è perfino sposato con un altro uomo.&lt;br /&gt;L’uomo del cuore, che oggi amo come un fratello. Ma allora, seduto al volante della macchina di mia madre, con di fianco Mad, ignoravo ogni cosa. Era l’orizzonte a rapire il mio sguardo. Speravo solo di avere abbastanza vento nelle suole per poter inseguire quel che potevo solo immaginare.&lt;br /&gt;Non passò molto che lasciai l’isola, arrivando da qualche altra parte. Mi lasciai Maddalena alle spalle, che mi salutò sperano che almeno io riuscissi ad avverare almeno la metà delle nostre promesse, del nostro coraggio chiuso in barattoli di vetro. Quei barattoli spesso mi sono serviti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho ascoltato una canzone di Ani di Franco. Una di quelle canzoni che fecero tacere me e Mad per un bel po’. Una canzone da tramonto sul mare. Una canzone che non ricordavo.&lt;br /&gt;Penso solo che i miei orizzonti sono sempre lontani abbastanza per promettermi coraggio. E questo mi basta per sapere che quegli anni sono stati una delle migliori lezioni possibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-707894725122128786?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/11/barattoli-e-suole.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-673400605511090232</guid><pubDate>Tue, 06 Nov 2007 11:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-06T04:02:53.390-08:00</atom:updated><title>NOV zerocinque</title><description>Il portone me lo chiudo alle spalle. La strada oltre il portico è umida. La notte fonda si è versata sulla mia città come pioggia. La festa e i suoi rumori fumano dalle finestre in alto. Lancio i miei occhi verso le luci, e mentre qualcuno ride, versando forse del vino in qualche bicchiere, io decido che è ora di andare davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Non mi dici neanche una parola? – era quello il sorriso che mi aveva legato le mani alla lingua. Stava in piedi, resistendo agli imbarazzi; spalmava le righe della sua maglietta attorno al mio silenzio, talmente solenne da vergognarmene. Era esattamente quello. Righe della tv quando torni a casa, quando nessuna trasmissione ti tiene sveglio fino all’alba.&lt;br /&gt;- Come mai sei qua?&lt;br /&gt;- Ma non avevi smesso di fumare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scivolato dentro quel piccolo appartamento, assieme agli altri, non riconobbi nessuna faccia. Sembrava un quadrato tagliato dal mio solito mondo, l’approdo casuale dell’avventura di un viaggio.  I bicchieri rovesciavano la luce sul pavimento di linoleum, rigato da chissà quanti anni di scarpe da ginnastica. Alcune ragazze quasi nude e infreddolite, si stringevano sul divano, coccolando le loro minuscole borsette griffate. Il resto della bolgia immergeva le ore del sabato fino al fondo delle bottiglie sul tavolo dei liquori. Le anime della festa erano come previsto i padroni di casa. Immaginavo un compleanno, un ultimo esame da festeggiare. Strinsi mani, e finsi di ricordarmi di qualcuno. Le sedie Ikea coperte di cappotti leggeri. Non sembrava neppure autunno.&lt;br /&gt;Suonava un disco dei Perl jem.&lt;br /&gt;Le altre anime, quelle sconosciute, appoggiavano la schiena al muro, colorato di un rosso eccentrico. Ero entrato dentro il cuore di un segreto, morbido come bolle d’uva spremuta nei pugni. E lo vidi quasi subito, rollare del tabacco steso sulle solite cartine stropicciate. Come stropicciati i miei occhi sorpresi. Il bicchiere di vino non era nelle mie mani per caso, ma perché lo potessi appoggiare alle labbra, abbassando il volume dei nostri ciao. Mi pareva urlassimo sopra ogni altro rumore.&lt;br /&gt;Quattro mesi dalla fine. Dal risveglio di quel fondo marino che era lui, per me.&lt;br /&gt;E il film muto dalla pellicola masticata, che venne dopo, non mi aveva divertito. Ora, lì, sorrideva come il dente più bianco di quel muro da bocca rossa.&lt;br /&gt; Aspettò il giusto perché io quasi sperassi di salvarmi. Rimasi accanto ai miei amici tutto il tempo. Convincendomi perfino che fare amicizia con persone di cui non mi sarei ricordato il volto e il nome, lo avrebbe fatto arrendere. Ma la sua attenzione, attraverso la festa nel mezzo, pulsava assieme ai semafori gialli fuori dal cuore ormai ubriaco.   Sapevo che mi avrebbe chiuso all’angolo, prima che la festa finisse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ma stiamo parlando di che cosa, scusa?&lt;br /&gt;- Non lo so, ma ricordo che dicevi che con le sigarette avresti smesso.&lt;br /&gt;- Beh, ho provato ma è durata poco.&lt;br /&gt;Gli occhi di mosto di oliva, verde trasudava dalle sue ciglia. Ungeva le prese delle mie armi di difesa, tirate fuori all’ultimo dalle mie tasche, e imbracciate con la convinzione allevata del frattempo.&lt;br /&gt;- Come stai?&lt;br /&gt;- Bene, dai! Tu piuttosto? Lavori sempre per quel giornale?&lt;br /&gt;Ricordava quel che gli avevo detto di me. Una cartolina con l’indirizzo sbagliato. E quante lettere invece avevo scritto nella mia testa. Bianche le buste, mai spedite, mai chiuse perché fossero un dono.&lt;br /&gt;Feci cenno di sì, guardando oltre le sue spalle, contro una porta chiusa.&lt;br /&gt;- Ti va se entriamo qua dentro? Questi urlano troppo, non riesco a sentirti, vieni. Provo a bussare.&lt;br /&gt;Le mie dieci parole dieci le aveva sentite tutte. Non credevo che ne avrebbe avuto altre. Pensavo bastassero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aperta la porta, ci ritrovammo nel buio più pesto. Lo stesso buio delle nostre notti estive, senza coperte. Senza vestiti. Le nostre notti a casa mia, con le finestre aperte come gli occhi dei gatti. E le bocche cucite dai baci.&lt;br /&gt;Mi sentii stretto in gola.&lt;br /&gt;- Deve essere la stanza di uno di quelli che vive qui!&lt;br /&gt;- Non lo so, non vedo nulla.- ma sentivo ogni cosa. Sentivo benissimo il rumore delle sue dita, schiacciare il bicchiere di plastica. Il fiato dei suo sorriso divertito.&lt;br /&gt;- Ti ho pensato sai?&lt;br /&gt;- Non posso saperlo, no; e come io non ho smesso di fumare, tu non hai smesso di credere che la gente ti capisca.&lt;br /&gt;Rise, mentre qualcuno dalla festa mi chiamava.&lt;br /&gt;E prima che la mia mano arrivasse alla maniglia, lui  la rubò alla mia volontà, poggiandola sul suo petto. Chiusi gli occhi, stringendo il mio respiro perché non mi tradisse.&lt;br /&gt;- Stai qui- mi disse all’orecchio.&lt;br /&gt;La sua barba di due giorni, sulla mia pelle rossa delle guance. La sua lingua sulle mie labbra, che chiedeva permesso. L’aria della sua bocca volò dentro la mia gola, e scivolò assieme all’abitudine nei mie polmoni. Baciai l’uomo dei sogni da dimenticare, dopo quattro mesi di sonno delle nostre voci. Dentro la stanza di qualcuno che neanche sapessi chi fosse.&lt;br /&gt;“Disordine al rigore” grida la scritta anarchica sul muro del ponte della stazione.&lt;br /&gt;Pensai che fosse una cazzata estrema, che non dicesse nulla di sensato, quando la lessi una sera, guidando la mia bici verso casa.&lt;br /&gt;Lo lasciai al buio, in silenzio chiesi scusa, e uscii. La porta socchiusa mentre avvisavo gli altri che sarei andato via, subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre le strade mi parlano vado verso l’autobus notturno. Il cappotto allacciato fin sul collo e le adidas bagnate, come l’orlo dei jeans troppo lunghi per me.&lt;br /&gt;La signora dei fiori attraversa la strada con me. Mi guarda appena un attimo, prima che il semaforo di via Ugo Bassi ci lasci alle nostre strade. Ha l’impermeabile giallo, e il vestito di merletti bianchi. Non mi serve guardare dentro il suo cestino, per sapere che sta vendendo margherite.&lt;br /&gt;Il fiore del dubbio d’amore, che serve per tenere il segno dei libri di poesie.&lt;br /&gt;I forse mi lasciano come alla mia città è concessa la breve tregua dei temporali.&lt;br /&gt;Appena salgo sull’autobus, abbasso il finestrino. Sto in piedi e respiro. L’ossigeno di chi riemerge dai fondi marini troppo profondi, che se allunghi le braccia non arrivi al pelo dell’acqua. Che se ti perdessi, per distrazione, nessuno potrebbe sapere dove sei.&lt;br /&gt;Mentre le strade mi insegnano l’amore, io scivolo verso casa, tenendomi stretto a loro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-673400605511090232?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/11/nov-zerocinque.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4360192567870503671</guid><pubDate>Wed, 31 Oct 2007 12:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T00:41:08.947-08:00</atom:updated><title>Quest'oblio</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Ryh7gW0SGsI/AAAAAAAAABs/7fAagE2zNgM/s1600-h/cup_tea.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127483971572210370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Ryh7gW0SGsI/AAAAAAAAABs/7fAagE2zNgM/s320/cup_tea.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La pioggia è sparita, sciolta in aria che punge la pelle. Il mio tempo non conosce la noia. In un giorno che nasce strano e che sai che placato e prevedibile non sarà. Non resisterà fino alla fine, così come lo vedi. Nelle mie mani c’è l’ambizione di una storia da raccontare, quand’anche non bastassero mille e uno tentativi. In tutta la mia vita, o almeno in quella che ricordo, mi sono perso spesso. Mi sono negato a me stesso, e per sentimenti temporanei, accecanti. Oggi no, oggi è diverso. Non mi sono mai conosciuto così bene. Oggi mi godo il lusso di non saper più mentirmi, pur sapendomi ingannare benissimo.&lt;br /&gt;Ho un uomo accanto che vedo per come è, senza invenzioni, senza idealistiche proiezioni. Accetto i limiti delle mie capacità, e rendo approssimativo il controllo di me, nel dubbio di quel che succederà.&lt;br /&gt;Questo è il mio bellissimo oblio di liberà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Forse la sua caratteristica più rilevante era la sua capacità di camminare sereno in questa città di pietre grigie e mattoni gialli, dove il vento che soffiava poteva ridurre a spilli i cuori delle persone”&lt;br /&gt;M.Cunningham, da “Una casa alla fine del mondo”&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4360192567870503671?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/10/questoblio.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Ryh7gW0SGsI/AAAAAAAAABs/7fAagE2zNgM/s72-c/cup_tea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-1615552520962987664</guid><pubDate>Thu, 25 Oct 2007 12:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T00:41:09.159-08:00</atom:updated><title>Orgoglio e percosse</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RyCPV20SGrI/AAAAAAAAABk/w9r80_Z9oow/s1600-h/bubu+012.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125253981602454194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RyCPV20SGrI/AAAAAAAAABk/w9r80_Z9oow/s320/bubu+012.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono un rompiballe; discuto per tutto o quasi, e pesto i piedi se non mi dai udienza. Voglio essere accontentato, curato, coccolato. Voglio tutto, e che il tutto sia per me. Vorrei che fossi sempre allegro, felice di vedermi e con una matita in tasca all’occorrenza. E quando mi incazzo sono sgodevole, tremendo, impossibile. Alzo la voce, e uso toni del tutto inappropriati.&lt;br /&gt;Tu stai lì con gli occhi sgranati, senza neppure capire cosa stia succedendo. Mantieni l’espressione di sorpresa finchè non realizzi. E vogliamo parlare di cosa succede a quel punto? Ti alzi in piedi, tieni le mani chiuse a pugno lungo i fianchi e abbai. Sì. Tu abbai. Non parli ma ti mangi le parole in un unico fiato. Tu che non sbagli mai, tu che dai l’idea di fare tutto per me. Fosse davvero così mi incazzerei? Ecco.&lt;br /&gt;Mentre tu latri e ti arrampichi sugli specchi (sì, fai anche questo), io mi vado a sedere, accendo una sigaretta e ti sputo il fumo addosso, per provocarti. Tu mi dedichi la migliore faccia sarcastica che ti viene. E pensi di liquidarmi con un “va bene hai ragione tu”. Ahahahaha. Più di un anno e non hai ancora capito. Non lo mollo l’osso, bello!&lt;br /&gt;Mi dici di non guardarti così, che sono sempre scontento (ma quando mai, io ti adoro) e che mi piace litigare (questo forse è un po’vero).&lt;br /&gt;Beh tu non ci sai fare… esageri sempre. E quando la butti sul ridere, o quando prendi le tuo cose e fai per uscire di casa? Lì dai davvero il tuo massimo. Con l’orecchio teso per vedere se ti sto rincorrendo fino all’uscio.&lt;br /&gt;Stamattina abbiamo fatto venire giù il teatro. Non hai mai abbaiato così, né io replicato con tale rapidità eloquente. Una mitraglietta e tu lì a saper schivare neppure il venti per cento dei proiettili. Finché ce l’hai fatta; hai eseguito il tuo repertorio perfettamente; imbracciato la giacca, scarpe ai piedi (a dirla tutta ti stavi infilando le mie… come sarebbe stato se ti avessi inseguito, non per convincerti a rimanere, ma per darti del ladro?)&lt;br /&gt;E sbam no? La porta si sbatte amore, è una cosa dalla quale non puoi esimerti! No, tu la appoggi, perché sei ben educato. Ti devo insegnare tutto, ti devo!&lt;br /&gt;Comunque ci è venuta così stavolta. La prossima volta sapremo fare meglio!&lt;br /&gt;Intanto decidiamo quando vederci per fare pace. Vedi? Su quello non abbiamo indecisioni; ci viene proprio bene, io ti dico che hai torto ma che ti perdono, tu mi dici che sono uno stronzo ma che ti piaccio anche così. Mai uno scusa ho sbagliato, mai sia, neppure per sbaglio.&lt;br /&gt;Mi ami? Sì? Davvero? Anche io, tanto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-1615552520962987664?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/10/orgoglio-e-percosse.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RyCPV20SGrI/AAAAAAAAABk/w9r80_Z9oow/s72-c/bubu+012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-252668886421733420</guid><pubDate>Mon, 22 Oct 2007 11:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-22T04:23:43.225-07:00</atom:updated><title>Ai detrattori</title><description>Direi che è giunto il momento.&lt;br /&gt;Chi mi conosce sa che non potevo tardare più di tanto. Allora, cos’è per me il blog? Un tentativo, un luogo dove mi esprimo, un posto dove aggiornare amici vicini e lontani su che genere di sole sorga in quel di me. Mi sono sempre compiaciuto abbastanza all’idea che altri, facce nuove, destini ignoti, giungessero sotto questo sole, casualmente o meno, e che pensassero qualcosa. Nel bene e nel male! Spero sia chiaro altrimenti lo ripeto: nel bene e nel male.&lt;br /&gt;Il blog mi ha dato lavoro; uno di quei rarissimi casi in cui questo succede, è capitato a me. E non una volta sola, in fondo.&lt;br /&gt;Il blog mi ha dato occasione di conoscere persone, per fortuna belle persone, che considero spettatori della mia vita tanto quanto piaccia a me spiare la loro. Il significato è proprio questo. Leggere, con simpatia, nell’accezione etimologica più pura. Del come sia scritto, del quanto in profondità, e di tutte le grammatiche me ne sbatto il giusto.&lt;br /&gt;Come passaggi che si incrociano volutamente, o meno. Questo, della blog-culture mi conquista.&lt;br /&gt;E, diciamola tutta, mi piace pensare anche di avere detrattori. Perché chi divide riesce comunque in qualche proprio intento. Perché essere nel mirino fa pure un po’ fico.&lt;br /&gt;Per questa ragione non mi sono mai permesso di censurare libere espressioni di disappunto. Le ho lasciate lì, perché era giusto che fossero mostrate. In tutti i casi in cui questo è accaduto, i commenti negativi sono rimasti circoscritti, e bellamente ignorati dal resto dei miei lettori abituali.&lt;br /&gt;Ma. Ora a freddo considero. &lt;br /&gt;Chi critica dovrebbe almeno saper argomentare il proprio disappunto, il proprio gusto intellettuale evidentemente tradito dal sottoscritto. E sarebbe anche il caso ci mettesse la faccia. Chi mi critica ha un blog sul quale andare a spulciare? Mi divertirebbe. Perché chi mi critica sa davvero fare meglio di me? Ripeto: sapete fare meglio di me? Nessuno, di coloro che abitualmente mi legge, paga per farlo. (nessuno scontento è rimborsabile). Ma estremizzo: chi mi legge non è invitato al farlo. Solo gli amici più intimi, magari, e in qualche caso, ma non oltre.&lt;br /&gt;Quindi, come chiosa: chi è colui che guarda schifato fino a qua? Cosa fa nella vita? Posso considerare il vetriolo caustico come un insegnamento? O posso, come credo, attribuire lo sprezzo a qualche centimetro di cazzo mancato? A qualche turbamento della propria coscienza? A qualche nullità della propria vita da compensare?&lt;br /&gt;Posso, e voglio, essere oggetto di critica. Ma questa è munnezza signori miei. Equivale al disgusto platealmente esibito delle splendide al bar che ti additano e dicono: “Mio dio che scarpe chip”.&lt;br /&gt;Ecco, questa merda io no, grazie. Non è per me, né per nessuna delle cose o persone che abbraccio.&lt;br /&gt;Vorrei la faccia dei vari Patrick, loggiati appositamente per darmi addosso (nell’unico modo a loro concesso, ahiloro), vorrei la faccia di coloro che rimangono anonimi, che chissàperchè!&lt;br /&gt;Da cuor di leone come voi, impavidi nella lingua, mi aspetterei meno vigliaccheria.&lt;br /&gt;Per tutte queste ragioni io da oggi censuro, essì! Perché se parlo di eventi emotivamente spesi mi disturba dribblare i vostri blablabla. E aggiungo una cosa che è proprio da me: so di essere bravo, di scrivere bene, di saper fare il mio mestiere, che ci crediate, che pensiate o vogliate dire il contrario.&lt;br /&gt;E questo sia davvero chiaro, carissimi!&lt;br /&gt;Mi aspetto il vostro, e di meglio da parte vostra. “Passibili” (?) anche voi di qualche sbertucciata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-252668886421733420?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/10/ai-detrattori.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-2755930344502873274</guid><pubDate>Mon, 15 Oct 2007 08:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-15T01:44:51.397-07:00</atom:updated><title>Fairy girl</title><description>Nessuno ha bisogno, realmente bisogno di una bugia. Ma i momenti codardi sono troppi. Così una promessa spesa nel buio di una casa piccola, di cartone, in un altrove lontanissimo, diventa una bocca feroce che ci mangia, che ci tortura. Questa è la storia di un nuovo amico, che chiamerò Fa.&lt;br /&gt;Dodici mesi orsono, ha chiuso il bagaglio, piegato le camicie da stirare, e un volo oceanico di dodici ore senza scalo lo ha portato dall’altra parte del mondo. Avrà pensato, Fa, di ricominciare, di ridisegnare il tratto della propria vita, di colpo diventata un’avventura da vincere. Sono sicuro che avesse qualche punto di domanda piegato origami nelle tasche. Ha tenuto il segreto ben riposto. Ma quel paese, quei punti di vista allungati a mandorla, hanno allargato la sua prospettiva, sgranando un poco  i suoi sensi. Lasciare le rovine millenarie del nostro paese, e dormire in case di vetro; metà di un’ellittica per cambiare forse sin dal principio. &lt;br /&gt;Era estate, questa appena sfilacciata via. Sotto il sole che si leva ma che non so se sia poi caldo. Così Fa inciampa nell’amore, temuto. E il resto ha ben poca importanza. Nudo di fronte a un altro uomo nudo. Così semplice, Fa, non lo avrebbe mai creduto. E si è perso, come chi rinasce, come chi si libera da coperte troppo pesanti poggiate sugli occhi, propri e altrui. Quel sol levante lo ha lavato dai suoi stessi segreti. Da quel giorno non ha più infilato le mani nelle tasche.&lt;br /&gt;E quell’uomo, colui per cui tutto, Fa lo ha riconosciuto subito.&lt;br /&gt; Come quindicenni spettinati, ma a trent’anni, hanno corso il loro tempo, bruciando i fiati. Raccontarsi le donne del passato con un filo di paura nell’ammettere che la vita era quella. Solo quella. Sono andati a vivere insieme, in quel paese lontanissimo. Sgualcire lenzuola e forse, nell’ora più tarda della notte, promettersi quel piccolo pezzo di futuro, che non basterebbe comunque.&lt;br /&gt;Fa, in questo ottobre, è tornato fra le rovine dell’Italia. Voleva, credo, che gli amici di sempre lo vedessero così, perso nella sua felicità. Qualche giorno per poi correre indietro, restituito alla sua vita.&lt;br /&gt;Eppure.&lt;br /&gt;Sabato prima di cena il suo amore lo avvisa, con poche parole. Un lavoro altrove, in un’isola subtropicale. Una richiesta avanzata in un prima, dimenticato, che oggi fa rumore. Quell’uomo decide di partire e chiede scusa per questo.&lt;br /&gt;Per chi scrive esistono dei privilegi unici, impagabili. Assistere a quel momento mi spinge oggi a raccontare, a parlare di quell’attimo breve, perché qualcun altro capisca, sappia, conosca lo sconforto degli occhi di Fa. Quella bocca tesa, nel non sapere cosa dire.&lt;br /&gt;Ed è stato davvero facile vedere in Fa quel me diciassettenne, che chi mi conosce bene ricorda. Quel diciassettenne che non ha mosso un dito mentre un aereo planava altrove. E le parole non dette non sono e non devono essere un’eredità del tempo. Per nessuno. Fa deve dire qualcosa, o meglio: tutto. Non partire, non lasciarmi, mi sento perso, dammi il tempo, never is a promise and you can’t afford to lie.&lt;br /&gt;Perché ti amo ma vado non si dice, perché mi dispiace non basta, perché avrei voluto fosse diverso ma non posso fare altrimenti è una bugia. Gli altrimenti si trovano se si pensa che la vita è solo questa e poi non più. Sono troppi gli incroci mancati nel destino di ognuno. Quindi se per una volta ci si ferma e si ha fortuna, non si può perdere, né sprecare.&lt;br /&gt;E Fa questo, tutto questo, lo prova ancora prima di capirlo, ancora prima di esserne sicuro.&lt;br /&gt;E Fa questo lo dirà, a quell’uomo che temo parta comunque.&lt;br /&gt;E Fa oggi non sa ancora che ci sarà altro,  per cui perdersi, e per cui sdrucire gli occhi. Senza dimenticare questo ottobre vigliacco, e una promessa diventata una bocca ingorda. Ormai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-2755930344502873274?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/10/fairy-girl.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-8071627689363256386</guid><pubDate>Tue, 25 Sep 2007 19:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-09-25T12:32:26.357-07:00</atom:updated><title>Vele</title><description>Quanto silenzio, vero? Ha dato fastidio anche a me. Insomma, ora mi pento di dover infilare in un unico post troppe novità che perderanno il tempo sorpresa, perché pressate fino all’ultimo punto. Da cosa comincio? Dal fatto che un bel giorno mi è stato offerto di scrivere in una rivista on web? Già successo nella mia vita, ma stavolta tutto diverso. Mi si chiede di parlare di libri, e giudicarli, come fosse indispensabile la mia opinione. Finora solo gli amici hanno finto che la mia sedicente lungimiranza di giudizio avesse qualche peso. Ora c’è perfino qualcuno che mi paga. Il mondo è alla rovescia. Sono scivolato su un treno settembrino fino a Mantova, per scrivere del festivaletteratura, e devo dire che la camicia stropicciata da reporter la porto con una certa dignità. O almeno così mi è parso. Presto avrò la mia rubrica fissa, così almeno qualcuno crederà alla mia sempiterna convinzione che lo spirito di Carrie Bradshaw alberghi in me. E da che mò!&lt;br /&gt;Sto pensando ad altri mille progetti, fra cui l’organizzazione di un concorso di scrittura. E anche quello sarebbe un bel momento. Insomma, macina macina alla fine qualcosa si raccoglie. Intanto so bene io, e sa bene l’intero mondo che abbraccio, che dai libri, dal raccontare, dall’immaginazione, io non posso allontanarmi. Forse neppure perdessi mai la memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questa piace ai miei amici orsi. In un caldo pomeriggio di fine agosto ho avuto il piacere di inciampare in libreria su un mio autentico mentore inconsapevole. Il caro Luca Telese, popolare e beffardo giornalista parlamentare del nostro bel paese disastroso. Ora ci sta anche che lui si metta a leggere le mie cose, perché incuriosito da me… ma che ci si dia del tu no! Non avrei mai neppure osato inventarla come panzana questa… mai! Eppure. Quanto cari mi stanno gli eppure che, vele,  soffiano di successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il privato care telecamere di Verissimo, dirò che il mio fratellone si è sposato. E di questo ne riparlerò, come previsto. Sabato, in una giornata fulgida in barba alle minacce di Migliacci. Ho visto la gioia delle promesse, di un persempre così credibile da spingermi al pianto incontrollabile, e null’altro ci può essere di più bello che vedere da vicino il cuore di colui col quale sono cresciuto una vita per davvero.&lt;br /&gt;E io nel mio piccolo mi difendo. Un anno con Luca, festeggiato purtroppo troppo in fretta. Ma che ci importa amore. È il nostro senso di sghimbescio che ci piace tanto. Quelle parole che capiamo solo noi, e nessun’altro. E anche per tutte le cose che ancora non diciamo. Tutto.&lt;br /&gt;Insomma…. Scusate la sintesi, ma ho una pizza nel forno… questo e quanto e ben ritrovati. Non dimenticate che nel mio CV figuro ancora come “blogger”… anche se diserto. A presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-8071627689363256386?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/09/vele.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-5029771153585606219</guid><pubDate>Tue, 03 Jul 2007 15:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-03T08:52:13.883-07:00</atom:updated><title>Paradisi scelti</title><description>Ho il profumo di carta stampata nelle mani. Nuoto ormai in un oceano di parole. Da dieci giorni lavoro in una libreria in centro, ed è un sollievo. Come dopo un giorno di stanchezza e fatica, finalmente aver levato le scarpe e guardato dentro il frigo, sapendo che il resto del tempo è solo per sé. Così mi sento, nell’alzarmi a un orario che continuo a giudicare letteralmente “imbarazzante”. Così mi sento nonostante il campionario di umanità che mi passa davanti mi lasci a volte talmente di sale da anestetizzare la mia linguaccia. Eppure lavoro, e respiro l’aria migliore del mondo. Un’aria lontana che so stare ad aspettarmi. Come un paradiso scelto, in qualche modo.&lt;br /&gt;Sarà forse un lavoro temporaneo, ma la vita è bizzarra, e quel che ci sorprende non è divertente prevederlo. Mai.&lt;br /&gt;Gran parte della mia giornata si consuma come una marlboro al vento. Quei pochi momenti che risolvo nella notte ormai pesta, sono tutti per lui. Quel lui che mi porta al mare, facendomi ballare di felicità. Quel lui che tiene la mano sul cambio, con la mia mano dentro la sua,  mentre Tori va e viene da Venus.&lt;br /&gt;Piaccio ai miei capi. Mi trovano simpatico e sostengono che abbia portato un’allegria strana tra gli scaffali. Neppure mi aggirassi conciata come una ragazza coccodè (cosa che avrei pensato di fare pur di essere chiamato). I momenti più belli sono quando un ragazzino con l’apparecchio ai denti mi viene a chiedere qualche consiglio per le letture estive. La prima cosa sulla quale mi trovo a riflettere è: cosa vorrà? Intrighi internazionali, dossier politici, avventure cosmiche, sfondi sociali, o storie di amore disordinato? Quando posso, se posso, ci metto dentro il mucchio anche qualcosa di mio. Intendo qualcosa che a me ha regalato evasioni speciali, mondi lontani, sogni umidi. Quando mi viene proprio bene, ma bene bene, suggerisco anche qualcosa di gayo. E non so spiegarvi il sorriso che spesso mi viene restituito. Ci siamo capiti in un attimo ragazzino; anche io ero come te! Thò, leggiti questo e pensa sia possibile essere amato e non credere che la fantasia non aiuti.&lt;br /&gt;Chissà che anche tu presto non abbia qualcuno che ti porti al mare, a mangiare cocomero e ad aspettare la sera in silenzio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-5029771153585606219?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/07/paradisi-scelti.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-46374720816824876</guid><pubDate>Wed, 20 Jun 2007 18:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T00:41:09.384-08:00</atom:updated><title>Bold ambition.</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RnlydqrkwrI/AAAAAAAAABc/3fY-Xpta9ko/s1600-h/alec_bogq610%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078215908835771058" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RnlydqrkwrI/AAAAAAAAABc/3fY-Xpta9ko/s320/alec_bogq610%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Bene. Riassumere le ultime settimane non sarà compito facile. Vorrei quasi che qualcuno lo facesse per me. Ma poi che scrittore blogger sarei? Per cui su le maniche e via!&lt;br /&gt;Tutto è incominciato all’inizio di questo mese. Tempo incerto e pioggia codarda. Un pomeriggio, dopo un pranzo cinese spiluccato senza troppa voglia con degli amici, andiamo a vedere uno show di mtv in piazza. Un’orda di ragazzini se stava per magnare gli amici mia, ben contenti dell’entusiasmo pubescente. Io invece guardavo i vjs, e pensavo: ammazza che vita che fanno questi… e pensare che io non trovo un lavoretto estivo manco a pagarlo oro! Torno a casa, con una granita alla quale ho contagiato la mia noia afosa. Faccio un giro di annunci offro-lavoro su internet e SBAM:&lt;br /&gt;“annuncio cercasi vj mtv”. Proprio fra telemarketing e agente monomandatario. Mi metto a ridere e mi dico: massì, ma che te frega, ventisette anni e via che ancora jel’ammolli…. Manda sto cv pure a loro, che l’hai mandato anche al pescivendolo qui sotto (ci avrà avvolto una cernia per nonna Angelina dell’ottavo piano!).&lt;br /&gt;Non lo dico a nessuno, che figurati se ti chiameranno; a te poi, ma va là, ma sei vecchio, etc etc.&lt;br /&gt;Quattro giorni, quattro fottutissimi giorni e: drin drin pronto Alessandro? Sì chi parla, ciao sono Vera casting mtv. Oddio, cosa? Ti abbiamo fissato un primo colloquio qua a Milano! Ah ecco! Fra cinque giorni, pensi di esserci? Beh mmmh sì, direi che si può fare! (Ma sei stronzo?…. Si può fare? La tv, l’acclamato mondo dello spettacolo chiama te, e tu nicchi quasi snobbando? Vergogna!).&lt;br /&gt;Chiamo a raccolta le amiche per una riunione straordinaria. E dico: allora che si fa? Amico numero uno mi dice: se non ci vai ti prendo a calci in culo da qua fino a Milano, e scordati di imporci la tiritera “dovevo-potevo-sapevo-se solo!” per i prossimi vent’anni! L’amico numero due annuisce nervosamente… paura negli occhi!&lt;br /&gt;Ok vado. Il moroso felice come una pasqua. Perché si paventava l’idea mi scavassi da los cocones? Perché vorrebbe vedermi ricco e famoso? O perché gli avevo promesso una pedana vibrante come primo regalo da personaggio tv? …. Pedana, pedana!&lt;br /&gt;Plano a Milano una mattina di pioggia, senza  avvisare nessun amico bauscia (perdonatemi….). Finisco in questo studio ufficio casting e compilo le prime scartoffie. Un questionario che sembrava essere divertente perfino. Domande come: cosa guardi in tv? Quale personaggio televisivo vorresti essere? (risposta? Pingù).&lt;br /&gt;Ero letteralmente circondato da adolescenti, per di più ragazzine, con il sogno di diventare tante Cristina Chiabotto versione vj e fare tanta plin plin (sul pubblico come Cucciolina negli anni ottanta?). Inutile dirvi che non potevano mancare le solite mamme coraggio: alza le spalle, tieni in dentro la pancia, sorridi, dì che sei insicura che piace sempre un po’di timidezza. Siori e siori, ecco il mondo dei casting! Io poggiato lì, a intimidire le giovini: essì sono vecchio e allora? Sticazzi piccola cessa… vedremo chi la spunta! Tzsè!&lt;br /&gt;Il mio turno: stringo la mano a una ragazza carina, abbastanza mtv, e inizio a parlare di me. A ruota libera. Lei interviene quando riesce. Ride, ride parecchio. Si diverte, mi diverto anche io.&lt;br /&gt;Quando tutto finisce mi ringrazia e mi saluta. Torno a Bologna. Mi si chiede: e allora? Com’è andata? Io non lo so. C’è un turno di Torino. Quello finale. Due giorni e poi si decide. Ma figuriamoci. Non ho esperienza. Non so come si faccia un provino. C’è gente che vive di questo. E per questo.&lt;br /&gt;Sette giorni, sette fottutissimi giorni e: drin drin ciao Alessandro, chi è? Casting mtv. Sei piaciuto molto a Milano, mtv ti vuole rivedere a Torino per l’ultima parte del provino. Sarete meno di cento. Preparati bene. Ti mandiamo i testi! Ccc.. come scusa? Nel senso, sono dentro? Sono passato?&lt;br /&gt;Sì Alessandro, dicevo: ti mandiamo i testi via mail. Che testi? I testi di una prova di simulazione conduzione. Preparali, perché li farai davanti alle telecamere di mtv fra cinque giorni esatti!&lt;br /&gt;E lì inizio a pensare: ok, questa cosa sta succedendo davvero! Inizia a venirmi il panico. Decidi cosa metterti, prova i testi senza ridere, senza sentirti ridicolo, oddio mi impappino, mi si lega la lingua, sìì spontaneo, naturale, trova il tuo stile. Pensa che sarebbe la svolta della tua vita.&lt;br /&gt;Plano a Torino con la pioggia. La sera prima. Passo del tempo con degli amici che mi davano ospitalità. Provo i testi e boom, perfetti. Un vero vj. Toni, parole, proprietà di linguaggio, voce diaframmatica, respiro regolare. La mattina del provino facevo la schiuma come un cappuccino. Mi presento all’indirizzo scritto in grassetto sulla mail. E lì vedo! Vedo la competizione, vedo l’aria che tira in situazioni del genere e mi fa alquanto schifo. Vedo l’abitudine di molti nel trovarsi sempre gli stessi ai provini di mezza Italia. Tutti o quasi col book, e tutti rappresentati da una qualche agenzia dello spettacolo. Tutti, tranne me. Calvo blogger outsider.&lt;br /&gt;Mi chiamano. Finisco in questa stanza buia, con nove sagome nell’oscurità. Colpi di tosse, rumori di fogli da sistemare. Leggere parole ingoiate da un nero atroce. L’unica luce su di me, in piedi, con dietro un cartonato di mtv. La riproduzione più fedele di uno studio. Ho rischiato che mi venisse un attacco di sindrome di Stendhal. Troppi colori e io, dentro, come perno di una trottola a velocità eccessiva, e un microfono in mano. Mi saluta una voce! Ciao Alessandro….Dio? No, la direct casting. Bentrovato allora iniziamo: tre due uno e ….&lt;br /&gt;Io attacco con voce tremante. Faccio qualche battuta, e sento che qualcuno ride. Insisto e il volume delle ghignate si alza. Finisce in vacca con Dio-casting che mi dice in un fiato di ridarella: va bene Alessandro bravo! Hai dato il meglio di te!&lt;br /&gt;E sarò onesto: ho pensato “è fatta”.&lt;br /&gt;E invece NO. Non sarebbe stata la mia vita, al limite del brivido fino all’ultimo soffio. Quando finiscono tutti gli altri modelli super top, visi angelici e voci da radio, ci raggiunge Dio con una bella lista. Quattro nomi, solo quattro. Coloro che avrebbero rivisto volentieri.&lt;br /&gt;Io a casa. Grazie per essere venuto e arrivederci.&lt;br /&gt;Perché no? Forse perché gay? Perché troppo adulto? Perché senza un’agenzia alle spalle? E perché ero lì, perché mi hanno voluto fino all’ultimo, o quasi?&lt;br /&gt;Tutte risposte che forse mi sarei meritato, ma che nessuno mi restituirà. Però mi sono divertito davvero. E fanculo l’amarezza del ritorno a casa. Ho molti successi, che mi stanno stretti al cuore. Uno fra tutti? Colui che senza posa ha continuato sperare, a incoraggiarmi, a tifare per me con sfacciata parzialità e dirmi: vada come vada io sarò il tuo fan numero uno, sempre!&lt;br /&gt;E così sia.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-46374720816824876?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/06/bold-ambition.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RnlydqrkwrI/AAAAAAAAABc/3fY-Xpta9ko/s72-c/alec_bogq610%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-7629539915705281999</guid><pubDate>Sat, 09 Jun 2007 10:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-09T03:34:37.586-07:00</atom:updated><title>La finestra</title><description>Venerdì è uscito “La finestra”, nuovo lavoro dei Negramaro. Etichette Sugar.&lt;br /&gt;Chi mi conosce bene sa perfettamente quanto io stessi aspettando questo momento. Sono sempre stato un loro fan, ancora prima del fortunatissimo insuccesso sanremese di Mentre tutto scorre. Non sarà per me il tentativo di confermare il loro talento. Non ho dubbi, considerando che vivo in uno stato di venerazione per i sei ragazzi di Copertino, Italy.&lt;br /&gt;L’unica speranza che conservavo era che questo disco fosse sulla stessa scia dei precedenti, con la sicurezza che i suoni sarebbero stati di maggior qualità, considerate le vendite e gli introiti degli ultimi due anni. Beh, attesa perfettamente soddisfatta. Da quel che si legge in giro, la registrazione è avvenuta a San Francisco, per mano di un grande della musica italiana, Corrado Rustici. E tutte le quattordici tracce sono state impresse su bobina, dando un effetto di musica suonata dal vivo, in presa diretta, probabilmente limitando anche le possibilità di rimasterizzazione infinita che il solo digitale garantisce. Si percepisce un alto livello di concentrazione sull’esecuzione di ogni singolo brano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un primo ascolto, l’omogeneità del disco pare essere un felice compromesso dei due dischi precedentemente pubblicati. Come fosse la terza parte di un trittico, tesi antitesi e sintesi. Riconosco la cura del sintetizzatore perfettamente giustapposto, alta sofisticazione delle corde acustiche, che in 000577 presentava la band al mercato. Riconosco le liriche immaginifiche, e la crescita del suono mentre la traccia trova la sua fine, smorzata in enfasi da falsetti a piena voce di Giuliano, in grandissimo spolvero. Tutte caratteristiche sempre più acute, invece, proprie di brani come “Solo 3 min”, o “Ogni mio istante”  , “Estate”, “Solo per te”, contenuti in “Mentre tutto scorre”, anno duemilaecinque.&lt;br /&gt;La struttura della canzone in linea di massima è in divenire. Si aggiungono suoni man mano che la storia che ci viene raccontata (a più livelli) cresce di densità. Le liriche sono dialogo diretto, rivolto al tu che ognuno di noi ha, o aspetta. E i toni di questa visionaria conversazione sono di autoaffermazione, di bisogno di definire il proprio sé. Ogni canzone cerca la propria dimensione di contenuto, come se cercasse delle risposte. È un vero e proprio inseguimento tra musica, toni sospesi, e Giuliano che , sempre in primissimo piano, fa cenno a tutto il resto di inseguirlo, in traiettorie che spesso virano, si modificano “sul più bello”, diventando meglio. Incredibilmente meglio.&lt;br /&gt;Disco che rappresenta i primi minuti d’amore, quando tutto ci sorprende. Ci eccita e ci rannicchia in qualche pensiero. Tachicardiche marcette di suoni accentati e fiati a ritmo, così come scioglievolezza di ballads sussurrate all’orecchio teso (improponibili per qualunque voce normale da karaoke, mannaggia).&lt;br /&gt;Questi ragazzi sono amici, e si vede. Si portano le orecchiette della mamma in valigia quando vanno in America per lavoro. Fanno della loro musica il loro intimo manifesto. Evitando magari di sforzarci per ricercare somiglianze con qualcos’altro, qualche altro suono, qualche altra band (vizio italiano dei più antipatici). Non c’è indecisione, né bordi friabili. I Negramaro sono un progetto sin dal loro principio. E nulla è cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voto (sister insegna):&lt;br /&gt;stelle pleiadi su cinque.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-7629539915705281999?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/06/la-finestra.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-3532743309741998624</guid><pubDate>Mon, 04 Jun 2007 14:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T00:41:09.464-08:00</atom:updated><title>Sosia</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RmQdKLXTg9I/AAAAAAAAABU/rzkCdIvh2jw/s1600-h/03062007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5072211141012456402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RmQdKLXTg9I/AAAAAAAAABU/rzkCdIvh2jw/s400/03062007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo so... è così!&lt;br /&gt;Almeno dal mento in su... e vi pregherei di credermi. Ma il mio punto di vista è questo: é il mio ragazzo ad avere un sosia che per caso gioca a calcio... e che faccio fatica a ricordarmi come si chiama, non fosse per questa foto!&lt;br /&gt;E io polpetta non la baratto, neppure per un paio di quadricipiti da perdere quei 4 capelli che giocano a fare Lost sulla mia crapa!&lt;br /&gt;Ecco!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-3532743309741998624?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/06/sosia.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/RmQdKLXTg9I/AAAAAAAAABU/rzkCdIvh2jw/s72-c/03062007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-513678636893211815</guid><pubDate>Fri, 01 Jun 2007 16:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-01T09:11:21.010-07:00</atom:updated><title>Terra Naomi "Say it's possible"</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/AlXlhFlHR8A' name='movie'&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/AlXlhFlHR8A'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Naomi ha prima scritto questa canzone, e poi attraverso YouTube ha chiesto al mondo di rispondere a una domanda: "Cosa chiederesti, se qualunque cosa fosse possibile?". Con le registrazioni video di alcune delle persone che hanno risposto, ha girato questo video ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha fatto pensare; mi ha fatto emozionare. Lo posto per questa ragione.&lt;br /&gt;Se non capite l'inglese, alla peggio guardate in faccia un pezzetto di mondo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-513678636893211815?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/06/terra-naomi-it-possible.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6863381300356059597</guid><pubDate>Wed, 30 May 2007 10:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-30T03:06:06.399-07:00</atom:updated><title>Sarà che</title><description>Sarà che ho sempre avuto una pelle color caramello.&lt;br /&gt;Sarà anche che per farmi strada nel mondo, piuttosto che sgomitare, ho sempre preferito sculettare.&lt;br /&gt;Sarà inoltre perché dico sempre che, se mi dovessero ricrescere mai i capelli, vorrei un bulbo gonfio cotonato e crespo, che balli con me a ogni passo tirato innanzi.&lt;br /&gt;Ma ancor più probabile che sia  perché quando voglio dare enfasi alle mie opinioni, brandisco il dito sotto il naso del mio interlocutore, con un accento alle spalle che non ve lo sto manco a spiegare!&lt;br /&gt;Il mio frasario è folkloristico, e i colori che indosso non sono mai abbinati, ma piuttosto la scena di un imprevisto galattico. La pura distrazione di una modellista sotto crack. &lt;br /&gt;Sarà che adoro il double dutch; che da piccolo saltellavo tra le due corde inventando filastrocche. Sarà che impazzisco per il pollo fritto; che ascolto ancora le Salt ‘n Peppa, che mi muovo in una dancefloor solo se è l’R&amp;amp;B a convincermi.&lt;br /&gt;Sarà che se mi arrabbio, sbraito. Che difendo gli affetti in maniera piuttosto fisica. Sarà anche che il mio quartiere è multirazziale, e meravigliosi frugoletti color morositas giocano davanti al mio portone.&lt;br /&gt;Sarà che cantavo nel coro della chiesa, e mi rimproveravano perché variavo troppo le melodie. Sarà che se oggi canto, lancio qualunque estensione in vibrato, che io affettuosamente chiamo: “Vaibbrado”.&lt;br /&gt;Sarà che un’arroganza sottile pervade le mie pose plastiche, che la mia mano è sempre poggiata sul fianco. Sarà perché sono sguaiato, e da troppo tempo in cerca di un lavoro.&lt;br /&gt;Sarà che sono circondato da una factory di talenti underground. E che considero la mia vera famiglia quella composta da scapestrati esempi dell’umanità raccolti un po’ ovunque.&lt;br /&gt;Sarà per questo che per tutti sono da sempre:&lt;br /&gt;(bè bè bè bè bè) la ragazza del ghetto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6863381300356059597?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/05/sar-che.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>19</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-5530319337008238416</guid><pubDate>Wed, 30 May 2007 10:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-30T03:03:13.262-07:00</atom:updated><title>Double Dutch</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/kvXhJo-oM1s' name='movie'&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/kvXhJo-oM1s'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tanto per farvi capire!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-5530319337008238416?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/05/double-dutch.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-5873718000813329048</guid><pubDate>Thu, 24 May 2007 09:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-24T02:38:02.590-07:00</atom:updated><title>Perfidia e ingenuità</title><description>Bene: vi racconto questa storiella.&lt;br /&gt;Come avrete capito dal precedente post, ieri era il compleanno di Luca. Io, che sono eccessivo a giorni alterni, non mi accontento di preparare una cenetta e basta. In questo periodo sta lavorando molto, e sapevo bene che non avrebbe mai avuto tempo di organizzare una festicciola. Così ci ho pensato io… ma ragazzi se gliel’ho fatta sudare!&lt;br /&gt;Uscito dall’ufficio alle otto è arrivato a casa mia per cena. Entrato in casa era tutto sudato e si è precipitato sotto la doccia. Dopo di che mi ha raggiunto a tavola. Ha trovato sotto il naso un’insalata confezionata e una scatoletta di tonno in scatola (ancora in scatola intendo!). Mi ha guardato con occhi di rimprovero, e io subito a giustificarmi: “Amore, fa caldo, siamo ciccioni, dai… ci fa bene”. Pensate che l’ho quasi convinto.&lt;br /&gt;Dopo cena mi sono accorto che aveva un musetto lungo, e gli ho chiesto cosa avesse.&lt;br /&gt;“Non mi hai preso neppure una tortina…”. Ho finto di essere mortificato. E gli ho risposto:&lt;br /&gt;“Dai che ci sono i polaretti in freezer… ne vuoi uno?”&lt;br /&gt;Credevo di ridergli in faccia, di tradirmi. Lui mi ha guardato sufficientemente schifato e si è limitato a fare no con la testa. Io ho finto di non dargli peso!&lt;br /&gt;Sapevo che da lì a poco la casa si sarebbe riempita di amici, e lui era ancora in mutande. Non sapevo cosa inventarmi per convincerlo a rivestirsi. Non volevo dare nell’occhio. Ho cercato di proporgli una buona ragione tirando in ballo la digestione, che con la pancia scoperta magari ti fa male amore. Lui, piuttosto secco mi fa: “ ah sì certo, per un’insalata stai a vedere che muoio”. In fondo come biasimarlo, poverino!&lt;br /&gt;All’ora prestabilita ricevo una telefonata. Il mio gancio. Gli amici erano sotto casa, e aspettavano che io aprissi portone e porta di casa. Lui sempre in mutande sdraiato sul divano, badate bene!&lt;br /&gt;Mi alzo, rispondo.&lt;br /&gt;“Scusa non ti sento ho la tivvù alta aspetta che mi sposto”… e intanto quatto quatto vado ad aprire agli amici.&lt;br /&gt;Torno di là, gli do un bacino e gli lascio un cuscino proprio di fronte alle vergogne. Lui non intuisce nulla, mi restituisce il bacino, un po’ tirato a dirla tutta,  e si stringe al cuscino.&lt;br /&gt;Tre due uno… e otto persone entrano nel mio soggiorno cantando tanti auguri a te, soffocati dalle risate nell’averlo trovato così… un tripudio di ciccia vergognosa! Tossivano ridevano e scattavano foto. Lui immobile, senza fiato!&lt;br /&gt;Io che mi godevo la scena pensando che si buttasse dalla finestra. Invece… la mia popetta tenerissima (solo quando vuole)… si è messo a piangere, tutto emozionato.&lt;br /&gt;Ho preso la torta… una sberla di torta diciamocelo! E quando l’ha vista si dev’essere sentito ridicolo nell’aver pensato che io, che uno come me, che questa meraviglia qua che vi scrive, si potesse dimenticare la torta nel giorno del compleanno! Quante cose ha ancora da imparare il ragazzo! Tzsè!&lt;br /&gt;Ha scartato i regali, probabilmente attendendo il mio momento! Io, che se non vedo il sangue non mi fermo, ho annunciato al popolo: “ Beh sappiate che il mio regalo ve lo siete appena mangiato”. Lui non ha mosso un ciglio! Che goduria!&lt;br /&gt;Rimasti soli, dopo una bella serata caldissima, fra i clacson dei tifosi del milan sui viali di Bologna che raggiungevano le nostre risate da soggiorno, mi preparavo a infliggere l’ultima stoccata!&lt;br /&gt;Ho tirato da sotto il letto un pacchetto. Una busta di un negozio in centro che vende abbigliamento. Lo conosciamo bene questo negozio, perché spesso ci facciamo un salto! Lui subito mi fa:&lt;br /&gt;“Ah sì la maglietta bianca, con le scritte rosse!. Povero sciocco!&lt;br /&gt;Apre la busta e trova i classici giornali. Scava e scova un pacchettino. Qualunque gay del mondo avrebbe saputo cosa lo attendeva e cosa fare. Il mio gay no! Il mio è proprio uno che è meglio se va a zappare! Scarta il pacchettino e si ritrova in mano un astuccio blu e argento. Lo guarda. Interdetto.&lt;br /&gt;(credo che abbia pensato: chissà se si mangia!)&lt;br /&gt;Lo apre rovesciato a testa in giù. (e che cazzo, ma vuoi imbroccarne una che è una almeno? Macchè).&lt;br /&gt;Scivola sul letto un anello. Lo conosceva, lo avevamo visto una volta in centro. Lui sgrana occhi e bocca, e non dice nulla. Lo prende fra indice e pollice. E mi guarda. A quel punto poteva accadere di tutto.&lt;br /&gt;Gli si sono bagnati gli occhi e mi ha abbracciato.&lt;br /&gt;Lo ha indossato e si è ammirato la mano.&lt;br /&gt;“E’davvero bello… ma tanto bello… grazie, non so cosa dire”, mi ha detto. Nella sua testa credo che si affollassero molte cose, ma una in capo a tutte. Credo si chiedesse se se lo fosse meritato.&lt;br /&gt;Ecco, che ci pensasse vah, che male non fa!&lt;br /&gt;Stamattina prima che fuggisse al lavoro, ho aperto un occhietto. L’ho tanato mentre si guardava la mano e sorrideva.&lt;br /&gt;E quel sorriso vale più di tutto il resto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-5873718000813329048?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/05/perfidia-e-ingenuit.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-6222231143063666939</guid><pubDate>Wed, 23 May 2007 00:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-22T17:54:27.062-07:00</atom:updated><title>Canzone di compleanno</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/VoYXzFblq6g' name='movie'&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/VoYXzFblq6g'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla mia polpettina dolce (?), un bacino e strilli a uffo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguri tesoro.&lt;br /&gt;Io.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-6222231143063666939?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/05/canzone-di-compleanno.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36390728.post-4704364306171292017</guid><pubDate>Fri, 18 May 2007 15:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T00:41:09.826-08:00</atom:updated><title>Imma fan club</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rk3Cv7XTg8I/AAAAAAAAABM/QB3k5tKFnqo/s1600-h/dueimmastallatreunovince.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065919284506756034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rk3Cv7XTg8I/AAAAAAAAABM/QB3k5tKFnqo/s400/dueimmastallatreunovince.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eh, lo so. Posso vantare di avere lettori molto snob, culturalmente vivaci, e politicamente impegnati. Piuttosto che guardare i reality, loro si sparano intere serate di Rai Nettuno, o sproloqui di Gabriele la Porta! Mentre io no! Io sono molto più in basso. Io strizzo l’occhietto anche a tutto quel ciarpame televisivo che mamma tv passa. E mi diverto! Mi piacerebbe dire che mi sento rappresentato da tutto quel chiasso, dalle sterili polemiche, da querelle montate su ad arte! E, visto che mi piacerebbe, lo dico! Sono un figlio del reality, e spero che la vita mi porti il successo grazie a un televoto!&lt;br /&gt;Le telecamere forzano gli animi; costringono i concorrenti a falsare la propria persona in nome del pubblico plauso! Quasi nessun gesto, nessuna parola sputata fuori, ha del naturale e dello spontaneo! Non è forse così la vita di tutti i giorni? Ecco, per cui: guardo la tivvù per fare palestra di vita, insomma!&lt;br /&gt;Però lei… Lei, è del tutto autentica! Imma di Ninni, ventotto primavere, Altamura, Puglia. Tirata su a pane, immagino! Imma ha appena concluso felicemente la sua cavalcata verso la vittoria in un reality di canale 5: “Un due tre… stalla!”, portandosi a casa la bellezza di trecentomilaeuriiii! Oh, come se vi vedessi storcere il naso, e dire: Babbabia che schifezza, mon dieu! Invece io insisto: un magro compenso per un’artista del tubo catodico! Lei, e solo lei, strabuzza gli occhi in primissimo piano, pur sapendo di non avere nemmeno la minima idea di quel che sia la simmetria di uno sguardo. Lei, e solo lei, quasi nega di aver fatto ricorso alla chirurgia estetica, sperando di essere credibile, nonostante un naso a trampolino di lancio e due tittazze da sei kg ca. (almeno). Lei e solo lei si lancia in sperimentazioni linguistiche, urlate, non si sa mai che i più distratti non si accorgano delle consecutio temporum estratte a sorte! MA, nonostante tutto quello che le possono aver detto, di decisamente offensivo e inappropriato, lei e solo lei ha continuato a grondare savoir faire. Immaginatevi l’abitudine che ci avrà fatto!&lt;br /&gt;I genitori si sono saputi contenere meno. Presenti in studio, difendevano le ingiurie contro la figlia, minacciando gli opinionisti di percosse e  sgozzamenti, il tutto in un perfetto pugliese…e credetemi: erano del tutto convincenti!&lt;br /&gt;I suoi masterpeace rimangono l’imitazione del polipo, e la recita di Basic Instint. Delicatissime entrambe, per nulla ambigue! La sua parola chiave è: “PULTROPPO”.&lt;br /&gt;Come si fa a non amarla, dico io? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36390728-4704364306171292017?l=aleconair.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://aleconair.blogspot.com/2007/05/imma-fan-club.html</link><author>noreply@blogger.com (Alec)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_a4LD8QxGmCE/Rk3Cv7XTg8I/AAAAAAAAABM/QB3k5tKFnqo/s72-c/dueimmastallatreunovince.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item></channel></rss>